Emanuele Colandrea: “Belli dritti sulla schiena” è l’album della libertà personale e cantautorale!

Il sempre apprezzato polistrumentista di Latina torna con un lavoro molto autobiografico, aperto ad un immaginario collettivo grazie al comune desiderio di libertà e fiducia nell’avvenire

Per imparare a volare servono le vertigini e una bella spinta, non qualcuno che ci tiene per la maglietta

Ho deciso di iniziare questa recensione con la frase con cui lo stesso Emanuele Colandrea descrive “Buona fortuna amore mio”, uno dei brani contenuti in “Belli dritti sulla schiena”, terzo album di inediti composto nel 2021 e pubblicato finalmente lo scorso 11 marzo, anticipato dall’ottimo singolo “Credo”.

L’autore dipana in 10 brani il suo stile consolidato nel corso della sua esperienza da solista, che risale ormai al lontano 2015 (7 anni fa. Quante cose sono cambiate in tutto questo tempo?). Un disco intimo, come si addice al solco del cantautorato nostrano, non nascondendo tuttavia un’influenza di “musica di frontiera” di matrice decisamente statunitense, non tanto per le tematiche trattate, quanto per gli arrangiamenti, sempre complessi e ben curati, complice anche l’ottimo suono. D’altra parte, basta vedere i nomi coinvolti per farsi un’idea in merito: oltre allo stesso Emanuele Colandrea, Roberto Angelini alle chitarre, Pier Cortese agli arrangiamenti, e MatteoKutsoGabbianelli al mastering; tutta gente che conosce perfettamente questo mondo. Un jackpot assicurato, in pratica.
Come insegnano i dettami del genere, è comunque un disco “gentile” ed acustico, a tratti sognante e quasi pigro nel suo incedere, ma che non stanca mai; ogni secondo vede in scena un’atmosfera differente (era tanto tempo che non leggevo “diamonica” e “wurlitzer” tra gli strumenti utilizzati; com’è tutto così spontaneamente retrò).

Ogni brano ha il suo perché, sebbene a mio parere vinca in particolare la title-track, con i fiati a movimentare ulteriormente il mood generale. Ad ogni modo, la mia idea è che si tratti di un disco soprattutto “per sé stessi”. Non solo per le parole, estremamente personali e vive, ma proprio per il gusto di fondo di essere un lavoro che prima debba piacere all’artista e solo dopo al pubblico, in perfetta coerenza con la frase con cui abbiamo iniziato questa recensione. Di questi tempi, in cui si forza tutto pur di piacere agli altri, si tratta di una qualità tutt’altro che scontata. Di contro, va da sé che un lavoro di questo tipo, visto da un’ottica esterna, attrarrà soprattutto chi ama il genere e gli addetti ai lavori.
In ogni caso provatelo. Se già conoscevate Colandrea, sarà una conferma eccellente. Altrimenti, potete iniziare da qui, e non ve ne pentirete. E come al solito, chiudo ricordando il mio mantra principale: andatelo a vedere dal vivo. Tanto più che si tratta di un lavoro così intimo, vale la pena avere l’autore davanti, no?

Federico Ciampi

Tracklist:
1-IL CIGLIO DEL VULCANO
2-OK EMANUELE
3-CREDO
4-BUONA FORTUNAAMORE MIO
5-ERIKA
6-BELLI DRITTI SULLA SCHIENA
7-LA FORTUNA DI PERDERSI NEL BOSCO
8-GERICO
9-UN TRENO PRESO A VELLETRI
10-IL PANE E LA FARINA (canzone per Gabriele)

Prossime date Live:
09 aprile Pescara-Babilonia
21 aprile Roma-Monk
22 aprile Cava de’ Tirreni (SA)-XXV live
23 aprile Taranto-Mercato Nuovo
19 maggio Castel Maggiore (BO)-Teatro Biagi D’Antona-rassegna Condimenti Off
02 luglio San Vito al Tagliamento (PN)-Arci Cral
06 agosto Rogliano (CS)-Rublanum Festival

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2 Comments

  • come tornare a sentire il profumo della vecchia casa di famiglia… Colandrea una garanzia di sentimenti… bella recensione, presto mi godro’ tutto l’ album …

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