Concerti al tramonto

Dai tetti di Roma, con #musikaaltramoto, ritorna la musica dal vivo

Quando tre mesi fa tutto si è fermato, abbiamo dovuto affrontare una pausa non richiesta, ma che per molti aspetti ci ha permesso di scalare la marcia, decelerare e fermarci alla prima piazzola di sosta e riflette, cambiare e si spera imparare.
In questa pausa ognuno ha dovuto cercare il suo personale modo per ripartire e reinventarsi, proprio come ha fatto il collettivo di Piccoli Concerti, con la rassegna #musikaaltramonto porterà i concerti dallo schermo di un PC alla terrazza dell’Hotel The Hive di Roma (Via Torino, 6).

Ad esibirsi al tramonto sono stati per prima Diana Tejera, poi The Niro, reduce da un tour con Gary Lucas, autore e chitarrista di Jeff Buckley ed infine Nico Maraja. Venerdì 10 luglio sarà la volta del concerto evento di Andrea Casta & friends.
Piccoli Concerti nasce dalla passione di un gruppo di artisti, amanti della musica e tecnici del settore che insieme hanno creato questo spazio di condivisione della musica, per avvicinare tutti alla musica d’autore e renderla non solo un “sottofondo di compagnia”, ma arte, da scoprire e far scoprire a chi ha sete di conoscenza come noi di Uki che l’abbiamo accompagnata e promossa fin dagli esordi.
Abbiamo chiesto al nostro ukiano Daniele De Sanctis, regista televisivo e fondatore di Piccoli Concerti di raccontarci come nasce l’idea di #musikaaltramonto e di come dalla sua casa, in quarantena, ha deciso che la musica doveva avere ancora il suo posto tra la gente, dal vivo, per trasmettere emozioni e farci appassionare.

  • Dai concerti al PC ai concerti in terrazza. Come nasce l’idea di un concerto dal vivo, in un momento in cui la musica dal vivo si è fermata?

Con il nostro collettivo “Piccoli Concerti”, canale YouTube di musica dal vivo,versione italiana del Tiny Desk, abbiamo iniziato fare le riprese video, in un bar del Pigneto, coinvolgendo i musicisti che ci piacevano a suonare concerti in acustico, per registrarli in video e metterli a disposizione di tutti tramite i nostri canali Social, per avvicinare il pubblico alla cultura della musica. Poi quando tutto si è fermato, mi sentivo spento. Ho provato tristezza ad ascoltare quelli che suonavano alle finestre dai balconi. La musica non è questo. Ho pensato che bisognasse darsi da fare, inventare un modo. La musica è partecipazione rabbia, gioia, racconto, empatia, dal vivo è un’altra cosa, e soprattutto dovrebbe essere un mestiere. Come unire tutto questo, ci siamo chiesti. Abbiamo deciso così di coinvolgere non solo i musicisti ma anche tutti gli operatori, e abbiamo pensato sarebbe stato bello ripartire con i live seduti, anche in luoghi inusuali, per provare a ridare alla musica i suoi spazi.

  • Cosa vi ha fatto preferire la presenza di cantautori all’interno di questo programma di concerti?

L’originalità. La voglia di gridare, di tirare fuori l’anima dal vivo. Il fatto che se diretto e lineare il messaggio ti arriva. La musica è questo, è anima, soul. Abbiamo preferito i cantautori anche perché per un’esecuzione dal vivo, a livello burocratico, entrano in gioco gli aspetti legati ai diritti Siae. Per un cantautore ogni esecuzione dei propri brani permette di non disperdere i propri diritti musicali ed anche il suo mestiere. Chi meglio di un autore interpreta le sue canzoni?

  • Quale potrebbe essere la risposta del pubblico alla possibilità di godersi nuovamente un concerto?

Sinceramente non lo so. Io spero buona, ovviamente, non facciamo mainstream e non siamo famosi, ci piace l’arte. L’arte ha sempre un pubblico a posteriori. Direi che probabilmente tra vent’anni diranno “però era figo quando c’era Piccoli Concerti sulle Terrazze”. Succede sempre così a fare qualcosa. Magari andrà bene.

  • Per chi non potrà essere presente, ci sarà la possibilità di seguire i concerti in streaming?

Troveremo il modo per diffondere il messaggio come gli evangelisti. Noi faremo degli estratti video dei concerti di 20-30 minuti che rilasceremo la settimana successiva sul canale YouTube. Se non puoi esserci almeno lasciamo una documentazione.

  • Questo periodo di pausa forzata ha riscritto le “regole” dello spettacolo, sia giuridicamente che a livello organizzativo, quanto questi cambiamenti hanno inciso sulla scelta di organizzare questi concerti, e quanto pensi che influiranno sui concerti del “futuro”?

Ci sono serviti trenta giorni di lockdown, e seicento conferenze in video, per progettare e risolvere il problema di un live in questo momento. Certe volte bisogna studiare. Ci vantiamo di essere stato il primo organizzatore ad entrare a Roma1, in Siae, perché avevamo trovato la soluzione, dopo ne seguiranno altri. È una scommessa da fare e che probabilmente costerà qualcosa a tutti. Più gente viene coinvolta più il messaggio passa. Il messaggio non è quello del divertiamoci, a tutti i costi, ma cominciamo a valutare bene cosa vuol dire lavorare nello spettacolo. Nel momento in cui non ci impegniamo tutto quello che facciamo è inutile, proprio perché la musica coinvolge tante figure professionali, che devono poter esprimersi, e mangiare grazie al lavoro che svolgono. Dignità. Se trovate un musicista che vi piace comprate il biglietto e andate ai concerti. Se si produce solo a favore di un sistema pubblicitario allora è finito tutto. Vorrei che si spendesse di più per pagare chi fa musica o arte (e se riteniamo che ne vale la pena). Non ha senso vedere un concerto in Tv, bisogna andare a vedere quelli che ci piacciono, dal vivo è un’altra cosa. Lo streaming è un palliativo, non può essere la soluzione ad un problema più grande, chi fa musica o lavora in qualsiasi settore deve poter vivere del suo lavoro.

  • La collaborazione con Piccoli Concerti potrebbe portare in futuro nuove iniziative, innovative, come la rassegna #musikaaltramonto?

Piccoli Concerti è una struttura leggera e collegiale. Le idee non mancano, a settembre saremo al chiuso e ci stiamo già preparando con una serie di iniziative. La musica davvero non si ferma per un Covid e citando Albano “con la musica abbiamo combattuto i dinosauri”… Pensavo di aggiungere un secondo canale con streaming, o una WebTv. Mi piace il Jazz. Magari facciamo un documentario sulla transumanza e i canti popolari. In fondo arte è sinonimo di fare, a noi piace pensare di fare arte ovunque si celi.

Anna Mimmo

I concerti in programma si terranno il:
10 Luglio h.18 > Andrea Casta
I biglietti sono già disponibili in vendita sulla pagina Facebook di Piccoli Concerti

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