Feticci a gogò (Part.2)

Col feticismo ci troviamo in sempre più folli sortilegi artificiali... tanti quanti le singolarità di ogni squilibrato che calca il nostro povero pianeta

Io e te soli, nella camera da letto, liberi di sfogare le nostre passioni. Dai prendi il trapano, io vado a chiamare mia nonna poi mi vesto da Doraemon.

 

Decine di migliaia di lettori (?) mi hanno pregato di scrivere un nuovo articolo sui feticismi (qui trovate la ‘prima parte’ del post) e, dopo aver riflettuto per lunghe notti insonni, ho deciso di accontentarli.
Questa volta, però, voglio fare una breve premessa.
No, la premessa nooo!!!

La sottile linea rossa che separa sessualità, fantasia, bisogno, perversione, patologia, curiosità e voglia di sperimentare tracciano un sentiero tortuoso per chi, come me, prova a descrivere con disinvoltura alcune curiose tendenze umane, soprattutto perché ad ostacolare questo percorso è sempre in agguato il peggior nemico dell’emancipazione sessuale: la moralità.
Vi parlo da ex moralista; ero il tipico ragazzo pieno di sé e carico di convinzioni etiche, quel genere di persona che nel suo vocabolario quotidiano tira in ballo la parola “mai” almeno una decina di volte. Se si è fortunati, ci si desta e si capisce che i dogmi sono brutte bestie.
Quindi, tutti quei mai lasciano spazio ad espressioni come “ah però”, “non lo sapevo” o “quasi quasi..”, e tutto diventa più facile.
Insomma, non so come concludere questa premessa, però chi ha orecchi per intendere, intenda.

 

NECROFILIA

Attrazione sessuale nei confronti dei cadaveri.
Quella di Beppe Grillo nei confronti di Matteo Renzi, mi verrebbe da dire, però devo trattenermi perché l’argomento è serio.
Chiara Camerani (Associazione Italiana di Sessuologia Clinica, Roma) in un trattato dedicato a questa pulsione, racconta di esempi storici risalenti al passato (immagini di scheletri che si accoppiano con i vivi in Perù, cadaveri di donne lasciati putrefare per non essere abusati dagli imbalsamatori in Egitto..) e distingue tre categorie di necrofili: i serial killer, i semplici e i latenti.
I necrofili serial killer sappiamo bene cosa fanno, lo abbiamo visto al cinema, quindi sorvolo su loro.
I necrofili semplici sono quelli che espletano l’atto sessuale con i cadaveri, senza macchiarsi di omicidio (es.: una persona disperata per la morte dell’amato che vuole ricongiungersi a lui per l’ultima volta), mentre quelli latenti traggono eccitamento al solo pensiero di farlo.
Io aggiungo la categoria: necrofilo killer occasionale.
Classico esempio di necrofilo killer occasionale è una ragazza violentemente attratta da un uomo che, però, è ignorante, arrogante, cafone, stronzo, ruttatore esemplare e per di più puzza; la ragazza pensa “è terribilmente sexy ma ha un carattere di merda, come faccio a scoparmelo?”, e giunge alla conclusione definitiva: lo uccide a colpi di mestolo, lo trascina in camera da letto, lo spoglia e attende con pazienza i primi spasmi post mortem per approfittare dell’erezione più spettacolare mai raggiunta dal poveretto.

 

EMETOFILIA

Il soggetto trae piacere dal vomitare o dall’osservare altri mentre vomitano.
Beh, che dire, le battute in proposito si sprecano. Io quando vomito penso proprio a tutto tranne al sesso, e quando guardo gli altri vomitare.. vomito anche in quel caso.
Nel lontano 1996 ricordo di aver vissuto il ferragosto più folle della mia vita; ero in Riviera Romagnola e a quel tempo era permesso fare baldoria in spiaggia nella notte del 15 Agosto. Centinaia di falò accesi, odore di marijuana più forte dell’incenso in chiesa, gente persa nel buio della spiaggia che urla le leggi di Mosè con una pietra in mano (non sono io eh.. o forse sì.. mah, non ricordo bene) e milioni di litri di alcolici giunti da chissà dove.
Chitarra, fuoco, baci alla francese, barzellette.. tutto bello fino ad una certa ora critica, cioè quando l’alcol comincia a provocare movimenti intestinali inquietanti.
E giù a vomitare.
Tutti.
Chi corre verso il mare per ridurre il danno, chi vomita sul falò rovinando la festa agli altri, chi vomita in bocca alla bella sconosciuta appena abbordata, chi vomita addosso al Carabiniere che lo ha preso per portarselo via.
In tutto questo propagarsi di bile e patatine semi digerite, immagino ci sia stata una felice emetofila colta da un’improvvisa vampata di eccitazione, e magari si è toccata guardando proprio me mentre le rovesciavo tutti i liquidi disponibili nel mio corpo.
Cazzarola, a saperlo l’avrei sedotta un attimo prima di ubriacarmi e ingerire quel panino misto nutella-acciuge.

 

ERITROFILIA

Attrazione verso le persone che arrossiscono.
È un feticismo un po’ da bastardi, pensandoci, perché ci si approfitta -subdolamente, in segreto con sé stessi- di una persona timida ed emotiva.
È però vero e credo che ci sia un tocco di poesia in questa curiosa forma di attrazione, cinema e letteratura sicuramente ne hanno esaltato l’erotismo; penso alla giovane ragazza francese sedotta dal trentenne cinese de “L’amante“, penso a Benjamin Braddok, il laureto giovane ed impacciato che diventa bordeaux quando la bella signora Robinson si spoglia davanti a lui, eccetera eccetera (eccetera eccetera si usa quando non si sa più quali esempi fare).
Io mi chiedo: come fa chi prova eritrofilia a trovare un partner adatto al suo desiderio? Mette un annuncio su internet “cerco persona timida disposta ad arrossire su ordinazione”? Se non riesce ad eccitarsi alza tutti i caloriferi di casa poi prende un asciuga capelli e lo spara in faccia all’amato così arrossisce? Gira per centri commerciali facendo complimenti smisurati e porgendo sontuosi regali alle sconosciute? «Signorina, lei è la donna più bella che uomo abbia mai visto dall’alba dei tempi, al pari d’una musa che canta le gesta del padre Zeus, come una dolce sirena strappata dal ventre materno delle acque salate per aggraziare gli umani con la sua dolcezza, come una perla bianca fra un milione di p..», «Guardia, mi scusi, c’è un maniaco sessuale che cerca di importunarmi..», «Mi dica dov’è, lo sbatto fuori a manganellate.»

 

COLPEURINTOFILIA

Passione per pratiche di dilatazione degli organi sessuali.
Molto spesso si tratta di donne, e le tecniche di dilatazione sono piuttosto variegate: dal classico dilatatore clinico (“clinical“, infatti, è chiamato anche il gioco di ruolo sessuale che riproduce ambienti ospedalieri, con tanto di attrezzature specifiche), all’utilizzo di oggettistica di varia forma e dimensione inserita negli orifizi principali del corpo al fine di dilatarne le dimensioni in modo sproporzionato. Applicare lubrificanti di qualità e sostenere con pazienza lunghi allenamenti, può permettere ad una donna di dilatare la propria vagina, l’ano o la bocca a tal punto da contenere oggetti di uso comune come vasi, giocattoli, piccoli elettrodomestici… oltre, naturalmente, a mani (due o più), peni o dildo di grandi dimensioni, inseriti anche due contemporaneamente.
I siti pornografici -che io non guardo mai, giuro- ci regalano migliaia di videoclip o lungometraggi, durante i quali avvengono queste dilatazioni.
Accogliere in modo assoluto un altro corpo o entrare il più possibile in un orifizio intimo offerto con generosità possono essere bisogni di possessione elevati all’ennesima e, nel caso di rapporti intimi non pubblicamente pornografici, nascono anche da un forte legame.
Insomma, ti desidero talmente tanto che puoi metterti la muta e farti un giro qua dentro.

 

FIGEFILIA

Eccitazione provata nel farsi inseguire dalle autorità, tal volta diventando addirittura latitante. Pare ci siano persone che chiamano la polizia e lasciano addirittura degli indizi per farsi trovare.
La domanda è: e se la polizia li trova prima che abbiano, come dire, concretizzato la loro figefilia, come pensano di discolparsi? «Mi scusi agente, non avevo erezioni da una settimana, cercavo solo uno spunto che mi stuzzicasse un po’, sa com’è, ero a letto con la mia ragazza e non potevo fare una brutta figura..», «Non si preoccupi per la figura, consideri che mentre l’arrestavamo -ed era ancora nudo- una troupe televisiva la stava trasmettendo in diretta sul Tg nazionale».
Scherzi a parte, anche se non si tratta di un vero e proprio feticismo -qual è il feticcio?- lo ritenevo un comportamento interessante da menzionare, perché dimostra la complessità della nostra natura, che a volte ci spiazza per la sua singolarità.

 

INCONDITOFILIA – MESSY FUN

Godere nell’utilizzo di cibo, acqua, fango, vernici o altro; il feticcio è un soggetto ricoperto di questo materiale, in atteggiamenti non necessariamente erotici, anzi, in questo caso ha un ruolo fondamentale la giocosità e il divertimento, a richiamare la condizione infantile nella quale è consentito proprio giocare pasticciandosi.
Insomma, la classica espressione “prendere a pesci in faccia” assume tutta un’altra prospettiva, così come il mangiare a letto lasciando in giro tutte le briciole, azione che molte donne odiano e che molti uomini trovano irresistibile.
Le immagini pornografiche lasciano il posto a fotografie artistiche di nudi dipinti o corpi ricoperti di spaghetti di riso con pollo funghi e bambù.
Per chi prova iconditofilia, il programma erotico più eccitante in assoluto è “Paint your life“.

 

OMINOFILIA

Avere piacere sessuale nel coinvolgimento di discorsi pubblici fatti davanti ad una folla (eh, sono pubblici).
Come ci spiegano gli autori dell’articolo “XXI SEX Nuova Enciclopedia sessuale”, si suppone che Adolf Hitler provasse piacere erotico durante i suoi concitati discorsi al popolo germanico, ed è nota l’eccitazione provata da alcune donne che, ascoltando quei discorsi accolti dalla folla esultante, godevano così tanto da urinare in vece all’orgasmo.
Lo so, sembra una situazione al limite della fantasia, ma basti pensare al fortissimo coinvolgimento psicologico e sessuale che artisti come Elvis Presley o Jim Morrison, o uomini pubblici con forte carisma come Fidel Castro, inducevano nelle donne presenti. Ovviamente, il feticcio può essere sia uomo che donna.
Io, per esempio, mi eccito in modo incontrollabile ascoltando gli interventi pubblici di Laura Ravetto.
Personalmente, durante le mie esibizioni credo di aver generato soprattutto risate (altrimenti che cavolo di Stand up Comedian sarei?) e temo che nessuno fra il pubblico abbia provato orgasmi fulminanti. Soprattutto quando canto, data la mia improbabile intonazione.
Eccitanti fino all’orgasmo, invece, sono i discorsi pubblici dei nostri politici, ma questo è PornoCoolture, e non è il contesto adatto per parlare di cartoni animati.
A meno che non si tratti di Hentai.

Roberto D’Izzia

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Fonti:
http://cepic.cepic-psicologia.it/
http://www.sanihelp.it/enciclopedia-erotica/272/emetofilia.html
http://sesso.doctissimo.it/dizionario-del-sesso/colpeurintofilia.html
http://www.psicologoinrete.com/sesso-psicologo-enciclopedia-sessuale.html

 

> “FETICCI A GOGÒ” (Part.1) <

 > “FETICCI A GOGÒ” (Part.3) <

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