Il Giorno della Quaglia

Tutte le notizie analizzate da un temibilissimo pennuto (PUNTATA N° 28)

Cari socializzati,
avete mai visto una foca seduta sullo sgabello che si esibisce con la chitarra in “Beautiful People” di Melanie Safka?
No?
Beh, io sì, e guai se dite che non mi credete, perché vengo lì e vi stacco le orecchie a morsi.
Del resto, avete creduto alle peggio cazzate negli ultimi anni, non capisco come possa sconvolgervi una foca sessantottina che canta la gioia di appartenere ad una società fatta di belle persone.
Lo so, morite dalla voglia di leggere esempi di cazzate in cui credete, e ci trovo un non so che di masochistico, ma siete pur sempre lettori di una rubrica che si intitola “Il Giorno della Quaglia”, da voi ci si aspetta di tutto.
Dunque, avete creduto che c’è crisi dell’occupazione, ma per fortuna il nostro Presidente roditore l’altro ieri (per chi legge, il mio oggi è il 20 maggio, 2016 ovviamente. N.d.A.) ha dichiarato che si tratta una grande balla, perché “…Semplicemente i posti di lavoro sono cresciuti a un ritmo meno forte”. Geniale. È come se andate al ristorante, chiedete una bistecca ben cotta e vi presentano un vitellino vivo scodinzolante che vi lecca la faccia e che porta al collo un cartellino con su scritto “Mi hanno semplicemente cotto un po’ meno del solito”. Prima balla, quindi, è che c’è crisi dell’occupazione.

Avete creduto nella tecnologia dei radar e dei motori a reazione che ci permettono di volare come uccelli migratori da un continente all’altro e, quindi, di realizzare il sogno più antico dell’essere umano, cioè occupare anche lo spazio aereo, e avete creduto male; questa notte è scomparso l’ennesimo aereo dai radar. Il volo MS804 Parigi-Il Cairo era partito dall’aeroporto Charles de Gaulle alle 23:09 di ieri ed è scomparso dai radar alle 2:45; era già entrato nello spazio aereo egiziano quando era stato rilevato l’ultima volta.
Ora, lasciamo da parte i dettagli sui ritardi con cui è stato ricevuto l’SOS, è ancora presto per avere notizie certe, ma poniamoci una domanda: che sia colpa di un attentato, un guasto al motore, un attacco di diarrea dei piloti, un suicidio religioso di massa, un attacco degli alieni grigi scesi sulla terra per accoppiarsi con esemplari sia maschi che femmine e vedere l’effetto che fa.. è mai possibile che un aereo di 500 mila chili sparisca nel nulla?
Ora leggo in tempo reale che forse è stato già trovato il relitto in mare; l’ennesima triste tragedia, che ci ricorda a quanto siamo creduloni nel pensare di avere tutto sotto controllo. Balla numero due: i radar, i sistemi di sicurezza e l’ingegneria aerea sono infallibili.

Avete creduto che Dart Fener fosse un super cattivo invincibile? Beh, a Cuneo ha rischiato di essere arrestato sia dalla Polizia che dai Carabinieri; mentre un gruppo di ragazzi girava uno spot per pubblicizzare l’evento dedicato ai fumetti “Cuneo Comics and Games”, che si svolgerà dal 3 al 5 giugno, qualcuno li ha visti vagare per il paese con armi e strani costumi neri ed ha pensato bene di chiamare le forze dell’ordine, col terrore di vivere una seconda Parigi.
– Sì, pronto, Polizia? vi prego venite subito in Corso Nizza, c’è un gruppo di terroristi vestiti di nero con spade laser e fucili che gira per la città.
– Pronto, signora, non è che stanno girando una pubblicità?
– No, no, è una cosa serissima! Uno di loro, dev’essere il capo, è alto, vestito di nero, con la maschera per non farsi riconoscere, e tutte le volte che cammina lui si sente una musica assordante.
– ..La musica per caso è la “Marcia Imperiale” di John Williams?
– Non lo so, assomiglia a quella di quel film.. quello che guarda sempre mio nipote.. quello con il cattivo vestito di nero con la maschera e l’asma.
– Va bene signora, stia tranquilla, arriviamo subito.
Balla numero tre: Star Wars è solo un film di fantascienza. E quasi quasi attacco la devastante balla numero quattro: Dart Vader si chiama Dart Fener e il nome si scrive senza la lettera acca. Ma non ne sono poi così sicuro.

Avete creduto che essere un Radicale in Italia volesse dire scontrarsi a muso duro con i vecchi partiti, con i poteri forti e soprattutto con la Chiesa “nepotista”? Beh, se apriste i giornali in questi giorni vi toccherebbe leggere che prima della triste dipartita di Marco Pannella, quando aveva ancora gravi problemi di salute e per questo motivo stava ricevendo tanti messaggi di vicinanza e conforto da.. da tutti i leader politici e da.. da.. scusate mi trema la mano e non riesco a scriverlo.. dal Papa.
Il Papa ha inviato a Pannella il suo libro “Dio è misericordia”, come regalo per il suo ottantaseiesimo compleanno. Se fossi stato in Pannella, nel ritirare il pacco avrei subito controllato che non ci fosse una qualche iscrizione a vita all’Euroclub, di quelle che per cancellarle non ti resta che trasferirti in Alaska, oppure mi sarei subito messo i guanti per paura di ricevere pagine avvelenate in stile Umberto Eco (che saluto, anche se non può più sentirmi, perché sto leggendo in questi giorni le sue ultime memorie…).
In ogni caso, com’è possibile che il Papa ha spedito un regalo a Pannella? E come può Pannella averlo ricevuto senza dire niente? Non ha fatto in tempo?È come se William Wallas avesse ricevuto una cartolina da Edoardo I d’Inghilterra.
Questa è troppo complicata, la rifaccio.
È come se Beppe Grillo ricevesse una giarrettiera profumata dall’instancabile anti-grillina (o anti-grulliana?) Lilly Gruber. Questa non fa ridere.
È come se Barbara D’Urso ricevesse una Laurea ad Honorem direttamente dal Ministro della Cultura.
La balla numero cinque, quindi, è l’esistenza di veri guerrieri saldi ai propri ideali.

Credete che la Giustizia in Italia sia antiquata ed iniqua? Purtroppo devo smentirvi anche su questa cosa. È in discussione un articolo (il n. 31) della riforma sul processo penale che istituisce la creazione all’interno delle carceri di luoghi dedicati ai rapporti affettivi dei detenuti. Il Fatto Quotidiano le chiama “love rooms“. Quando uno come me legge una notizia del genere pensa subito a migliaia di detenuti maschi che la domenica mattina, in attesa di poter utilizzare la suddetta area, si pettina bene, si fa la barba, si passa la crema dopobarba profumata, indossa la divisa nuova ben stirata, si fa i risciacqui col colluttorio al mentolo e fa tutto questo canticchiando col sorrisetto sulle labbra “taaanto ‘pe cantàà pecchè me sento ‘n’ friccico ner coree…”.
È una scena stupenda. Tutti in fila, nervosi, che sfregano le mani e saltellano, e che dicono al compagno davanti “Oh, vedi di non metterci troppo tempo che la mia ragazza non può aspettare”.
Con tutti i problemi che abbiamo nelle carceri mi sembra abbastanza tipico pensare di legiferare sulle love rooms.
Ma che dico? Forse sono vittima della balla numero sei: il sistema carcerario italiano è una ciofeca.

 

Miei cari lettori, se siete giunti fino a qui nella lettura è perché oggi non avete proprio una cippa da fare, quindi meritate tutto il mio affetto, ed è perché vi voglio bene che chiudo con il mio sconclusionato articolo.
Leggo sempre tutti i vostri commenti, sappiatelo, se ultimamente non vi rispondo è perché non ne ho voglia, e siccome sono un artista siete costretti ad accettare questa spiegazione.
Vi do l’appuntamento alla prossima settimana, ricordandovi che se avete idee, o notizie da trasmettermi su cui posso scrivere qualcosa potete inviarmele a liberopensieroberto@libero.it.
È il momento di salutarci, ora smettetela di piangere, e ricordate:
Puoi trasmettere le tue passioni a chi ti circonda, ma puoi trasmettere anche il virus dell’influenza, quindi c’è poco da rallegrarsi.
Parola di Rò

 

Roberto D’Izzia

 

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