Il Giorno della Quaglia

Tutte le notizie analizzate da un temibilissimo pennuto (PUNTATA N° 37)

Cari costituzionalisti de’ noantri,
dopo mesi di dura lotta sociale fra studio di riforme costituzionali e ricerca di calendari invenduti di Ilaria D’Amico, il vostro Super Rò è tornato a scrivere per UKIzero, forse perché quando scrivi trentasei puntate di una rubrica intitolata “Il Giorno della Quaglia” non puoi proprio fare a meno di scriverne una trentasettesima, il che mi sembra una motivazione di tutto rispetto.
È un periodo confuso, politicamente e socialmente, e quando c’è tanta confusione ho sempre l’impressione che un enorme cetriolo stia per sbucare da qualche angolazione imprevedibile per dirigersi dritto dritto nel mio culo, come una specie di sorpresa natalizia o da uovo di Pasqua, di quelli che aspetti mesi per aprirli e poi ti ritrovi qualche orribile regalino, tipo un braccialettino ammaccato o una macchinina con i colori sbavati.

Ecco, quello che avete appena letto era il pezzo che stavo preparando per il mio ritorno su Uki però, mie amate lettrici e miei stimati lettori, ieri ho ascoltato il discorso del nuovo Presidente degli USA, e come posso proseguire facendo finta di niente?
Sì, ce l’ha fatta, il Playmobil folle e platinato – come è sempre stato definito con molto affetto in questa rubrica – ha realizzato il sogno americano, e cioè diventare miliardario ed utilizzare tutti i soldi per ottenere successo e carriera politica fino ad occupare i vertici più elevati del potere e, ovviamente e non ultimo per importanza, avere una moglie bona.
Molto, molto bona.
Il discorso è stato davvero vuoto e banale, non che mi aspettassi da Trump una rivisitazione anglofona del “Trattato di semiotica generale” del povero Eco, però scivolarmi sul «lavoreremo molto, faremo un gran lavoro» è da principianti; quasi quasi lo preferivo quando prometteva di erigere un muro di 3000 km ai confini col Messico, almeno era chiaro lo spessore politico che aveva nel suo cuore.
Lavoreremo molto.
Tsè.
Anche i muratori bergamaschi lavorano molto, ma da un neo eletto Presidente americano mi aspetto di più, qualcosa tipo «Hey, hey, scherzavo in campagna elettorale, tutte quelle robe che ho promesso non si possono fare, però dai vedo un po’ quanti soldi mi sono rimasti in tasca per corrompere qualche pezzo grosso del Congresso».
Come scrivevo nella mia pagina di satira qualche minuto fa, il punto forte del primo discorso di Trump Presidente è stata l’inquadratura sul figlioletto con la faccia da pirla e pieno di tic, il suo probabile successore.
Detto ciò, non ci resta altro che aspettare e capire chi sarà il Trump Presidente; un vistoso cambiamento s’è visto subito, infatti al discorso si è presentato con i capelli bianchi e non arancioni fluo, e direi che un primo passo verso la normalizzazione è già stato fatto.
Io non so che pensare, amici miei, probabilmente il satiro che è in me festeggia perché a partire da oggi ho materiale assicurato su cui fare battute per i prossimi quattro anni, ma una parte di me è meno felice, ed è la parte che questa mattina arrederà il box come un rifugio anti atomico.
Va beh, siamo nel mezzo della storia, e per capirla bisogna solo uscirne, non nel senso che ci dobbiamo suicidare in massa, ma nel senso che dovremo fare passare del tempo per capire.

Allora, è passato del tempo dal precedente numero della Quaglia, e sono in difficoltà nel dover scegliere quale fatto commentare, visto che è accaduto di tutto; forse ai due terremoti che hanno flagellato il centro Italia spetta il primo posto in classifica, anche se fare ironia su quelle catastrofi è un compito arduo.
Ci ha provato “Charlie Hebdo”, che su Amatrice aveva pubblicato una vignetta raffigurante i cadaveri sotto macerie come fossero “lasagnes”, ad indicare la mangiatoia mafiosa (come la stessa rivista ha provato a spiegare con una vignetta riparatrice) che si scatenerà sul disastro.
Beh, tutti a vomitare addosso a Charlie Hebdo, tutti a strapparsi le camicie in difesa delle vittime, tutti – ancora! – a spiegare la differenza fra satira e cattivo gusto, fra satira e vignette macabre, fra satira e provocazione irrispettosa.
Ma non eravamo tutti Charlie?
I legali del Comune di Amatrice hanno addirittura depositato una denuncia per diffamazione aggravata in procura a Rieti contro i vignettisti francesi, e vi giuro, il solo pensiero di un Pubblico Ministero che si trova sulla scrivania quella pratica mi fa morire:
– E questa che cazzo è?
– Non lo so, capo, il Comune di Amatrice querela dei vignettisti francesi per quella storia della lasagna..
– La lasagna? No, dico, ma stiamo scherzando? Qua abbiamo da lavorare su infiltrazioni mafiose nella costruzione delle infrastrutture, non posso perdere tempo con problemi di cucina.
– Eh no, capo, qua la cosa è grossa, ne hanno parlato tutti i giornali.
– Vabbè, vediamo un po’.. “Diffamazione aggravata”??? Cioè, vuoi dirmi che io dovrei andare dai francesi ed obbligarli a dimostrare che le vittime del terremoto sono davvero delle lasagne altrimenti li processiamo?
Dai, evito di continuare perché ci farei su un intero spettacolo.
A quel tempo avevo scritto ‹Quelli che non comprendono la satira sul web sono pacifici come piranha strafatti di coca›.
Per non rischiare la vita se li incontro per strada, ho comprato una maglia con la scritta “Je suis Katherine Deneuve”.

Cos’altro è accaduto.. beh, ci ha lasciato Dario Fo, e non mi viene tanto da ridere, anzi ho speso molte lacrimucce, perché se faccio satira e teatro è grazie allo studio dei suoi lavori che avevo affrontato quando ero ancora giovincello, e come potete immaginare ne sono stato fortemente influenzato.
Ho conosciuto Fo poche settimane prima della sua morte, è stato emozionante e sono felice di conservare il ricordo della sua grande forza di volontà; era molto affaticato eppure teneva un monologo di una serata intera su Darwin.. La cosa più divertente della sua morte è stato il messaggio di cordoglio degli uomini potenti, che forse non hanno ben chiaro il lavoro di una vita intera proprio contro di loro.
Mah.
È stato come vedere un gruppo di ladri versare lacrime al funerale di un poliziotto.

 

Allora, facciamo così, dato che la lista di notizie sarebbe troppo lunga – non penserete che perda tempo a commentare il “Fertility Day” della Lorenzìn, vero? -, vi lascio con una selezione di freddure che ho pubblicato in questi mesi nella mia pagina Facebook In Satira Veritas (nella speranza che Uki apprezzi la mia ingenua pubblicità occulta), magari dalla prossima settimana ci terremo un po’ più aggiornati.
Prendete ognuna di queste battute per la “Parola di Rò”, consueta chicca finale del Giorno della Quaglia.
Baci e abbracci, senza lingua e senza preservativo.

.

01/08/16
Magre consolazioni: non sarò mai figo come Elvis, ma non sarò mai neanche brutto come Lamberto Dini.

19/08/16
È bello avere idee diverse, anzi pensa quello che vuoi, non mi interessa, anzi, vai a cagare.

27/08/16
Riflessione filosifico-ingegneristica: rompere le palle è assai più semplice che costruirle.

02/09/16
– Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta in cui deride le vittime del terremoto ad Amatrice, è uno schifo!
– Beh, veramente non deride le vittime ma attacca chi mangia sulle disgrazie, però se non sei d’accordo puoi sempre andare da loro e ucciderli tutti.

04/09/16
– Hey, lo sai che oggi Madre Teresa di Calcutta è stata proclamata Santa?
– Chi? Quella che faceva fare le iniezioni con la stessa siringa infetta a tanti malati, che si faceva curare da medici privati, che accumulava un sacco di soldi nei conti esteri, che non faceva curare le persone ma le teneva moribonde sui letti e tante morivano per malattie curabilissime?
– Ehm.. eehhh… mmhhh.. Hey, lo sai che è uscito il remake di Ghostbusters?

14/09/16
Un pene rimane un pene, quale che sia il nome o il ruolo politico che decidiate di dargli.

16/09/16
Sillogismo politicizzato:
– La mia torta al cioccolato è buonissima;
– I cani non possono mangiare il cioccolato perché per loro è pericoloso;
– I nutrizionisti sconsigliano le torte al cioccolato;
– Il mio cane è un nutrizionista.

17/09/16
In Belgio applicano l’eutanasia ai minorenni, e in Italia li iscrivono addirittura a Junior MasterChef.

20/09/16
Renzi ha uno scatto d’ira, la Merkel si gratta il culo, Hollande si mette le dita nel naso.
Trattati trilaterali internazionali.

27/09/16
Più figa per tutti.
Per i peni vediamo cosa fare, più che altro suona male la parola da usare per la promessa.
Facciamo il ponte, dovrebbe funzionare.

03/10/16
Il Papa dice che ha sempre “accompagnato” chi ha tendenze o pratiche omosessuali.
Probabilmente si riferisce al periodo in cui faceva il buttafuori al Bataclan.
(Stesso giorno)
Il Papa classifica i gay in “chi ha tendenze omosessuali” e “chi ha pratiche omosessuali”.
La lezione ‘amore fra persone dello stesso sesso’ era nell’altro DVD.

22/10/16
Prima o poi qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di dire a Malika Ayane che canta malissimo.
(stesso giorno)
Questa mattina al bar ho bevuto un caffè spettacolare: corposo, intenso, e senza olio di palma.

24/10/16
Ero convinto che “CNEL” fosse un problema adolescenziale di pelle.

09/11/16 (appena sveglio)
Magneto a un passo dalla vittoria.. oh porca puttana! Ah, no, c’è scritto ‘Magnate’

 

Roberto D’Izzia

 

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