Il Bosone di Higgs e il lato debole della “Forza”

Il Cern scopre la "particella di Dio", oggi nota come "Bosone di Higgs". Una particella sconosciuta che spiega come si viene a creare la materia

L’Organizzazione europea per la ricerca nucleare ha fissato la sala delle grande occasioni, ha messo in fresco lo champagne che Peter Higgs aveva chiesto nel caso in cui qualcuno avesse trovato la “particella di Dio” da lui teorizzata 48 anni fa, e ha diramato gli inviti. Al di la di questo, rimane il fatto che società, sanità e politica mondiali si fondano ancora su una “conoscenza” che ignora le “cause”, cioè il significato della Vita. La Forza debole (ossia la massa oscura che copre oltre il 90% del cosmo) secondo le stesse misure scientifiche, è “sovrannaturale“, nel senso che non sente le forze che la fisica chiama “naturali” (gravità, elettromagnetica e nucleare). Ecco perché il lato “debole” è in modo particolare l’unità tra il “naturale“, che possiamo vedere, ed il “sovrannaturale“, che possiamo sentire.

 

Un minimo margine di incertezza della scoperta esiste ancora, e soprattutto ci si chiede se il bosone di Higgs “catturato” a Ginevra sia esattamente come i fisici teorici si aspettavano, o non nasconda -come sospettano in molti- caratteristiche nuove e sorprendenti. Scoprire dei tratti inaspettati in quella che per la sua importanza è stata soprannominata la “particella di Dio” costringerebbe gli scienziati a rivedere i loro modelli, a porsi nuove domande e a esplorare strade alternative per trovare le risposte. Il bosone di Higgs è la particella capace di dare una massa alla materia perché prende forma all’interno del “campo di Higgs“. Questo campo viene descritto in termini non tecnici come una sorta di melassa che permea lo spazio e ostacola il moto delle particelle. Proprio come fa la massa che più è grande, più svolge una funzione di freno. Così, Peter Higgs, 83 anni, ha preso un volo per Ginevra dove ha avuto un posto in prima fila al seminario di presentazione… e si è commosso.

l bosone di Higgs era l’ultima particella elementare prevista dal modello standard della fisica non ancora osservata da un esperimento. Ora il quadro della materia a noi nota è finalmente completo. Peccato però che secondo gli scienziati l’universo sia composto al 96% da materia ed energia oscura, la cui composizione ed essenza ci sono completamente ignote. Per i fisici delle particelle il lavoro non termina certo qui. Anzi, ora si addentra in misteri ancora più grandi e affascinanti.

 

LA SCIENZA SCOPRE LA VERA NATURA DELL’UNIVERSO

Ebbene, le scienze fisiche ci informano che l’intera creazione è costituita da strati di energia, gli uni dentro gli altri. Il più sottile costituisce lo strato più profondo della creazione. Vi fu un tempo in cui la fisica era governata da due leggi fondamentali: la conservazione dell’energia e la conservazione della materia. Né l’energia né la materia potevano essere create o distrutte: l’ammontare totale era mantenuto costante separatamente. L’atomo era considerato la particella più piccola di materia, sostanzialmente immutabile e indistruttibile.

La teoria della relatività di Albert Einstein ha portato un profondo mutamento in queste idee. La materia veniva ad essere solo un’altra forma di energia e non separatamente conservata. La materia poteva essere creata dall’energia di radiazioni e poteva di nuovo essere “distrutta” e trasformata in energia di radiazioni, ma la quantità totale di energia, in tutte le forme, rimaneva sempre la stessa (vedi: e=mc2). Così la ricerca della fisica si è diretta verso stati sempre più sottili di materia e di energia.

Una cosa da precisare è che da quando si è scoperto, studiando alcune supernove in galassie molto lontane, che l’espansione dell’universo è accelerata, si è giunti alla conclusione che questa accelerazione non può essere prodotta da materia normale (sotto forma di stelle e galassie), che invece tenderebbe a rallentare l’espansione. A “tirare” l’universo potrebbe essere qualcosa di natura ignota, forse proprio un’ipotetica “energia oscura”, detta lambda, legata in qualche modo alle proprietà dello spazio vuoto.

Per giunta, la cosa sbalorditiva è che, mentre la materia visibile rappresenterebbe l’1% o meno del nostro universo, e la materia impercettibile come gli atomi il 4% e le particelle ancora sconosciute un altro 25%, la suddetta “energia oscura”, sembra rappresentare ben il restante 70% dell’universo.

Il premio nobel per la fisica Gerard ‘t Hooft ha elaborato il cosiddetto Modello Standard delle interazioni fondamentali della fisica, la teoria che descrive il mondo subatomico: la sua teoria è basata sul “principio dell’ologramma” ed ipotizza che la geometria spazio-temporale e la distribuzione della materia in essa sarebbero definite da informazioni univoche che contengono tutte le caratteristiche dell’universo; per cui la natura in tale ipotesi scientifica viene considerata come una sorta di madre di tutti i super-computer.

La meccanica quantistica, lo studio del “caos”, e la teoria delle superstringhe già ci hanno messo sulla buona strada per “capire”; il problema è che tutta la nostra scienza è ancora troppo “divisa” per riuscire a fare il passo successivo.

Di fatto, secondo altre teorie affini e alternative, il nostro universo sembrerebbe essere nato da una sorta di “onda anomaladi energia che con la sua perturbazione ha modificato l’armonia primordiale del cosmo creando un nuovo stadio di instabilità. L’effetto primordiale di tale perturbazione vibrazionale, potrebbe essere anche visto come l’effetto sonoro che ultimamente è stato registrato tramite l’ascolto della radiazione cosmica. Noi quindi potremo essere il frutto di una perturbazione avvenuta all’interno di un sistema fuori dal tempo, perfettamente equilibrato e stabile su se stesso.  L’universo potrebbe essere visto come un enorme sistemainformatico olografico” funzionante tramite un sistema binario avente come struttura base un reticolo, definito da Franco Ivaldi come “etere” o anche come “ragnatela di linee dell’universo”, che rappresenta la struttura “hardware”, il quale potrebbe essere costituito da un intreccio di “fili” sottilissimi formati da un “plasma informatico”, con un angolo di intersezione tra di loro a tre dimensioni di 19,5°, detta anche costante tetraedrica. Osservando ogni cella geometrica che crea tale intreccio di fili è possibile arrivare all’identificazione della geometria statica di base fatta a forma di doppia piramide rovesciata con un punto di unione al vertice delle due piramidi. La forma geometrica di insieme di tale universo potrebbe essere quella di un enorme anello, dove ogni linea dell’etere alla fine del suo percorso “torsionale” ed “anulare” si ricongiunge con se stessa, generando il “continuo” che ci riporta al concetto di “infinito”.

Detto questo, possiamo allora sottolineare che attualmente nel mondo fisico, che noi chiamiamo relativo, o il campo relativo di esistenza, si conoscono diverse forme di energia. Queste forme ruotano costantemente l’una nell’altra, in conformità con le leggi fisiche. Le ricerche della fisica inducono gli scienziati a pensare che potrebbe esserci qualche forma fondamentale di energia assolutamente stabile e più sottile di qualsiasi altra. Il campo relativo dell’esperienza, pertanto, sorgerebbe quale perturbazione di quell’energia assoluta, e tutte le forme di energia fisica sarebbero manifestazioni di questo stato assoluto di energia non manifestata. Questa è la sorgente di tutta la materia e dell’energia. Si potrebbe considerarla come troppo sottile per essere conosciuta dalla fisica. Persino l’energia-pensiero è troppo sottile per essere misurata dalla fisica attuale, sebbene sia ormai chiaro che ogni pensiero ha un processo che coinvolge energia.

 

DALLA MATERIA ALLA MENTE: I LIVELLI DI ESISTENZA

Appurato questo, possiamo asserire che:

> il primo livello di esistenza è fisico o materiale, e corrisponde all’universo visibile. È il mondo che definiamo reale: contiene la materia, gli oggetti dai confini ben definiti, tutto ciò che è tridimensionale e sperimentabile con i cinque sensi. Il mondo fisico è spiegato dalla fisica newtoniana dalle leggi immutabili di causa ed effetto.

> Al secondo livello di esistenza ogni cosa è invece costituita da “informazioni di natura”, per così dire, ed energia. Siamo nel cosiddetto regno quantico, dove niente ha sostanza ovvero non può essere toccato o percepito dai cinque sensi. Ne fanno parte la nostra mente, i nostri pensieri, il nostro ego e la parte del nostro essere che siamo soliti considerare come il nostro “”: nessuno di questi elementi è solido, eppure noi sappiamo che il nostro sé e i nostri pensieri sono reali.

Secondo Albert Einstein vista la formula e=mc2, la materia (massa) e l’energia sono la stessa cosa, semplicemente con due forme diverse: l’energia equivale alla massa. Egli diceva: «Per quanto riguarda la materia, abbiamo sbagliato tutto. Ciò che abbiamo chiamato la materia è energia, la cui vibrazione è stata così abbassata da essere percepibile ai sensi. Non c’è materia». Sappiamo che un oggetto, ad esempio un libro, è composto da molecole e atomi. Questi sono composti dall’unione di particelle subatomiche prive di solidità che sono nello specifico delle onde di energia. Questo significa che al secondo livello dell’esistenza il libro non è altro che energia e “informazione” (una serie di attributi informativi o qualità basilari). Come è possibile percepire delle onde invisibili di energia come un oggetto solido? Ciò avviene perché nel regno quantico gli eventi si verificano alla velocità della luce allorché i nostri sensi non sono in grado di intervenire per elaborare la loro autentica natura, dimensione ed esatta percezione. Così la nostra sensazione di tangibilità proviene in particolar modo dal fatto che, come spiega la fisica, ogni cosa è composta appunto da atomi: la solidità è puntualmente il risultato della percezione di quegli stessi atomi che urtano tra loro. In sostanza, se tocchiamo un oggetto, noi percepiamo la solidità laddove si scontrano le nubi di elettroni. Questa è la nostra interpretazione/percezione della solidità, basata sulla nostra capacità (o relativa incapacità) sensoriale: i nostri occhi sono programmati per vedere gli oggetti in modo tridimensionale e solidi -e non alla loro reale velocità della luce (dove sarebbe compresi per quello che sono: pura energia).

Oltremodo, noi percepiamo gli oggetti come diversi l’uno dall’altro perché le onde di energia contengono diversi tipi di informazione, determinate dalla frequenza o vibrazione delle onde stesse. È come ascoltare la radio, da una frequenza che trasmette musica classica, semplicemente spostando la manopola possiamo cambiare stazione e seguire un concerto di musica rock. Il mondo fisico naturale degli oggetti, allo stesso modo, è composto meramente dalle informazioni racchiuse nell’energia che vibra a frequenze differenti: noi non la vediamo come una gigantesca ragnatela di energia semplicemente perché le vibrazioni sono troppo veloci per i nostri sensi, che riescono a registrare solo alcuni blocchi di tale energia. I nostri sensi riescono a percepire solo alcuni “attributi” delle informazioni quantiche dell’energia, e successivamente ne creano una rappresentazione definendo un oggetto: le parziali informazioni percepite diventano così “la sedia”, “il mio corpo”, “l’acqua”, ecc… A livello quantico, i frammenti di energia che vibrano a frequenze diverse, e che noi consideriamo come oggetti solidi, fanno parte di un campo di energia collettivo.

Il concetto di solidità e/o consistenza della materia è il fattore che più ci ha sviato dal capire ciò che in realtà siamo. Se potessimo calarci con un potente microscopio atomico in qualsiasi tipo di materia vedremo anzitutto degli enormi spazi vuoti, con qua e là delle “stringhe informatiche” che si comportano come degli strumenti musicali a corde, che colloquiano tra di loro per mezzo dei loro armonici superiori. L’essenza della “stringa informatica” non ha consistenza “materiale” ma ha una consistenza “informatica”; per cui ne deriva che la cosa più concreta del nostro essere sono i nostri pensieri ed i nostri sentimenti. Noi e tutta la natura siamo nella realtà delle “illusioni materiali”, con una consistenza in tutto ciò che è “esperienza di vita”. Un informatico direbbe che l’hardware è un illusione mentre la vera consistenza è nel software.

In questa visione di universo il software rappresenta la parte più nobile, che si manifesta a noi tramite le sensazioni che ci arrivano dai colori della natura, dal profumi dei fiori, dall’armonia della musica, dalla forza dell’amore ecc… Il sistema ha una sua freccia che non è più quella del tempo, ma quella dell’evoluzione dell’informazione nella compatibilità al sistema.

La cosiddetta “materia oscura” che rappresenta circa il 94% dell’essenza del cosmo, in questa concezione di universo potrebbe essere vista come la parte di etere stabile della forma geometrica basilare del cosmo a forma di anello, non entrata cioè a far parte della situazione di instabilità probabilmente creata all’interno della forma basilare ad anello dall’onda a bassa frequenza creatrice primordiale. In tal caso la “materia oscura” di oscuro non ha proprio niente, anzi rappresenta ciò che da sempre è l’universo.

> Il terzo livello dell’esistenza è, infine, costituito dall’intelligenza o coscienza, ossia una porzione di una sorta di onnipresente eterno campo dell’onnipotente intelligenza creativa per così dire, definito regno virtuale o spirituale, campo del potenziale, Essere universale o intelligenza non-locale. È qui che le informazioni e l’energia emergono da un mare di possibilità. L’intelligenza del regno spirituale è la forza organizzatrice che sta dietro tutte le cose.

Effettivamente, mentre leggiamo un libro, la nostra mente è intenta a decodificare e tradurre i simboli linguistici scritti nelle pagine. Ma allora chi sta davvero leggendo? Se spostiamo in maniera impercettibile la nostra prospettiva, scopriamo che dentro di noi c’è una presenza, una forza sempre impegnata a vivere l’esperienza. Si tratta della cosiddetta anima o intelligenza non-locale, la cui esperienza avviene al livello virtuale.

Da centinaia di anni i filosofi discutono e dibattono sull’esistenza dello spirito, ma è stato solo nel XX° secolo che perfino la scienza ha saputo offrire testimonianze concrete sull’esistenza di una certa intelligenza non-locale. L’intelligenza non-locale si trova ovunque nello stesso momento, e può causare simultaneamente effetti multipli in luoghi diversi.

Come oramai sappiamo i fisici hanno scoperto che finanche le particelle subatomiche fanno parte del cosiddetto “treno” o “pacchetto d’onde”, ossia le “nubi di elettroni” citate poc’anzi. A questo punto possiamo chiederci dove si trova questo pacchetto d’onde e qual è la sua intensità. Gli studiosi sono giunti alla conclusione che possiamo rivolgerci una di queste domande ma non entrambe contemporaneamente. Per esempio, se vogliamo sapere dove si trova e, fissiamo la particella-onda in un luogo preciso, ecco che allora diventa subito una particella. Se invece chiediamo solo quale sia la sua velocità, dando quindi priorità al movimento, di conseguenza stiamo parlando proprio di un’onda di pura energia.

La particella-onda in oggetto è dunque una particella o un’onda? Dipende da quale delle due scegliamo, mentre rimane particella e onda contemporaneamente se non stabiliamo la sua posizione o la sua velocità. Questo concetto è noto come il “Principio di indeterminazione di Heisenberg” e costituisce uno degli elementi basilari della fisica moderna. Pertanto un oggetto può esistere in più di uno stato allo stesso tempo. Nel preciso momento in cui osserviamo ad esempio una confezione regalo, la confezione può essere sia piena che vuota e al suo interno ci potrebbe essere sia un libro che una scatola di cioccolatini come oggetto/regalo. Sarà poi l’osservazione che trasformerà la possibilità in realtà!

Per quanto possa apparire incredibile, di recente alcuni fisici hanno eseguito un esperimento che prova questo fenomeno, dimostrando che un atomo di berillo caricato elettricamente ma non osservato, poteva essere in due luoghi diversi nello stesso momento! Dunque, poiché l’osservazione è la chiave per definire la particella-onda come una singola unità, l’illustre fisico Niels Bohr e altri fisici, credono che la coscienza sia l’unica responsabile del suo decadimento. Possiamo quindi affermare che senza la “consapevolezza” ogni cosa esisterebbe solo come quantità di energia potenziale non definita, o puro potenziale. Questo è il regno virtuale, per cui senza la “coscienza” che agisce da osservatore, ma soprattutto interprete, ogni cosa esisterebbe solo come puro potenziale. Questo onnipresente e infinito campo non-locale che connette, orchestra e sincronizza tutto l’universo, si trova ovunque, e si manifesta in ogni cosa.

Per di più, fin dagli anni ’70 il ricercatore Cleve Baxter ha dimostrato con diversi esperimenti, come le cellule di tutti gli organismi viventi, comprese le piante e una varietà di batteri, possiedano la capacità di instaurare una forma di biocomunicazione. Tutte le cellule possiedono una “consapevolezza cellulare” e sono in grado di comunicare con altre cellule della stessa specie (e anche di specie diverse), persino quando sono lontane, lontanissime tra loro.

A questo punto mi tornano in mente tutti gli antichi insegnamenti delle scuole misterosofiche. So che a questo punto tutti i “razionalisti” e la maggior parte di voi iniziano a storcere il naso, a pensare che non si debba mischiare scienza e religione, ma “medicina” e “meditazione” provengono dalla stessa radice “mederi“… non a caso, è ora che ce ne facciamo una ragione!

Secondo i grandi veggenti delle tradizioni mistiche ciò che noi viviamo ogni giorno è una realtà proietta, nella quale eventi e oggetti si limitano ad “apparire” separati nello spazio e nel tempo. Nel regno più profondo facciamo invero tutti parte dello stesso “corpo”, e quando un suo componente si muove anche tutti gli altri vengono subito coinvolti. Insomma, sembra tornare il discorso, appreso dagli antichi insegnamenti della metafisica, secondo il quale l’universo è il prodotto dell’onnipresente Essere assoluto e trascendentale.

Pertanto, rimane evidente anche il concetto che senza la forza vitale dell’energia cosmica, l’azione iniziatrice per così dire, ovvero la forza motrice della creazione, rimane inerte, inespressa in un’attuabile possibilità appunto. L’azione della forza creatrice ed evolutrice darà il via alla vita e al tutto.

 

DALL’ENERGIA COSMICA ALLA NASCITA DELLA MENTE INDIVIDUALE

Questa azione creatrice in partenza inerte, integrata dalla forza vitale dell’energia cosmica, fa sorgere la mente.

Lo Spirito, il campo unico di energia cosmica (intelligente), quindi il me, la mente, la materia e il mondo costituiscono una unità (come dimostrano oggi le scoperte scientifiche della fisica quantistica).

Lo spirito (essenza basica della Coscienza), muovendosi entro se stesso (con l’energia c’è sempre il moto -il movimento) crea la mente (il pensiero che ha scopo), la quale, occupandosi di se stessa, precipita nella materia. L’osservatore osserva se stesso e diventa l’osservato; il vedente osserva se stesso e diventa lo scenario, il me; l’io, osserva se stesso e diventa corpo.

Ecco che la mente può essere paragonata a un’onda dell’oceano stesso dell’Essere. Il non-manifestato, assoluto Essere, stimolato dalla sua stessa natura evolutrice (l’energia vitale cosmica) appare come mente; allo stesso modo l’oceano, stimolato dal vento, appare come onde. Ed è per questo che ciò che agisce come la forza del vento per produrre l’onda della mente nell’oceano dell’Essere non-manifestato è l’azione creatrice.

L’energia vitale universale è la prima espressione dell’intelligenza cosmica (Campo del potenziale). Così si può dire che l’energia cosmica, integrata con l’influsso dell’azione evolutrice (la forza motrice della creazione) nella sua espansione è Coscienza che si fa mente. L’energia cosmica, riflesso dall’azione creatrice, realizza in se stessa l’individualità e appare come mente individuale. Perciò la mente individuale è un riflesso limitato della illimitata mente cosmica, o pura intelligenza. Proprio come l’energia cosmica è la manifestazione dell’eterno oceano dell’Essere non-manifestato, così la mente è il riflesso dell’intelligenza cosmica sull’azione creatrice.

Possiamo così concepire due realtà alla radice della creazione. Una è la realtà eterna dell’Essere assoluto, e l’altra è la realtà dell’energia cosmica che, sebbene dimori nel campo sempre mutevole dell’esistenza relativa, trova il suo stato eterno nel ciclo ininterrotto dell’azione, delle esperienze e dell’impressione. L’impressione di un’esperienza sulla mente di chi agisce è l’influsso più sottile dell’azione creatrice. Esso conserva la sua esistenza al livello più sottile della mente, quasi al punto d’incontro della sua Coscienza con l’energia vitale cosmica. È proprio su questo piano, dove l’Essere/Coscienza diventa mente, che ha inizio la creazione e che, in virtù di questa sottilissima impressione della forza motrice della creazione, l’energia cosmica assume il ruolo di mente.

Si potrebbe dire in linea di massima che, nella creazione, il successivo gradino sia prodotto quasi simultaneamente attraverso il meccanicismo dei sensi di percezione che rende la mente capace di funzionare e di attuare la realtà della mente stessa e dei sensi. La materia viene ad essere per formare il meccanismo fisico attraverso il quale i cinque sensi di percezione trovano la loro espressione e per giustificare la validità della loro creazione, al fine di esistere e funzionare, quali agenti della mente nel processo di evoluzione e di creazione. Mediante questo processo si formano i sensi, il sistema nervoso e il corpo. Questo chiarifica il sottile meccanismo della creazione ed illustra i principi che sono alla base della creazione stessa della mente, dei sensi, del sistema nervoso, del corpo e la loro relazione con l’Essere.

Alla luce di tutto ciò, la scienza sta incredibilmente scoprendo proprio questo eterno e infinito campo vitale: il costituente essenziale di tutta la vita cosmica che le ancestrali tradizioni veneravano col nome di Ordine Divino Naturale, o che le filosofie Orientali onorano attraverso la scienza dell’Essere. Questa realtà ultima dell’universo è eterna e illimitata, è la base di tutta l’esistenza fenomenica della vita cosmica; è l’origine di ogni tempo, spazio e casualità. È l’onnipresente eterno campo dell’onnipotente intelligenza creativa.

La cosa interessante è perciò che molte dottrine antiche quanto l’uomo, avevano già intuito questa realtà. Le antiche religioni e i miti ancestrali nati dallo sciamanesimo e dall’animismo preistorico avevano di fatto intuito il cosiddetto “Ordine Divino Naturale”, ossia quella “legge cosmica” che, proveniente dall’unica “Mente ordinatrice” dell’Essere assoluto e divino, forgiava tutto l’universo dallo stadio trascendentale a quello relativo e fenomenico. In seguito, pian piano, l’esoterismo all’interno delle scuole misteriche delle prime religioni, iniziarono ad indagare il mistero della vita e dell’Essere assoluto e trascendentale, vale a dire Dio, attraverso una vera e propria Scienza Sacra. I loro insegnamenti si propagarono attraverso l’ermetismo fino all’antica Kabbalah ebraica, passando per le antiche scienze alchemiche. Queste dottrine occulte avevano dunque le basi per risalire all’autenticità della Vita e del divino. Inoltre, la pratiche della meditazione trascendentale donarono invece alle filosofie Orientali le stesse intuizioni sempre millenni di anni fa.

 

L’UNITÀ DELLA VITA

Questi concetti ci dicono, più esattamente, che esiste uno stato dell’essere (in principio considerato divino) dal quale è scaturita ogni forma di vita e che contiene in se stesso tutta la creazione. La sua energia vive in tutte le cose. Non sono molto lontani i tempi in cui, ad esempio, una pietra era considerata come “materia morta”. Oggi invece sappiamo che “questa semplice cosa” è composta da un’interazione multistratificata ed intelligente d’innumerevoli forze, c’è sempre, come abbiamo visto, un fondo comune neltangibile’, una “coronadi sostanza periterrestre e organoplastica aureolante la biosfera.

E’ vero, inoltre, che l’uomo, le piante e tutta la materia sono formati da uguali unità costituenti presenti in natura (carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno) e, come abbiamo detto, da forze dinamiche che creano, mediante vibrazioni (le stringhe) tutto il mondo sensibile: tutto è energia, niente si crea e niente si distrugge dunque, e tutte le cose che accadono, quindi, hanno un collegamento fra loro.

L’emergere della cultura planetaria ha portato alla riscoperta dell’unità del nostro pianeta, della nostra intima connessione ecologica e affettiva con questa antica Madre Terra e al riconoscimento estetico e interiore della sua sacralità. Sul piano prettamente scientifico abbiamo visto come questa scoperta si sia concretizzata ad esempio anche nell’ “Ipotesi Gaia“, enunciata dallo scienziato James Lovelock, un chimico dell’atmosfera che lavorava presso la NASA per l’esplorazione di Marte. Sappiamo che secondo questa ipotesi il pianeta terra sarebbe giustappunto un unico organismo vivente di cui l’uomo è solamente una delle sue parti. Dunque, non è tanto l’ambiente favorevole che ha permesso la nascita della vita, quanto piuttosto che è la vita che ha dato forma all’ambiente sulla base delle sueesigenze”. L’Ipotesi Gaia fece esplodere un notevole dibattito, ma fu anche molto discussa e criticata, una delle accuse fu infatti di “teleologismo”: la natura, fu detto, non guarda avanti né persegue degli scopi. Ma il problema non sta infatti nell’intenzione della natura (che infatti non ha scopi, come li intendiamo noi..), ma nel suo diffondersi secondo determinate “leggi” in armonia e in equilibrio tra loro. Per rispondere a queste critiche, Lovelock e Watson, nel 1983, costruirono il modello “Daisy World” allo scopo di dimostrare come basti il concetto di “Omeostasi” per spiegare il complesso equilibrio raggiunto dalla natura, senza la necessità di ricorrere a spiegazioni di tipo teleologico. La capacità di autoregolazione di un ecosistema viene denominata omeostasi, con essa la natura si normalizza in uno stato di equilibrio e armonia seguendo delle leggi che interagiscono tra l’uomo e tutto l’universo con degli effetti in eterna tensione all’equilibrio. Questo concetto spiega anche la “Costanza dell’Ambiente Interno” e serve pure da fondamento teorico della fisiologia delle regolazioni corporee.

 

IL LATO DEBOLE DELLA “FORZA” E LA VITA

Ebbene, non c’è alcuna differenza tra il “ferro” contenuto nel nostro sangue e quello di una lama; allora cosa fa la differenza, cosa c’è alla base di questo ritmo armonioso se non l’energia, la forza vitale, la legge della vita nell’universo. Essa dirige la fusione nucleare nelle stelle e penetra ogni corpo, e questa “Forza” non è un sogno di antichi saggi, poeti o film di fantascienza quali “Guerre Stellari”. La Forza, la Vita cosmica, è una “nuovaforma di Luce, per giunta scoperta negli anni ’70. Non c’è ancora un test scientifico per decidere quale sia il nome giusto della Forza, se quello difficile, “riservato” agli specialisti, “Elettrodebole“, oppure quello riconosciuto da tutti, “Vita“. Comunque la Forza esiste ed esistono anche i Suoi effetti sul corpo umano ed il suo stato di salute; li prova una diagnosi ben nota, la Risonanza Magnetico Nucleare. La fisica potrebbe confermarlo, ma la consueta divisione traesperti” impedisce di legare la salute del corpo umano alla Forza.

 

A questo punto proverò a parlare di questa energia in un modo che sono sicuro verrà bistrattato da razionalisti e scientisti. Proverò a farlo con una chiave di lettura certamente slegata dalla scienza canonica ed oggettiva (nel vecchio modo di intenderla almeno… sebbene sia un modo che tutt’ora persiste). Tuttavia, che lo capiate o no, non mi discosterò così nettamente da una nuova visione scientifica e paradigmatica che le recenti scoperte stanno gioco forza spalancando nell’attuale ricerca scientifica.

Converrete con me che Società, sanità e politica mondiali si fondano su una “conoscenza” che ignora le “cause”, cioè il significato della Vita. L’inganno della “ratio” e della sua conoscenza, deriva oggi non solo dalle religioni, ma anche dalle scienze, in particolare, da quella che i più credono innocua ed affascinante: l’astrofisica. Gli astrofisici dovrebbero sapere che le forze universali sono tre, gravità, elettrodebole e nucleare, e che sono una sorta di “messaggi”, come spiega la fisica quantica; tre messaggi che, prima della scoperta della Forza, sembravano quattro. La Forza riunisce infatti in sé le due forze, già note come elettromagnetica e “debole”. In altre parole, la Forza ha due lati. Uno che potremmo chiamare il lato nascosto, perché inganna: la luce elettromagnetica è infatti riflessa da una minuscola porzione della massa esistente (appena il 5% o forse ancora meno, secondo i calcoli degli stessi astrofisici). L’altro è il lato luminoso che illumina il tutto, quasi il 100%. Quale forza o messaggio osservano gli astrofisici? Solo il lato nascosto della Forza, cioè solo il campo elettromagnetico. Ciò significa che non osservano l’imponente massa oscura, ben il 95% di tutta la massa esistente che gli stessi calcolano.

L’inganno è un auto inganno che sfiora il paradosso; si stupiscono che l’universo visibile, così immenso e vasto, sia privo di “vita”. Eppure il motivo è semplice: non osservano la Vita, non osservano cioè il lato “debole” della Forza: ossia quella forma di energia latente ma naturale che permea l’universo; sanno che questa energia che loro chiamano “debole” dirige la fusione nucleare nel cuore delle stelle, necessaria per sviluppare anche la biologia terrestre; non sanno però che questa vibrazione “debole” è proprio «L’amor che muove il sole e le altre stelle» come cantava Dante Alighieri e ancora non sanno, ma a questo punto è ovvio, come misurarla. Nonostante ciò, questa particolare frequenza vibra finanche dentro di noi, è una forza propulsiva, espansiva, che ci da Vita dal profondo. Oggi la chiamano energia oscura ma gli antichi la chiamavano Amore, una vibrazione che infatti non si misura, la sente solo uno “strumento” speciale: un corpo umano sensibile all’emotività… perché l’e-mozione è energia in movimento.

Oltretutto la massa oscura, secondo le stesse misure scientifiche, è “sovrannaturale“, nel senso che non sente le forze che la fisica chiama “naturali” (gravità, elettromagnetica e nucleare). Ecco perché il lato “debole” è in modo particolare l’unità tra ilnaturale“, che possiamo vedere, ed ilsovrannaturale“, che possiamo sentire; è l’unità dell’universo visibile con gli universi invisibili che verosimilmente possono essere pieni persino di osservatori intelligenti, e se lo sono, presumibilmente, essi potrebbero comunicare solo attraverso il lato “debole” della Forza (attraverso cioè capacità psichiche e telepatiche), il lato di fatto che la “conoscenza” convenzionale ignora e l’uomo sente come amore, eros, emozioni, coscienza…

Non a caso il “potere” nasconde il lato “debole”, vale a dire l’Amore cosmico.

L’universo è un’unica grande entità in continua trasformazione, è un’energia eterica formante ogni manifestazione, ed è pura Armonia, questa è la sua legge, la sua essenza.

Esiste un “Sé Superiore” infatti, secondo alcune filosofie mistiche, a cui tutto appunto si riconduce, una verità questa tra l’altro, che anche molti “nostri” filosofi occidentali hanno in qualche modo cercato di dimostrare. Esso è un’unica energia in vibrazione, l’unità che è tutto ciò che esiste, è la coscienza o l’unico mantra, se vogliamo chiamarlo così, l’energia primordiale a cui si riconduce l’uomo attraverso le tante dimensioni della realtà e attraverso il campo energetico ed elettromagnetico che lo circonda, ovvero la sua “coscienza” (o l’anima per qualcun altro, la quale risiederebbe, secondo Platone, nella ghiandola pineale), con la quale riesce a “respirare” la vibrazione di questa forza/energia vitale.

La presenza di quel notevolissimo 95% di materia, nel cuore del nostro universo, a noi ancora sconosciuta, sembra essere presente anche nel vuoto all’interno degli atomi, e, le particelle subatomiche che lo plasmano, sono denominate “busoni vettoriali”, i quali sono a noi ancora ignoti e la cui materia è chiamata dagli scienziati appunto “luce o energia oscura” (nello specifico della scienza che si riferisce all’ “antimateria”): l’astrofisica, come poc’anzi accennato, parla in particolar modo di energiaelettrodebole”.

Gli esperti sono giunti alla conclusione che questa ancora poco conosciuta “materia oscura” sia il corpo di luce che è all’interno del corpo fisico.

Il termine Quintessenza era usato più di 2000 anni fa dai greci per indicare un ipotetico quinto “elemento” della natura, oltre la terra, l’aria, il fuoco e l’acqua. Oggi, questo nome è stato adottato come sinonimo di “energia oscura”.

È noto fin dagli anni ’20 del 1900 che l’universo è in espansione (legge di Hubble), ma si era sempre pensato che questa espansione dovesse essere decelerata. A quanto pare, le cose non stanno veramente così. La forza che sta invece accelerando l’Universo e contribuisce con la sua densità di energia alla densità totale dell’Universo è proprio una qualche forza repulsiva che agisce in tutto l’universo e che lo sta spingendo ad accelerare la sua espansione. Questa energia che dovrebbe avere un effetto anti-gravitazionale è di natura sconosciuta, anche se i teorici hanno già notato come una leggera modifica alle equazioni di Einstein (che peraltro egli stesso aveva già introdotto e poi rinnegato) potrebbe portare l’effetto repulsivo cercato.

È da ricordare che nella teoria della “Relatività Ristretta” materia e energia sono equivalenti: massa ed energia sono legate infatti dalla relazione e=mc2. Alcuni fisici ritengono che questo effetto repulsivo sia riconducibile all’energia del vuoto. Nella fisica moderna infatti, lo spazio vuoto non corrisponde al “nulla filosofico”; in esso, grazie al principio d’indeterminazione di Heisenberg, appaiono e scompaiono coppie di particelle-antiparticelle che sono virtuali, ma che possono avere effetti tangibili. È proprio grazie a loro che il vuoto può avere una densità di energia invisibile, “oscura“, diversa da zero, e può esercitare un effetto gravitazionale repulsivo. In altre parole il vuoto non è qualcosa di inerte, i suoi effetti sembrano dominare il comportamento dell’Universo e la nostra comprensione è limitata dalla nostra ignoranza sull’argomento. Lo spirito osannato dagli Orientali o da tutti i movimenti spiritisti, potrebbe essere perciò proprio questo tipo di “materia” (o corpo di luce), se così vogliamo considerarla. Potrebbe essere anche una parte dell’anima.

Una cosa è certa, esiste un corpo di luce dentro di noi, che potrebbe inoltre corrispondere esattamente con l’espressione dello strato protoplasmico dellatemperaturaenergetica degli atomi della Materia, ossia quella vitale energia “convergente” e formante l’intero Universo che ho appena cercato di descrivervi.

Fatale

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15 Comments

  • tutto ciò non fa una grinza!
    la forza lamda, o la forza elettrodebole è ciò che espande l'èvoluzione, quindi è vita!

  • peccato che la massa sia distante da queste riflessioni scientifiche. oggi tutto questo potrebbe sostituire la religione con molti risvolti positivi..

  • qui si rasenta la pseudoscienza… ma le fonti sono ufficiali, le riflessioni più prossime sono queste, bisogna farsene una ragione. un bellissimo ed originale articolo.

  • incredibile, davvero incredibile. dietro gli studi del cern c'è un mondo da riscoprire, un nuovo modello per l'intero universo e l'esistenza. c'è bisogno però che gli scienziati vadano di pari passo con la loro consapevolezza così come le ultime scoperte stanno aprendo nuovi mondi, altrimenti ricominceremo a bruciare scienziati e filosofi in piazza grande!

    • sono laureato in fisica. da sempre sono stato un razionalista matematico. però da qualche tempo ormai devo dire che sempre più nuove generazioni stanno iniziando ad aprire gli orizzonti. sono abbastanza esperto di questi argomenti; conosco tutte le teorie ed esperimenti citati in questo articolo. al di là di alcune riflessioni "poetiche" dell'autore nella parte finale, le basi su cui si reggono però sono basi oramai divenute standard (e non un'accozzaglia d'inesattezze scientifiche) sono le teorie che stanno facendo impazzire i razionalisti
      ai fisici non interessa se l'energia elettrodebole sia la causa del "sistema vita", dei poteri psichici o via discorrendo, i loro studi sono solo materia di discussione per gli epistemologi e tutti quelli che ancora pensano di spiegare tutto nel determinismo oggettivo attualmente continuano a lottare una battaglia persa. ho aperto gli orizzonti anche io, magari non mi libro nell’aria come l’ultima parte dell’articolo perchè non so nulla di amore cosmico, infatti le riflessioni finali sono volutamente collegate alla tradizione mistica, l’autore lo dice chiaramente, ma una cosa è certa, non sono più un razionalista incallito.oggi la fisica quantistica ha aperto porte che non si possono più varcare solo con l’oggettività. anche perchè se ce una cosa utile che ci hanno insegnato gli epistemologi è proprio che la scienza è il prodotto della soggettività dell’uomo, proprio come oggi la quantistica e le neuroscienze dimostrano come anche la realtà è il prodotto soggettivo della mente

  • si, diciamo che bisogna sempre dividere gli articoli di fatale tra una prima parte che ha basi scientifiche e una seconda che ha licenze poetiche… 😉

  • Ciao, inutile dire che sono in pieno accordo col contenuto di questo articolo, lo sai che sostengo questa tesi da sempre. Semplicemente: quando non si vuole vedere una cosa basta non guardare nella sua direzione.

  • Ritrovo nell'articolo molte cose del Tao della fisica di F. Capra, ritrovo anche G. Conforto, astrofisica italiana, soprattutto quando parli di energia elettrodebole. Ci sono alcuni passaggi che devo rileggere poichè non colgo bene i collegamenti (azzardi ?), tuttavia "il tutto" lo trovo coerente per ciò che sono le mie conoscenze attuali. Allora… Che l'altro "TUTTO" (l'Immanente, la Matrice, l'Esistente, Mantù…) sia con noi e continui a sostenerci nella Ricerca della fonte primaria a cui stiamo, con la coscienza, mirando di arrivare (ritornare?). Ciao!

  • Poiché l'europeo non conosce il proprio inconscio, non capisce l'Oriente e vi proietta tutto ciò che teme e disprezza in se stesso.
    C.G. Jung

  • sono le contemporanee ed incredibili scoperte della fisica quantistica che, facendo corrispondere la realtà con informazioni "pensanti", rendono la scienza oggi vicinissima a questo tipo di digressioni filosofiche…
    E' naturale fare questo tipo di associazioni, vengono da sole. trovare similitudini tra questa analisi sistemica della realtà, propria della scienza attuale o se non altro dell'epistemologia, e le Sapienze delle antiche tradizioni esoteriche è cosa ovvia… lampante.
    certo ora l'importante è non confonderle, ma semmai convergerle per trovare il nocciolo della verità

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