DeepFake: Quale futuro per i social? Quale futuro per il cinema? Quale futuro?

Una volta i video erano testimonianze inconfutabili di fatti realmente accaduti, oggi con il progresso tecnologico i “fake” si sono diffusi a macchia d'olio. Come influirà questo sul mondo dei social? Chi vorrà più mettere like su un video “potenzialmente taroccato”? Che conseguenze avrà il DeepFake su Informazione, Politica e Cinematografia?

Oggi i programmi di editing si sprecano così come si sprecano quelli che hanno imparato ad usarli. E con DeepFake si è arrivati al “traguardo successivo”.
DeepFake è la nuova frontiera del video editing: una tecnologia modernissima basata sull’algoritmo di un’Intelligenza Artificiale che permette di apporre ad un volto i lineamenti e i tratti somatici di un altro, creando appunto un video fake estremamente realistico. Il risultato: la possibilità di far dire o far fare a chiunque quello che si vuole.
Lo sa bene il pubblico di “ Striscia la notizia”: chissà che reazione avranno avuto gli spettatori più anziani di fronte ad un Matteo Renzi che indirizza minacce e gesti dell’ombrello ai vari avversari politici. Pochi di questi avranno preso in considerazione la possibilità che si potesse trattare solo di un commediante con addosso una “maschera digitale” che riproduceva i lineamenti dell’ex premier.

Nel settembre 2017 cominciò a circolare sul web un video in cui Mark Zuckenberg, ripreso a busto intero, dichiarava “di avere il controllo di miliardi di dati personali rubati e di poterli usare per controllare il futuro” con tanto di ringraziamento per la collaborazione alla celebre “Spectre” di James Bond. Non fu il primo caso di storpiatura da DeepFake ma sicuramente il più eclatante. Il dibattito in merito all’utilizzo di questa novità, però, si accese solo nell’estate del 2019.
Prima di quell’estate, qualcuno si era già posto il problema della presunta “pericolosità” del fenomeno: nell’ aprile del 2018 la pagina “Vocativ” pubblicò su Facebook un video in cui venivano analizzate le possibili conseguenze che avrebbe avuto, sulla privacy come sull’etica, l’utilizzo di volti di celebrità famose nei video pornografici – 21 ottobre 2019, ANSA: il 96% dei video DeepFake che girano in rete sono di carattere pornografico.
Nel novembre 2019, “Le Iene” misero in piedi uno scherzo al celebre cantante Fedez mostrandogli una foto di sua moglie nuda al mare. Si trattava ovviamente di un fake realizzato con “DeepNude” definita come l’App “che spoglia le donne senza il loro consenso” (che problemi ha la gente?). Come i VIP anche le persone comuni possono diventare vittime, lo insegna la disavventura di questa insegnante di Quarto (GE).

Già adesso grazie a Instagram e simili si possono apportare modifiche ai volti (anche se in maniera rudimentale) senza troppe difficoltà né competenze di video editing particolari. Basti ricordare la celebre FaceApp, l’applicazione russa che tutti credevano di proprietà di Facebook in grado di invecchiare qualsiasi volto.
Negli anni ’90, guardare un video significava guardare la reale testimonianza di qualcosa di realmente accaduto. I fake esistevano ma nessuno se ne preoccupava: la consapevolezza che ci volesse un grande lavoro dietro portava a pensare che si trattasse di casi isolati, tali da poter considerare la gran parte dei video in circolazione assolutamente genuini.

Ebbene, una rivoluzione del genere quanto influirà sul mondo dei Social?
Che ripercussioni avrà DeepFake sui social dove le immagini e i video “esclusivi e genuini” sono tra i mezzi acchiappalike più potenti? Cambierà la cultura dei Social o addirittura quella dei “Mi Piace”? Potrebbe essere un bel guaio per gli “accalappiatori” di Vip ai cui Selfie in compagnia di personaggi famosi non crederà quasi più nessuno (e quindi niente “like”).
L’universo dei social non è l’unico a traballare, a causa del DeepFake, infatti, anche il mondo dell’informazione rischia grosso: alle dichiarazioni fatte dal politico di turno in video non crederà più nessuno perché ai politici sarà possibile far dire di tutto. Quanti di loro poi si appelleranno a questa cosa per smentire dichiarazioni imbarazzanti o compromettenti? E quanti invece ne approfitteranno per “mettersi in bocca” parole mai dette? Ci sarà il caos tra prove “contro” e a “favore” e nessuno ci capirà più niente. La verità diventerà “assolutamente relativa”. Quindi che succederà? Andrà in vacca anche la politica?
Nel maggio del 2019 Donald Trump ritwittò un video fake di una conferenza stampa in cui le movenze e la voce della Presidente della Camera Nancy Pelosi erano state alterate affinché apparisse reduce da una sbronza.
Se DeepFake fosse nato qualche anno prima penso che gli sceneggiatori di Black Mirror avrebbero pensato ad un’altra trama per la prima puntata della prima stagione.

Cosa accadrà al mondo del cinema? Un’ idea ce la può suggerire la visione di questo “inquietante” video dove gli autori si sono divertiti a sostituire i tratti somatici di Jack Nicholson con quelli di Jim Carrey in alcune scene del celebre film “Shinning”:

Che dire poi dell’App cinese Zao che permette di sostituire il volto dei protagonisti di un film con il proprio.
Condanneremo i nostri attori preferiti a “recitare” nei film anche dopo la loro morte (come nel caso di Carrie Fisher in “Star Wars – L’ascesa di Skywalker”)? Bloccheremo l’affermarsi di nuovi volti e di nuovi modi di interpretare i vari stati d’animo dell’essere umano? In preda ad un delirio narcisista, ci ritroveremo ad essere noi i protagonisti di ogni film che vedremo?
Aprendo una parentesi, si può dire che il mondo del cinema ha già comunque altre beghe da affrontare in merito al proprio futuro, ad esempio l’irruzione della grafica e dell’animazione 3D che finiranno probabilmente con il sostituire definitivamente il cinema fatto con videocamere, scenografia e attori umani. Le cinematiche di Call Of Duty WII (2017) e il recentissimo videogame “Cyberpunk 2077” con un Keanu Reeves completamente “digitale” danno un’idea dello stato attuale delle cose.

Salta il mondo dell’informazione, salta il mondo della politica, cambia il mondo del cinema. Che scenario disorientante!
È sempre bello fare i catastrofisti ma c’è chi dice che è meglio vedere il lato positivo (laddove ci sia); magari, una volta diffusa l’idea che qualsiasi video sia potenzialmente modificabile, qualsiasi immagine o dichiarazione compromettente verrà presa sempre meno sul serio dal pubblico, rendendo complicato il tentativo di sputtanare qualcuno: nessuno crederà alla veridicità di quello che vede e sente. Magari sarà la volta buona che il famigerato RevengePorn perderà di efficacia.
Ma forse è solo un’illusione: di fronte ad una tua foto nuda la gente ride, poco importa se è finta, nessuno resisterà alla tentazione di prenderti in giro e magari rovinarti la vita (quando succede a loro poi piangono). Già si sente crollare la speranza che il CyberBullismo possa diventare solo un brutto ricordo del “Paleolitico informatico”.
Urge un cambio di rotta? Anche fosse poco importa: non sono tanti i casi in cui la gente ha rinunciato ad una “divertente novità” per paura delle possibili ripercussioni negative se non catastrofiche. Se una cosa è divertente la si usa finché non stanca, senza pensarci troppo. Senza contare che a questo corrisponde una domanda di mercato e di fronte alle domande di mercato la paura e gli ostacoli etici si polverizzano.
In questo marasma, Twitter è uno di quelli che ha provato a mettere una toppa: secondo quanto riportato dall’ANSA il 14 novembre 2019, il Social in questione avrebbe annunciato il proprio impegno a segnalare i video DeepFake senza però l’intenzione di cancellarli (a proposito: neanche Zuckemberg fece cancellare il video fake che lo riguardava).
Catastrofismo?

Daniel Nicopòlis

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6 Comments

  • non oso immaginare in questi giorni cosa stiano preparando dalle stanze dei bottoni

    bel articolo …. pieno di spunti per riflettere…

  • e’ davvero incredibile quello che riescono a fare con queste applicazioni. sbalorditivo!
    ma e’ anche assurda la via che stiamo percorrendo. condivido la preoccupazione di Nicopolis per un futuro in cui ci dovremmo sempre chiedere se ci stanno dicendo il vero o il falso.
    che poi gia’ accade… ma in questo senso la questione diventa disarmante e palese
    non saprei proprio come potremmo affrontare queste ambiguita’ nel prossimo futuro

  • uno scenario disarmante. in effetti non avevo pensato a cosi’ gravi ripercussioni di questa roba…grazie Nicopolis. articolo interessantissimo

  • alzi la mano chi non ha creduto al video di jim carrey
    incredibile!!!! ormai non potremo più essere sicuri di nulla

  • mi mettono l ansia le tue parole sul fatto che la gente raramente rinuncia a qualcosa di divertente,non pensando alle conseguenze.purtroppo l esperienza conferma questo comportamento scellerato.
    articolo che fa riflettere. complimenti Daniel nicopolis

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