Eco-Bara per l’Immortalità: diventare albero dopo la morte

Legati dallo spirito in difesa dell'ecosistema

In linea con antiche usanze riguardo il ciclo vita/morte, un’eco invenzione di un designer spagnolo ha proposto un’insolita urna nella quale assieme alle ceneri del defunto vengono inseriti i semi degli alberi che in vita la persona ha amato di più. Un percorso catartico e di crescita personale, destinato a non arrestarsi neanche dopo la morte… simbolo dell’immortalità dell’anima che come l’energia si trasforma!

 

L’Urna a contenere le ceneri, fatta di nature organiche e macerate insieme alla terra e semi di albero. Germoglierà a testimonianza del nostro passaggio sulla terra, segno evidente dell’immortale spirito che guida l’uomo verso una coscienza… perché no?..ecosolidale. Questa innovativa idea salverà il giorno del compianto, liberandoci magari anche dalla mafia dei funerali.
Quante volte abbiamo assistito all’accaparramento del morto negli ospedali? Nella vergogna della ”mazzetta” data all’infermiere più svelto col tasto del telefono? Leggendo qua e la ho appreso anche altri modi di sepoltura naturalistica. Ad esempio bare di sughero a forma di guscio, pesanti pochi chili e sepolte insieme alla salma, nel lento sciogliersi della terrena vita, divenendo concime della terra e magari albero che sosterrà la sue radici sulle ceneri della nostra esistenza.
A questo punto: lasciatemi rapire ammaliata dai versi del Foscolo: «Erittonio ed Ilio, e Cassandra che predisse la distruzione della città e insegnò ai nipoti un canto d’amore e di pietà nel quale li assicurava che, nelle rovine del centro, sarebbero rimaste in eterno le ombre degli eroi troiani nelle loro tombe circondate e protette dagli alberi coltivati con lacrime e devozione».

 

Ecco che materialismo e spiritualità si fondono nella ricerca del culto della morte, nell’accettazione di divenire ossa comuni, non distinguibili da un qualisasi ladro disteso accanto a se. La morte porta con se onori e glorie, ma nessuno verrà ricordato se non ha vissuto anche per gli altri. Tutti vorremmo essere evocati in eterno e in qualche modo continuare a vivere nel ricordo di chi ci è sopravvissuto.

 

Questa idea dell’eco-involucro per seminare un albero che nascerà dalle proprie ceneri potrebbe essere il lascito alle prossime generazioni, regalando ossigeno a difesa del loro diritto di vivere. Un albero che ramifica le sue radici, tant’è che il rinascere e morire ad ogni stagione è stato in passato simbolo dell’immortalità dell’anima.
Nel passato, oltre a leggi che vietavano la costruzione di cimiteri all’interno delle città, si decise ad esempio di far ergere tombe tutte della stessa misura con alberi per ogni lapide. Si crearono boschi e ampie aree di verde dove potere onorare i propri morti e immergersi nella pace di un luogo reso ancora più sacro dal frusciare del vento tra le fronde vive in un luogo di morti.

 

«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?»

«E tu venivi
e sorridevi a lui sotto quel tiglio
ch’or con dimesse frondi va fremendo

perché non copre, o Dea, l’urna del vecchio
cui già di calma era cortese e d’ombre»

(Dei “Sepolcri” –Foscolo)

Violanera

 

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