Il Giorno della Quaglia

Tutte le notizie analizzate da un temibilissimo pennuto (RUBRICA N° 40)

Cari degovernizzati,
come va? Il 5 Dicembre vi siete svegliati anche voi con lo stomaco più rilassato? Sapete, quella sensazione di quiete che pervade le nostre membra poco dopo aver scaricato un attacco fulminante di diarrea su un water comodo oppure quando si vomita l’anima dopo una notte alcolica e ci si guarda allo specchio, con le lacrime agli occhi per aver finalmente sfogato quella devastante nausea che vi costringeva a letto – le lacrime anche per lo sforzo, ovviamente – e ci si dice “Oh, questa è l’ultima volta che bevo così tanto”?
Se la risposta è sì una spiegazione scientifica c’è, e cioè che finalmente la campagna referendaria è giunta al termine, abbiamo messo una croce sulla vicenda che ci frantoiava i maroni da diversi mesi e finalmente ci siamo liberati da un pensiero davvero invadente.
Beh, più o meno liberati, da ora in poi parte la giostra alla quale ormai siamo abituati, quella sulla nascita di un nuovo governo.
Gli schieramenti politici tireranno fuori dal cilindro qualche nuovo coniglietto, e il vostro Super Rò si troverà costretto a fare ironia su animali fra l’altro simpaticissimi, da riempire di coccole più che di insulti e sberleffi; cosa volete che vi dica, io mi metto subito le dita in gola, così posso farmi una vomitata preventiva – c’è chi fa le guerre preventive, posso io farmi la vomitata preventiva? – mi sciacquo la faccia, mi lavo i denti, gargarismo col colluttorio, e via, pronti con la Quaglia.
La settimana scorsa alcuni numi avversi hanno impedito l’uscita di questa rubrica, e mi spiace, perché erano uscite notizie esilaranti, che proprio non posso permettermi di ignorare ma vorrei solo riassumere, per non dilungarmi.
Abbiamo scoperto che la moglie di Brunetta, Tommasa Giovannoni Ottaviani, posseduta dallo spirito di un haker e sotto il nick name “Beatrice Di Maio” tempestava il Web di messaggi pro-M5S, per i quali il PD aveva perfino aperto un’inchiesta parlamentare sul “cyber-fango”. Chiusa l’inchiesta parlamentare sul cyber-fango ne sono state aperte subito altre due: la prima per approfondire se è legale per una signora chiamarsi Tommasa Giovannoni Ottaviani senza pagare i diritti d’autore a Paolo Villaggio, ed una per studiare il fenomeno di donne alte e bionde disposte a sposare Renato Brunetta.
L’altra notizia, sicuramente di maggior peso, è stata la morte di Fidel Castro.
Che dire, ho letto davvero di tutto sul Leader Maximo, e non mi riferisco solo ai giorni appena passati, quelli in cui Tv e giornali tirano fuori i necrologi preparati da anni, ma nella vita; ho anche avuto un insegnate cubano, nel campo dell’animazione, che mi raccontava come si vive a L’Avana.
Tante informazioni, e poca capacità di capirle, ecco come ho reagito alla morte di Fidel, non capendoci un cazzo.
Fra l’altro, fino al giorno prima ero straconvinto che Cuba fosse governata da Liam Neeson e che Fidel fosse un nome d’arte, sapete, di quelli che amano attribuirsi gli attori di Cinema più estroversi e pittoreschi.
Lasciamo Cuba per l’America..
Avventura da brivido per Lapo Elkann che, dopo un paio di giorni di baldoria sesso droga and rock&roll – anche se sul sesso qualche dubbio mi viene –  finiti anche gli spiccioli nel maialino di ceramica ha avuto la bella idea di mettere in scena un finto sequestro per farsi mandare 10.000 dollari dalla sua famiglia. Aveva detto ai familiari che era sotto sequestro di una donna cattiva, loro si sono rivolti subito alla Polizia per organizzare una finta consegna dei soldi e al momento dello scambio hanno arrestato sia Lapo che la donna, salvo poi chiudere subito il procedimento per lei perché non è colpevole di nulla. Lapo, invece, adesso deve subire un processo.
Ora, a parte il fatto che se io fossi il nipote di Agnelli come minimo mi farei mandare cifre non inferiori al milione, credo che questa vicenda sia davvero molto, molto triste, penosa, drammatica, ma contemporaneamente esilarante, perché io mi immagino la telefonata di Lapo, che ha passato un’infanzia dura – lui dice perché ha subito violenze fisiche, secondo me soprattutto per il nome – e che chiama i suoi con la sua perfetta erre moscia:
– pvonto, ehhh, mamma, ciao come stai? Ascolta c’è un pvoblemino.. sono a New Yovk, ehh, mi ha vapito una donna cattivissima, non mi vuole lasciare vibevo, mi minaccia di movte e ova vuole 10 mila dollavi..
– Alain, c’è quell’idiota di tuo figlio al telefono, s’è pippato ancora tutti i soldi con la coca e una prostituta, gli mandiamo la Polizia?
– Sì manda manda, ‘sta volta s’avvangia..
Settimana dura per i figli d’arte, e mi riferisco questa volta ad Aurora Ramazzotti, quella della canzone, già. Gli anni passano, io mi ricordo come fosse ieri la nascita di quella piccola, non che mi importasse più di una puntata di Pomeriggio 5, ma la canzone che il padre le aveva dedicato si sentiva ovunque.. beh, giro canale su canale, e la vedo che presenta X Factor Daily, una specie di collage inutile di registrazioni tratte da X Factor, programma ancora più inutile, e penso: toh, guarda come presenta da cani questa qua, sembra meno felice di uno che dopo un disastro aereo è rimasto su un’isola deserta con Alessia Morani, Renato Brunetta e Andrea Romano. Poi scopro che è la figlia di Eros – stesso sguardo intenso da triglia – e leggo una dichiarazione su VanityFair in cui ammette di essere raccomandata.
Non lo avrei mai detto. È così brava a presentare. Si vede che è spigliata, parla senza accenti, è solare, è fresca, è vivace.
Ah, scusate, stavo guardando un video di Lorella Cuccarini del 1988.
Ultima notizia della settimana scorsa degna di nota per il vostro Super Rò, è che Susanna Canzian ha fatto un calendario. Lei è una delle tante fotomodelle italiane che vanno a cercar fortuna in America e, girando per siti web in cerca di notizie, ho letto titoli come “Canzian fa il calendario a km zero” o “Canzian: ecco le curve nascoste che tutti aspettavano”.
Considerate che l’unico Canzian famoso che conosco è Red, il capellone dei Pooh, e provate ad immaginare il lungo brivido che è corso sulla mia schiena al solo pensiero di cliccare e ritrovarmelo nudo sul desktop, sdraiato su un letto di lana e cuscini rossi, con lo sguardo ammiccante e un primo piano sulle rughe della coscia e degli ormai defunti glutei.
Brrrrr.

 

È di pochi minuti fa la notizia che le giraffe si stanno estinguendo.
Penserete “Rò è diventato scemo, non sa più di cosa parlare e si attacca alle giraffe”.
Intanto provateci voi ad attaccarvi alle giraffe, hanno un caratteraccio, appena ti avvicini scalciano e cominciano a correre, e non vanno mica piano, sfiorano i 53 chilometri orari, quasi come una Smart al massimo delle sue prestazioni.
Comunque, la notizia è serissima, perché l’estinzione registrata dai biologi non è determinata da suicidi di massa delle bestiole, ma dal degrado del loro habitat naturale.
Ora, forse per il fatto che sto leggendo “Inferno” di Dan Brown sono un po’ influenzato dal tema principale trattato, e cioè la sovrappopolazione umana, però il numero di specie che si sta per estinguere per colpa dell’ambiente comincia a diventare pesantuccio, non è che forse ma forse l’essere umano abbia un pelino di responsabilità in tutto questo?
Mah, domande troppo complesse per Il Giorno della Quaglia.

Tragedia, questa sicuramente dovuta all’essere umano, è quella delle vittime di un incendio in un capannone californiano di Oakland, dove durante un party di musica elettronica è scoppiato un incendio e sono morte 40 persone.
Golden Donna, questo è il nome del gruppo che si stava esibendo, e già la dice lunga sulla possibilità di successo della serata, e sono andato a cercare per voi qualche video su YouTube per capire chi sono questi Golden Donna. Beh, l’unica cosa che ho trovato è un video del ’95 che vi esorto a visionare, titolo “Golden Donna – Seedy Approach”, ambientato probabilmente in un paese dell’Est Europa, in cui un’intera comunità di persone tristissime vestite con maglioni improponibili si lancia in un rave party dal sapore molto spartano, e sfoggiano gli stessi sorrisi di Mario Monti quando spiegava una delle sue manovre finanziarie.
Prima o poi riusciremo a fare concerti senza rischiare la vita, ma soprattutto qualcuno convincerà i Golden Donna a rimuovere quei video da YouTube.

Il mondo mi sembra impazzito, Manuela Arcuri è stata pagata dal Comune di Salerno per accendere l’albero di Natale, e il cachet previsto era di 9.150 euro; sono quei 150 euro che mi fanno incazzare di più, perché mentre la Giunta stava per decidere di regalare 9.000 euro ad una perfettamente inutile finta attrice ci sarà stato sicuramente qualcuno che deve aver alzato la mano e deve aver detto “Scusate tanto, questa cifra tonda mi pare ‘nu poco volgare. Vulissimo aggiungere cientocinquanta euro, accussì la bella figliola si putisse pagare o’ccafè’?”. Manine alzate, cifra tonda spazzata via, cachet definitivo 9.150 euro.
Mah.

Queste cose violano i miei schemi mentali (tutti a forma di polentine Rodeo), ma ad essere davvero violate sono state le leggi della fisica, infatti è di ieri la notizia che la Nasa ha testato EMDrive, motore progettato dall’ingegnere britannico Roger Shawyer che, a quanto pare, produce una spinta senza utilizzo di propulsori.
Detto in termini più umani, crea energia dal vuoto.
Un po’ come i Governi italiani che creano finanziarie mettendo in conto soldi che non ci sono.
Se confermata, un’invenzione del genere cambierebbe la nostra civiltà, e chissà, smetteremmo di inquinare, di sfruttare l’ambiente, di causare estinzioni, di produrre nuove Fiat Tipo..
Immaginate un motore che produce energia dal vuoto?
Vi fermate al distributore, accostate, l’omino con la salopette blu si avvicina al finestrino:
– Buongiorno vuole qualcosa?
– No niente grazie
– Le faccio il pieno?
– Sì, abbondi, dobbiamo arrivare fino a Rimini e non abbiamo voglia di fermarci dieci volte.

Miei cari bimbi sperduti, capite anche voi che le notizie della realtà superano la fantasia, come posso commentare la nascita di robot a forma di polpo o di pianta che crescono e imparano o si aggiustano da soli? Devo toccarmi le palle e sperare che il “Terminator” di Cameron del 1984 si avveri quando io ormai avrò già tirato le quoia?
Oppure siamo già circondati da cyborg e non ce ne rendiamo conto, come aveva previsto il romanzo “Il cacciatore di Androidi” da cui Ridley Scott trasse il suo realistico e decadente Blade Runner? Oppure come il monito di Uki che nell’antitesi tra natura e artificialità ci ricorda sempre il pericolo dipostico dell’ “automa”?
Non saprei, dubbi ne ho molti, di sicuro Renato Balestra non può essere totalmente umano.

 

Detto ciò, vi lascio prima di scaricarvi tutte le mie ansie sul futuro, e vi ricordo che salvo asteroidi e guerre dei mondi, Il Giorno della Quaglia torna la settimana prossima, ma quando un artista come me fa una promessa è da prendere con le pinze. Non vi resta che rimanere sintonizzati su UkiZero ed aspettare.
Vi lascio, dunque, con un abbraccio, un bacio, una pacca sulla spalla, ed un pensiero che potrete annotare nel vostro cuoricino:
«Quando il termine “governo tecnico” viene pronunciato dai media per più di sessanta volte nello stesso giorno, è il caso di andare ad acquistare un nuovo gel lubrificante della Durex».
Parola di Rò

 

Roberto D’Izzia

 

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