Feng Shui

Quando Dio muore e quando rimane eterno

Dio sta crollando, o forse è già crollato.
Questo Dio aracniforme, otto braccia, quattro paia di occhi; non perde mai d’ occhio niente e nessuno. Riposa su una salda tela.

La guerra con un noncurante ed egoista Felino lo sta impegnando da una vita. Lui, però, non ne ha altre sei.

Scende in Purgatorio per combatterlo, risale in Paradiso per rigenerarsi, stremato.
Il Felino, invece, non si scomoda mai. Disinteressato, non combatte e nulla lo tange.

Una considerazione distopica lo logora.
Un Paradiso deciduo, un Purgatorio perpetuo.

Dio perde.
Crolla l’aracnoide dimora, nella quale tutto conservava e che continuamente manteneva solida e reggente.

Quando mai si è vista una battaglia del genere.
Due specie inconciliabili in un confronto surreale.

La sola distanza dimensionale potrebbe giustificarne l’esito.
La differenza di natura lo spiega.

Un Ragno contro un Gatto?
Una Tela che regge le Pietre della terra?

Dio cade. Non si arrende, né abdica.
Torna terreno, sconfitto, tra i Gatti vittoriosi e inconsapevoli, perché non hanno neanche combattuto.

Qualche altro Ragno, a quel punto, sentirà di elevarsi. Si arrampicherà verso il Paradiso.
Qualcun’altro scoprirà la fede e sosterrà la sua ascesa proteggendo dagli artigli dei Gatti l’esile filo che ha sputato.

Salirà in quel luogo che è per pochi;
Veglierà sul Purgatorio, vi scenderà per combatterne i tumori;
Nel frattempo tesserà la sua tela, terrà d’occhio i suoi stretti alleati, a cui ha donato il sangue e con cui ha condiviso la vita, sacrificherà sé stesso, e proteggerà tutto questo, che è la sua vocazione.

Combatterà con tutte le sue forze.

Crollerà.
Cadrà nella realtà profana da cui è asceso e alla quale, per natura, non appartiene.

Scoprirà, però, che la tela è ancora salda, ci si può ancora riposare, e che nella guerra non ha perso nessuna delle otto braccia che ancora userà per stringere la famiglia.
Per attizzare il fuoco.
Per curare il giardino.
Per abbracciare gli amici.
Per asciugare le lacrime.
Per lavorare.
Per sfogliare le pagine.
Per irrobustire la tela.

Contemporaneamente.

 

Alfredo Cannizzaro

 

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