Il destino nell’Amianto!

Italiani in ostaggio dall'infestazione di Eternit

Un’intera comunità tenuta in ostaggio dalla contaminazione di amianto; un minerale nocivo, una sostanza che consuma i polmoni e la speranza di invecchiare.

Fino ad oggi si sono scaricate sempre tutte le colpe al fumo da sigaretta, anche per altre patologie legate all’avvelenamento da amianto. Lo si fa anche con l’inquinamento dell’aria, siamo circondati dai veleni delle industrie che se la cavano quasi sempre solo con risarcimenti alle famiglie… se va bene.

La nostra civiltà è affetta da un male oscuro: la modernità. È quanto sostengono alcuni ricercatori inglesi dell’Università di Manchester che, guidati dalla professoressa Rosalie David, sono arrivati alla conclusione che il cancro è unaconquista del sistema occidentale moderno.
I medici hanno raggiunto questa consapevolezza analizzando i tessuti di 1700 mummie provenienti in gran parte dall’Egitto e dal Sud America. Non è un caso che la ricerca abbia trovato spazio presso l’Università di Manchester, l’unico istituto al mondo che presenta un corso di laurea in Studio delle Mummie.
La ricerca è nata con l’intento di verificare la presenza di alcune malattie fra gli uomini del passato, scoprendo che i tumori erano in realtà un’eventualità rarissima. La prof.ssa David spiega: «Nelle società industriali il cancro è la seconda causa di decesso dopo le malattie cardiovascolari».
La Basilicata tutt’oggi è la regione italiana più colpita da questa tragedia umana ed ecologica, ed è per questo che è stata costituita “L’Associazione Esposti all’Amianto“, in cui si evidenzia, dalle loro ricerche, che circa 180 persone sono morte per aver lavorato nelle industrie di Eternit limitrofe a Casalmonferrato.

Un ricercatore statunitense ha scoperto che esiste un innesto casuale dell’amianto all’epitelio che colpisce i polmoni e gli organi gastrointestinali, dimostrando che al processo di contaminazione bastano poche settimane per far entrare nel “tunnel dei tumori” cittadini all’oscuro del pericolo incombente!
Gli epiteliomi spinocellulari possono anche derivare da altri tipi di epitelio di rivestimento, in seguito a fenomeni di metaplasia (per esempio nel polmone). I tumori epiteliali maligni delle ghiandole vengono meglio definiti come adenocarcinomi: a seconda del grado di differenziazione.
L’Italia anche qui ha il suo primato: è la nazione europea che più di ogni altro Stato ha sfruttato ed usato questo mortale minerale.
I miei ricordi d’infanzia vanno ai mucchi di amianto buttati per strada, in discariche abusive dove giocavo con altri bambini, e le tettoie dismesse le usavamo per costruire piccole capanne. Avendo avuto problemi allo stomaco e al colon, mi dovrei preoccupare? Speriamo bene!
Sono stati censiti dal 2003 , 120 km² di edifici contaminati dall’amianto (scuole pubbliche, ospedali, edifici privati…).

La Germania ha avuto l’innovativa idea di trasferire l’amianto smantellato nelle miniere dismesse, sostituendo i tetti composti da veleno con tetti fotovoltaici. Un’alternativa eco solidale e con proventi presi dall’energia alternativa alla morte.

Le proposte sono quasi inascoltate in Italia, solo dalla Sardegna sono stati smaltiti 2000 tonnellate di amianto ( Loc. Arborea).

E dove viene scaricato tutto l’amianto non censito dalle strutture sanitarie?

I morti parlano, e il picco più alto di mortalità sarà raggiunto entro il 2020!
La bonifica avanza con lentezza, a differenza del cancro, ma la burocrazia e il rifiuto di accettare che l’amianto sia stata la causa principale delle morti miete ancora troppe vittime.

Preoccupiamoci allora dei cittadini che dovrebbero godere a pieno del diritto alla salute e di conseguenza del nostro pianeta, altrimenti avremo sempre generazioni condannate ad essere già contaminate dalle cellule dei genitori.

 

Le testimonianze dei familiari di queste ignare vittime sono all’improvviso divenute consapevoli di una “spada di Damocle” che oscilla sulle loro esistenze, un destino in cui, giorno dopo giorno, viene scandito il tempo che ..sta per finire. La clessidra della loro vita è stata svuotata dalla sabbia cristallina. Dentro c’è solo polvere d’amianto… che isola tutti dal diritto alla vita.

Ecco che si tratta di una grande tragedia tuttavia vissuta dignitosamente dalla popolazione colpita. La forza di andare avanti nella lotta, nel silenzio e senza i riflettori delle tv, che soltanto negli ultimi giorni ne hanno dato rilevanza. I media si preoccupano solo della prima serata con show delle canzonette e farfalle di un inguine consumato poi dalla stanchezza mentale di cittadini stufi di vedere i loro diritti calpestati, e resi ridicoli dall’ipocrisia che imperversa nell’informazione. A parte poche testate giornalistiche che ne hanno seguito tutto il percorso fino alla vittoria.

Di fatto, si è concluso a Torino il processo Eternit. I due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, 19 anni, ex dirigenti della multinazionale svizzera produttrice di amianto accusati per non aver tutelato la salute dei propri dipendenti, sono stati condannati a 16 anni di carcere, a fronte dei 20 richiesti dal pubblico ministero. I due erano accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.
L’inchiesta era partita nel 2003, condotta dalla Procura di Torino. La richiesta di condanna per i due imputati era stata portata dalla procura da 12 a 20 anni a causa della continuazione del reato. Il processo di Torino attiene al periodo in cui l’Eternit ha prodotto amianto in Italia, dal 1966 al 1986 (anno in cui la società è fallita), nei quattro stabilimenti di Casale Monferrato (il Comune più colpito), Cavagnolo (Torino) Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

I morti a causa dell’amianto sono stati più di 2.200, 700 quelli malati di asbestosi. Il tributo più grande l’ha pagato Casale Monferrato con suoi 1.500 morti, tra lavoratori e cittadini contaminati. Alle parti civili sono stati riconosciuti risarcimenti milionari: 25 milioni di euro al Comune di Casale Monferrato, 20 milioni alla Regione Piemonte, 15 milioni alll’Inail, 4 al Comune di Cavagnolo. Ai familiari delle vittime è stato riconosciuto un risarcimento medio di 30.000 euro ciascuno.

E Giustizia (terrena) è stata fatta!

Violanera

 

 

http://youtu.be/J8E3OEQnayM

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