Il Giorno della Quaglia

PUNTATA SPECIALE: DISCORSO DI FINE ANNO (di merda) - [RUBRICA n° 42]

Cari piccolo-ripresizzati,
come state? La piccola ripresa economica è ormai sotto gli occhi di tutti, non possiamo più far finta di non vederla, per le strade, nei negozi, nelle aziende; del resto la vedono tutti i giornalisti, e noi chi siamo per opporci? Quali competenze abbiamo per mettere in dubbio le immense cagate che scrivono i giornalisti filo governat.. ops, scusate.
L’ottimismo che mi prende, forse dovuto alla gioia per l’insediamento di un nuovo governo ad cazzum, mi porta ad essere particolarmente patriottico, e mai come in questo giorno potrei scrivere un Discorso alla Nazione con tanto sentimento, a parte quando vado al cesso.
Così, per la seconda volta consecutiva, tradisco la Direzione di Uki e anziché un notiziario scrivo un discorso – per chi non avesse letto la puntata precedente, si trattava di una letterina a Babbo Natale – del resto come tutti voi già immaginate, sono io il ghost writer degli ultimi due Presidenti della Repubblica Italiana, ed è per questo che i loro discorsi sono stati così carichi di pathos, ed aria fritta.
Aria fritta, soprattutto.
Cos’altro dire, vi auguro un 2017 nella più totale miseria e anonimato, dato che quelli famosi e ricchi ultimamente muoiono che è una meraviglia, e ricordate: «Quando invidiate qualcuno, sappiate che potete sempre inventare terribili balle su di lui e rovinargli la nomea».
Parola di Rò.

Ah, è il momento del discorso, mi ero già dimenticato, pensa quanto ci tengo.

 

DISCORSO ALLA NAZIONE 31 DICEMBRE 2016
(riciclato da un vecchio discorso trovato su carta igienica dentro ad una scatola in cantina)

Care cittadine e cari cittadini,
annatevene a morì ammazzati!
Oh, oh, che ridere, ci siete cascati? Era una battuta. Anzi, una Bat-tuta.. Oh, oh, oh.. oggi sono proprio incorreggibile.
Va bene, va bene, cerchiamo di essere seri.
Care cittadine e cari cittadini,
sono particolarmente orgoglioso di parlarvi dalla mia nuova posizione, cioè sulla sedia comoda della camera da letto, perché quella della sala è un disastro per i dolori alla schiena, che d’inverno peggiorano un casino.
Il 2016 è stato un anno di sfide e grandi risultati, soprattutto per la Svezia che vanta la sperimentazione di un’autostrada elettrica, esporta musica pop in tutto il mondo, festeggia i 250 anni della prima legge sulla libertà di stampa di cui ha la paternità (02 dicembre 1766), ha il sistema di welfare più invidiato di tutti e gode di un tasso di crescita, se pur rallentato rispetto al passato, fra i maggiori in Europa.
Noi, invece, facciamo cagare, e vi ricordo che sorridere a queste parole non cambierà la situazione, pertanto sono abbastanza certo che faremo cagare anche nel 2017.

In questi ultimi dodici mesi ben tre eventi sismici – ‘terremoti’ per gli ignoranti – hanno messo in ginocchio il centro Italia, ma sono felice di annunciare che tutti i sopravvissuti sono sani e salvi, infatti i Sindaci locali hanno emesso ordinanze di sgombero dalle casette prefabbricate che erano giunte in quei luoghi grazie alle iniziative dei volontari di tutto il Paese. Nessuna delle aziende che operano in quelle zone ha i requisiti per partecipare agli appalti che verranno banditi per la ricostruzione, come denuncia Maurizio Aluffi, segretario della Confartigianato di Rieti, quindi verranno affidati gli appalti agli amici degli amici, rispettando perfettamente l’iter di sviluppo edilizio italiano.

È dell’11 Gennaio scorso la notizia che quasi 60 mila pensionati italiani si sono trasferiti nell’isola di Tenerife per godersi un’anzianità felice e detassata, fatta di cene al ristorante con spesa di 12 euro e benzina che costa 80 centesimi al litro. Dobbiamo essere orgogliosi di come riusciamo a cacciare i nostri anziani fuori dalle palle, così loro possono invecchiare e ubriacarsi negli chalet in spiaggia in santa pace, e noi spendiamo meno in assistenza sanitaria, dato che purtroppo dobbiamo comunque passare loro pure la pensione maturata, anche se io personalmente glie la toglierei e gli dire “te ne vuoi andare a Tenerife a scaldare le chiappe flaccide al sole mentre i tuoi cari concittadini affrontano una devastante crisi economica? Arrangiati, trovati un lavoro anche là se riesci, prostituisciti, fai l’animatore se riesci a muoverti ancora, e mantieniti da solo. E non scrivere neanche cartoline, ‘chè aumentano il malessere dei tuoi parenti che stanno ancora qua”.

Cari cittadine e cari cittadini, possiamo essere orgogliosi di aver speso soldi e tempo per una campagna referendaria fantascientifica, culminata con un grandissimo sospiro di sollievo il giorno 4 Dicembre; non è accaduto nulla di che, abbiamo solo rischiato di distruggere l’assetto statale con una riforma intestata ad una persona che non ha neanche commentato la sconfitta, Maria Elena Boschi, e che credo si sia trasferita su Marte dal 5 Dicembre.
Per fortuna, grazie alla vittoria del No, Matteo Renzi si è dimesso ed è nato un Governo identico ma senza di lui, che stava sulle palle un po’ a tutti, soprattutto per la sconcertante onnipresenza televisiva.

L’anno era iniziato con un segnale mistico difficile da decifrare, e cioè l’errore del conto alla rovescia di Capodanno su Raiuno, e soprattutto con la stangata dell’aumento del costo dei treni, aerei e pedaggi; nonostante ciò, gli italiani non hanno perso il loro proverbiale coraggio, ed è per questo che abbiamo deciso di aumentare anche la tassa sulla targa dell’auto oltre al costo della benzina, del gas e della corrente elettrica.

La guerra in Siria non accenna a scemare, anzi, ma non voglio rovinare il vostro umore raccontandovi le solite storie strappalacrime di centinaia di migliaia di vittime civili, tanto non ce ne frega un cazzo, anche perché le parti del Governo Siriano sono state prese da Cina e Russia mentre quelle dei ribelli sono state prese da Turchia, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, e noi siamo fuori da tutto ‘sto casino.
E non state a dirmi che siamo alleati dell’America alla quale mettiamo a disposizione le nostre basi militari, perché sono tutte balle complottiste: approfitto di questo discorso per dirvi che l’Italia non fornisce alcun appoggio strategico e militare all’America.

Almeno, qua su ‘sto foglio c’è scritto di dire così, poi oh, non ci metto la mano sul fuoco.

Gli italiani probabilmente stanno subendo un periodo di tensione anche emotiva dovuta alla crisi, penso al caso dell’allevatore che è stato video ripreso mentre abusava di una sua asinella al Parco della Caffarella a Roma; la crisi può fare brutti scherzi, e probabilmente quel signore e la sua asinella non avevano più soldi per permettersi un Motel Meublè. Queste notizie mi appesantiscono l’anima, so che è difficile lanciare messaggi di ottimismo davanti a certi casi di cronaca, ma sono certo che il 2017 porterà una grande ripresa economica, e nessun allevatore sarà costretto ad abusare sessualmente dei suoi animali in un parco.

Siamo stati coraggiosi, amici miei, ed abbiamo avuto la forza di eliminare l’olio di palma dai nostri punti vendita, e dalle nostre tavole. Non so voi, ma io non me ne sono minimamente accorto, più che altro perché gli alimenti che lo contenevano costano uguali, e poi perché il sapore degli aromi artificiali è così forte che nasconde il ritrovato olio di girasoli.
Vabbè, che palle, volevo dire una cosa buona, non state a sindacare su tutto.

Che posso dirvi, allora?
Che prima o poi tornerete a votare i vostri rappresentanti in Parlamento?
Che finalmente legalizzeranno la marijuana e che riusciremo ad abbandonare l’uso dei combustibili fossili in favore a fonti di energia rinnovabili?
Che vieteremo la produzione e l’esportazione bombe a grappolo?
Che verrà istituito il reddito di cittadinanza e verranno completamente ristrutturati i centri per l’impiego?
Eh, poi? Cosa volete sentirvi dire, che gli asini volano e Belen è vergine?
Eh cazzarola, dai, cercate di essere seri, sù, il Bel Paese va che è uno schifo, i Governi cambiano alla velocità della luce e ognuno aggiunge qualche piccolo danno irrimediabile, l’ignoranza regna incontrastata e l’arte resta un diritto dei ricchi.
Siete proprio sicuri di voler restare qui?
Ma perché non fate tutti il biglietto per una crociera, fate scalo a Tenerife anche voi e non ve ne andate tutti affanculo?

Bene, care cittadine e cari cittadini, si è fatta una certa e ora credo che il discorso possa terminare qui, è stato un onore per me farlo, e spero che ricambierete la simpatia che sento di provare per tutti voi.
Per farla breve, spero tanto di ritrovarvi tutti qui, l’anno prossimo, per il nuovo discorso durante il quale sono certo che mi troverò ad elencare solo buone notizie.
Per esempio, Carlo Conti potrebbe decidere davvero di lasciare la Rai.
Un caro saluto a tutti, un augurio di felice anno nuovo e arrivederci, alla prossima puntata di questa Rubrica.
Con tanto, tanto, tanto affetto,

 

Roberto D’Izzia

 

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