Colombre: il mostro dell’oceano indie

Un debutto che riesce a coniugare semplicità espressiva e profondità musicale tra pop e cantautorato

Colombre, nome d’arte di Giovanni Imparato, si è già fatto notare in passato: già nei “Chewingum”, lo abbiamo conosciuto inoltre nel ruolo di co-produttore di Maria Antonietta. Si dedica ora all’evoluzione della sua scrittura, forte di una innegabile schiettezza, regalandoci un debutto più che convincente.
Lanciato dalla ‘Bravo Dischi‘, in collaborazione con ‘GDG Press’ e ‘Panico Concerti’, l’album “Pulviscolo” (registrato in presa diretta) ha un pregio basilare e tangibile: quello di un’onestà diretta e senza orpelli. Fin dal primo ascolto, si manifesta innegabilmente un lavoro energico e fresco che non si risparmia dal catturare l’attenzione grazie ad un sound che non nasconde contaminazioni evidenti e sapienti.
Piacevolissimo tra testi ben scritti e vicini anche alla leggerezza di una fruizione disimpegnata.
Omogeneo, trascinando l’ascolto in un pop che tocca soul e psichedelia lungo il corso di un album che, pur mantenendo la sua energia di base, spazia in relazione ad argomenti e mood.

Si passa naturalmente dall’esplosione ritmica di “Fuoritempo” a quella introspettiva del singolo “Blatte”, che vede la partecipazione di un altro apprezzato artista quale Iosonouncane.
Il nome d’arte “Colombre” deriva dalla penna di Dino Buzzati. Una creatura dei mari, di leggende marinaresche, che sceglie le sue vittime tra i marinai e li perseguita.
Strano a dirsi, ma a noi certe creature fantastiche, sebbene letali, piacciono molto e siamo ben felici di una simile persecuzione.

 

Arianna Franzolini

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