Gin Gerani: intervista…

Arriva l’esordio di Gin Gerani: un percorso artistico ai confini del surrealismo alimentato da teatralità e consapevolezza storico-cinestesica

.«Io sono Gin Gerani: ‘Gin’ come l’alcolico e ‘Gerani’ come i fiori… E non ‘Ginger’ come la bevanda e ‘Ani’ come i buchi di culo».

«Vorrei unire l’antico con il moderno… in una chiave demenziale».

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Uscirà il 12 Dicembre 2015, edito da La Clinica Dischi, l’Album d’esordio dell’eclettico cantautore bolognese Gin Gerani dal titolo “Caona (Vocacledo)”, una sinossi d’emotività, desiderio, speranza e romanticismo, d’amore per la donna e d’amore per l’amore stesso verso la figura femminile, affrontata con gli occhi di chi cerca di dipingerne le “Divine Forme” in un contesto di vera e propria ricerca antropologica e sociologica, a partire dal bisogno di contatto fisico ed animico, fino ad arrivare ad una riflessione intensa sulla solitudine ed il contrasto tra la sua accettazione e la speranza di vincerne gli aspetti più desolanti.

 

Dicci tutto quello che dovremmo sapere su Gin Gerani.

Ciao! Sono un “cantarrangiatore” (cantautore ed arrangiatore) di musica che definirei art-latin rock, dalle forti influenze progressive pop e cantautorato demenziale. Mi definisco così perché scrivo da solo musica e testi e provvedo a cucire loro addosso l’abito giusto.
Ho iniziato il mio progetto nel 2010 registrando la mia prima demo “Che cosa vali”, nel 2011 ho partecipato al premio Sergio Endrigo, nel 2012 ho vinto il concorso “Casamusica” presso l’Antoniano di Bologna (quello dello zecchino d’oro), che mi ha permesso di registrare la prima versione (poi inclusa in una compilation) di “Dottor seduttore”, in assoluto il mio primo singolo, uscito con videoclip a maggio del 2013.
Dopo aver fatto uscire nello stesso anno a dicembre il mio secondo singolo (in versione acustica) “Estetica ed etica” mi sono lanciato su Salvador Dalì, brano che ho registrato con Alex Volpi ad Imola e che ho rilasciato a giugno del 2014. Nello stesso anno e grazie allo stesso brano ho avuto la fortuna di essere stato selezionato da Giordano Sangiorgi per esibirmi al M.E.I. di Faenza.
Successivamente a febbraio del 2015 mi sono chiuso in studio con la mia band e ho registrato il mio primo disco che uscirà il 12 dicembre del 2015.

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“Karma” è il secondo singolo estratto dal tuo nuovo album ‘Caona (Vocacledo)’, come è nato questo pezzo e qual’è il messaggio che vuoi mandare.

“Karma” rappresenta per certi versi il continuum naturale di “Salvador Dalì”, brano che possiamo considerare effettivamente come il primo singolo estratto da questo mio nuovo lavoro, nonostante abbia deciso di pubblicarlo prima ancora che l’intero album fosse terminato. I due brani sono indissolubilmente legati. Il primo trova rispondenza nello stile dadaista, sguazza nella contraddizione pura, ed il secondo è surrealista, perché invita alla riflessione rispetto a quel marasma e caos tipici dello stile di Dalì.
Karma, un chiaro riferimento al buddismo e alla filosofia orientale, è un brano che medita sulle contraddizioni dell’esistenza in maniera scherzosa, asserendo che esistono tantissime cose di cui nessuno di noi conoscerà veramente il significato: il confine tra la realtà apparente e quello che ne sta fuori, cioè la finzione, è molto sottile.

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Quali sono le tematiche che affronti in questo disco?

I fili conduttori di “Caona-Vocacledo”, disco che possa essere definito concept album, sono tre:
1 La seduzione femminile vista e vissuta con gli occhi di un ragazzino che si trasforma in Don Giovanni. ( il titolo è l’anagramma di Come Avrei O Non Avrei VOluto Che Andasse Con LE Donne ).
2 La seduzione musicale, cioè la capacità della musica di accordare le anime delle persone sulla stessa linea d’onda; mi sono ispirato al libro di Daniel Baremboim “La musica risveglia il tempo”.
3 Il parossismo daliniano che comincia con l’esposizione di un dadaismo iconoclasta per poi arrivare a un punto di approdo più equilibrato e riflessivo, seppur surrealista.

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Da cosa ti sei lasciato ispirare per la stesura dell’album? Influenze musicali esterne.

Partiamo dall’analisi delle macro categorie dei generi musicali riscontrabili nell’album:
1 Rock: adoro sia il glam dei Queen e di Alice Cooper, sia il più moderno indie/garage degli Arctic Monkeys, il dance-rock dei The Killers e i nostrani Baustelle. Mi sposto un po’ anche nel metal, il mio genere adolescenziale: mi è sempre piaciuto il power metal degli Stratovarius e dei Sonata Arctica, ma anche i classici Iron Maiden e il melodic death metal dei Wintersun e dei Children of Bodom.
2 Progressive: Sia rock (Uriah Heep, Genesis) sia metal (Angra, Dream Theater, Death).
3 Cantautori: Sia italiani (Capossela, Conte, Gaber, Gualazzi, Pelù), sia inglesi (Sting) sia americani (Tom Waits).
4 Demenziale: Sono un patito di Freak Antoni e degli Skiantos, però mi piacciono anche Elio e le Storie Tese, i Feat Esserelà, i Fritto Mistico, i French kiss and Aloha Aloha Beach e gli Acusticazzi.
5 Classica: Bach è la base, però adoro anche Beethoven, Mozart, Mussorgsky, Stravinsky, Pachelbel, Rossini, Vivaldi e Ryuichi Sakamoto.
Direi che può bastare…

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Una delle cose che mi hanno colpito del tuo disco è l’artwork, cosa sta a significare?

L’artwork, a cura del grandissimo grafico Luca “Drago” Gambini, consiste in una sorta di fumetto, le cui nuvolette sono rappresentate dai testi delle canzoni che lo affiancano in ogni pagina del libretto. Sono sempre stato un appassionato dei fumetti della disney (Paperinik e Paperino in particolare), di Calvin and Hobbes di Bill Watterson, di Hugo Pratt e di Milo Manara… Manco a farla apposta il mio promoter attuale è Milo Manera de “La Clinica Dischi”.

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– Dove potremo sentire il tuo lavoro live?

Il 12/12/2015 il disco esce ufficialmente con un release party al Bononia 189 a.C di Bologna, un locale noto per le bellissime serate estive che però apre anche d’inverno e poi, anche se è ancora da confermare, forse il 18/12 suonerò a Sarzana(SP). Da gennaio partirò in tour con la band (date in via di programmazione) e farò anche un tour solitario in giro per l’Europa, perché devo dare il CD ad alcune persone a cui tengo in particolare.
Per il resto è possibile sentire qualche registrazione di live passati sul mio canale youtube.

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– Nel salutare i nostri lettori dicci perché dovremo ascoltare e acquistare il tuo album.

Sono un artista indipendente, quindi svincolato dai cliché imposti dal mainstream musicale. Mi sono interamente autoprodotto…quindi ho prodotto qualcosa di personale: una mia storia tutta da sentire e da sfogliare. A voi decidere se sia arte o merda: ma, come diceva Piero Manzoni e parafrasando,
ricordatevi che a volte la merda è meglio dell’arte.
Grazie per l’intervista e grazie al lettore per essere arrivato fin qui!

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