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La produzione di Dopamina non avviene solo quando siamo gratificati dal cibo e dal sesso, ma anche quando postiamo qualcosa su Facebook

La dopamina: questa sconosciuta.. La dopamina è una molecola prodotta dal cervello. La sua produzione non avviene solo quando siamo gratificati dal cibo e dal sesso, ma anche quando postiamo qualcosa su Facebook.. questa la sconvolgente (?) scoperta di uno studio pubblicato sulla rivista Pnas da Diana Tamir e Jason Mitchell, ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Harvard University.

 

 

L’essere umano ha sempre trovato nel cibo e nel sesso momenti in cui sentirsi gratificato (vedi gli eccessi dell’obesità e della ninfomania, per esempio, in cui non si riesce a trovare un limite a questo bisogno di gratificazione e al piacere che ne deriva). Questo sapere è talmente diffuso che anche nella famosissima sitcom americana “Friends”, in un puntata dell’ultima stagione, una degli amici chiede agli altri fra sesso e cibo cosa sceglierebbero. Lasciamo da parte le considerazione sulla impossibilità di vivere senza cibo e la possibilità di vivere senza sesso invece, per quanto il sesso sia estremamente gratificante, e veniamo al punto: quali sono i meccanismi psicologici che producono il piacere che proviamo quando mangiamo di gusto o facciamo sesso con chi ci piace?

Ricompensa e gratificazione: questi sono i due meccanismi alla base del piacere che proviamo. E quali sono i meccanismi fisiologici paralleli? Cioè che si sviluppano parallelamente a questi? Il meccanismo fisiologico è la produzione di una molecola, da parte del cervello, che si chiama dopamina.

Ora, gratificazione e ricompensa sono due processi psicologici. Che questi siano legati a processi fisiologici è cosa data. Ma quanto sono spiegabili, i processi psicologici, facendo solo riferimento ai processi fisiologici? Dove finisce la fisiologia ed entra in funzione la sola psicologia umana?

La dopamina, attenzione attenzione, ci mette il suo zampino anche quando postiamo qualcosa su Facebook o altro social network (parliamo di Facebook perché è il più diffuso e lo citiamo come rappresentante anche degli altri). Questa è la vera notizia che forse vi sconvolgerà.

Ebbene sì: quando condividiamo i nostri pensieri su un social network si verifica un picco di dopamina nel nostro cervello. Ve ne siete mai resi conto? Chi non ha mai utilizzato Facebook come un diario, postando dei pensieri momentanei legati ad una propria esperienza personale, vissuta da poco, con la speranza, inconscia magari, che qualcuno li leggesse? Parliamo in generale di condivisione perché dopotutto anche i post che non ci riguardano ma che abbiamo semplicemente condiviso rispecchiano in qualche modo ciò che pensiamo e/o proviamo, no? Infatti mica li condividiamo tutti! Condividiamo solo quelli che ci fanno sorridere, divertire, commuovere o che ci interessano.

 

Quindi sesso, cibo e Facebook sono le principali fonti del nostro piacere che otteniamo per gratificazione. A questo punto è d’obbligo riprendere la domanda dei nostri amici di “Friends” e ci chiediamo: cosa preferiamo? Mangiare, fare sesso o condividere? Quando è andata in onda la serie Facebook non esisteva ancora! Come potevano mai includerlo? Per rispondere c’è il bisogno di prendere di nuovo la domanda di prima e quindi riproporla: oltre l’apporto fisiologico, quanto apporto psicologico è da riconoscere in queste attività? Cioè, se in tutti e tre i casi anneghiamo in un mare di dopamina, cosa ci porta a scegliere? Per uno stesso apporto di dopamina dobbiamo allora, forse, considerare le differenze di apporto e coinvolgimento psicologico?  Ci sarà pure una discriminante che ci fa scegliere o sesso o cibo o.. Facebook!

Vivere senza Facebook è lo stesso che vivere senza sesso? Si può sostituire l’uno con l’altro? Continuando ad ammettere, come si è fatto prima, che vivere senza cibo è biologicamente impossibile.

Per rispondere a tutte le domande, per renderci facile la riflessione, c’è da introdurre un altro aspetto: facciamo sesso con qualcuno, mangiamo da soli, postiamo stando soli ma sapendo che qualcuno forse leggerà. Questi sono i rapporti umani che si possono rintracciare in queste attività. Ma l’autoerotismo? Cioè fare sesso con noi stessi? Mangiare stando in allegra compagnia di altre persone?

Altra questione si delinea a questo punto, conseguentemente a questa: il voyerismo. Sì esatto! Il piacere che traiamo del guardare, morbosamente o meno -piacere di cui già Platone, filosofo greco vissuto tra 400 e 300 . C., si era accorto. L’uomo è curioso e trae un certa soddisfazione dal guardare. Leggere un post e guardare un film porno è la stessa cosa? Se siamo affamati e vediamo qualcuno mangiare che succede? Quali molecole sono prodotte in questi casi? Sono le stesse per tutti e tre i casi?

Strani parallelismi.. Agli scienziati l’ardua sentenza!

Roberto Morra

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