Guerra in Ucraina: Che ruolo hanno i meme nelle scelte politiche di Putin?

Per anni la narrativa sulla magnificenza dei Russi è stata propagandata da sinistri meme, compresi quelli sul culto della personalità di Putin. Ci chiediamo allora come un tale clima emblematico può aver influenzato i deliri interventisti del Presidente russo... e quanto ad oggi la realtà si sta scontrando con la rappresentazione di questo fenomeno di massa

I meme sono ormai un fenomeno di massa in grado di stravolgere la realtà, influenzare l’opinione pubblica e diffondere contenuti.
Ma è anche in grado di influenzare la politica internazionale? Quanto questo fenomeno potrebbe aver inciso sulle scelte militari di Putin?

Sarebbe interessante capire quanto l’enorme varietà di meme prodotti negli ultimi anni con riferimento alla Russia, e nello specifico al suo presidente, abbia influenzato Vladimir Putin nella sua scelta di attaccare militarmente l’Ucraina.
Non credo che il ragionarci sopra sia una perdita di tempo né una banalità: il potere dei meme è estramente sottovalutato, complice anche purtroppo l’abitudine (ormai anacronistica) di considerare tutto ciò che riguarda i “Social” come qualcosa a metà strada tra il passatempo e la perdita di tempo.
I meme, sebbene nascano come strumento ludico e di intrattenimento, si sono rivelati un potente veicolo di diffusione “culturale” (nel senso più ampio del termine). «Il termine [meme] – si legge su Wikipedia – venne coniato da Richard Dawkins nel 1976 nel libro Il gene egoista come tentativo di spiegare il modo in cui le informazioni culturali si diffondono, e più in generale per spiegare l’evoluzione culturale umana.

In termini più specifici, un meme sarebbe un’unità auto-propagantesi di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica, quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmesso da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione. La memetica è la scienza che si occupa dello studio dei meme». Sì, esatto: i meme sono antecedenti ai Social non una loro conseguenza, è ovvio comunque che l’idea di meme degli anni ’70 si è necessariamente evoluta per adattarsi all’epoca contemporanea e quindi, di conseguenza, tendente ad esprimersi in un formato inimmaginabile 50 anni fa.

Volendo dare una veloce sbirciata fuori dal mondo politico, si potrebbe prendere ad esempio l’assegnazione del Premio Oscar a Leonardo di Caprio nel 2016 per l’interpretazione nel film “Revenant” di Alejandro Gonzalez Iñarritu, arrivato dopo anni di meme ironici sull’attore ancora a digiuno di Oscar nonostante la lunga carriera e le tante nominations. Sia chiaro, nessuno mette in dubbio il fatto che il premio sia stato meritatissimo ma credo anche che la giuria si sia fatta comunque un minimo influenzare anche (e non soprattutto) da questo “clima” decidendo così di porre fine a questa lunghissima sequenza di battute a cui probabilmente lo stesso attore era ormai a assuefatto.

Diventa quindi importante chiedersi fino a che punto i meme possono esercitare un’ influenza anche sulla politica internazionale. Tutti i meme che tirano in ballo Putin e la Russia (e dell’Europa dell’Est in generale) tendono a trasmettere l’immagine di un popolo estremamente forte e resistente, temprato da un clima rigido e dalla gradazione fuori scala degli alcolici locali. A questi si aggiungono i lunghi anni trascorsi all’ombra dell’Unione Sovietica, nota per i grandi investimenti militari e la realizzazione di opere mastodontiche. Capita spesso di imbattersi in quei meme “comparativi” dove vengono messi a confronto mondo occidentale e mondo dell’est, dando risalto a quelle che sono (ironicamente) le differenze più sostanziali e che dovrebbero sottolineare la presunta “superiorità” di quest’ultimo anche solo rispetto a quelli europei.
In realtà, stando ai precedenti, le massime autorità russe non sembrano gradire troppo l’ironia nei confronti delle istituzioni: nell’Aprile del 2015 il “Roskomnadzor”, l’agenzia del governo russo che si occupa di regolare i Media tradizionali e Internet, si “preoccupò” di chiarire che la legge russa prevede gravi “sanzioni” per chi utilizza i personaggi in immagini satiriche. Ma le leggi russe valgono solo in Russia e questo Putin lo sa bene. Per questo motivo c’è da pensare che Putin, consapevole di questo limite, si sia reso conto subito dell’inutilità di lanciare minacce contro il mondo occidentale, ritenendo sicuramente più proficuo “influenzarel’opinione pubblica attraverso uno degli strumenti più virali che esistono: i meme, appunto. E se già esisteva nell’immaginario collettivo occidentale un’ idea ben precisa del mondo russo creatasi da sé, sicuramente alimentare un certo tipo di “credenze” non poteva che far bene alla propaganda “putiniana”. Dopotutto, non va dimenticato che il culto della personalità sembra essere un vizio dello “Zar”: infatti, da diversi anni è possibile acquistare il calendario in cui viene ritratto in differenti pose “da macho” o da carismatico uomo politico, con un chiaro intento celebrativo.
[Delle “ingerenze informatiche” dei russi nel corso di diverse campagne elettorali americane ed europee si è ampiamente discusso a tempo dovuto e non mi sembra il caso di aggiungere altro in questa sede.]
Quindi se l’immagine è ironica non importa, l’importante è che non giri in patria e che faccia credere agli occidentali che Putin sia il presidente di “ferro” a capo di un popolo fiero e robusto. Del resto, in occidente, il terreno fertile su cui coltivare la propria immagine da grande condottiero abbonda (o abbondava): dubito che il Presidente russo ignori il fatto che molti individui e molti partiti in tutto il mondo guardano a lui come ad un esempio di leader virtuoso, forte, carismatico in grado di riportare ordine e decoro all’interno della società. In Italia, la pagina “Figli di Putin” ne é un esempio lampante: una pagina satirica che tende prevalentemente a descrivere il presidente russo come il risolutore di qualsiasi problema.

Che Vladimir Putin abbia riposto troppa fiducia sul timore reverenziale suscitato dalla circolazione di determinati meme (di origine russa o meno) sui social occidentali? Sperava forse che i governi dell’Occidente, oltre a rimanere spiazzati dall’attacco “a sorpresa” contro l’Ucraina, si sarebbero trovati ad un’opinione pubblica interna in buona parte schierata con lui? Ipotesi azzardata ma non da escludere. Del resto, esistono molti altri esempi in cui i Social e più in particolare i meme hanno dimostrato di poter ricoprire un ruolo fondamentale in altri ambiti della politica. Un esempio è la vicenda di Pepe the Frog (e del Kekistan), il celebre personaggio del fumetto “Boy’s Club” che si è trovato contro la propria volontà a diventare uno dei meme preferiti dall’estrema destra americana tanto da spingere l’Anti-Defamation League ad inserirlo tra i simboli d’odio. Inutile fu il tentativo dell’autore Matt Furie di farlo “morire” in una vignetta conclusiva nella speranza che questo ne limitasse l’utilizzo improprio.
Si rivelerà interessante vedere come l’immagine della Russia e del suo presidente ne usciranno da questa guerra, se la produzione di meme subirà una frenata o un cambiamento di rotta: le difficoltà che stanno incontrando ora i russi in Ucraina sembrerebbero mettere seriamente in dubbio l’immagine di “Invincibile Armata” che molti utenti hanno diffuso su Instagram e co. E le conseguenze dal punto di vista umano (ed economico) di questa operazione militare sono talmente catastrofiche da rendere la sua immagine sicuramente meno “goliardica” di quanto non si era abituati a pensare fino ad adesso in Occidente.

Daniel Nicopòlis

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5 Comments

  • articolo molto interessante. io credo che anche i meme abbiano contribuito, cosi’ come tutto l hype oggi influenza ogni nostra percezione della realta’ … forse ora putin si sta effettivamente scontrando con la realta’ dei fatti , cosa che generera’ ancora altri meme

  • abbiamo finito per sopravvalutare e innalzare uno psicopatico…questa e’ la forza dei social
    incredibile dove siamo arrivati

  • LA FACCIA TOSTA DI SFIDARE IL RESTO DEL MONDO INTANTO PUTIN L’HA CONFERMATA! ALLA FACCIA DELLE ESAGERAZIONI VIA MEME ….
    COMUNQUE INTERESSANTE ARTICOLO. RIFLESSIONE DA APPROFONDIRE. QUESTA STORIA DEI SOCIAL CI STA SFUGGENDO DI MANO SEMPRE PIÙ E ORMAI ANCHE NELLE SITUAZIONI GRAVI E DI EMERGENZA COME SALUTE O GUERRA

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