Cirrone: intervista esclusiva alla band italiana acclamata in tutto il mondo

Un'intervista da urlo ad una band palermitana che porta il proprio powerpop in giro per il globo, e che sta mietendo successi su successi

Innanzitutto sono tre fratelli uniti da una passione smisurata per la musica.
Nati qualche anno fa a Palermo, hanno iniziato proprio nel capoluogo siciliano a suonare nei club.
Piano piano, raccogliendo sempre più fan e consensi, hanno iniziato a suonare anche all’estero, proseguendo un percorso che li ha portati fino alla produzione dell’Ep “Kings For A Night” che è stato presentato a Liverpool in occasione dell’IPO Festival, dove i Cirrone si sono esibiti lo scorso maggio in due concerti al Cavern Club (“The Most Famous Club In The World”).

I successi ottenuti all’IPO hanno poi portato la band dei tre fratelli ad esibirsi in 14 concerti in Inghilterra lo scorso Agosto 2017, grazie anche ai risultati ottenuti su scala internazionale dal loro precedente album “Uplands Park Road”, album che aveva raggiunto il 1° posto in decine di classifiche del genere Powerpop – la popolarità ha raggiunto anche la Gran Bretagna (vedi una la loro performance a Liverpool). Proprio nel Regno Unito, in occasione del loro recente tour, un pubblico numerosissimo, proveniente da Gran Bretagna, USA e da tanti altri paesi, appositamente per assistere alle performance live della band, ha confermato che la musica dei tre fratelli è ormai un marchio riconosciuto nel mondo delle band indie rock.
Tra i tanti concerti (anche due esibizioni al giorno di 45 minuti l’una) ricordiamo nuovamente quelli al Cavern Club, all’Adelphi Ballroom, dove i Cirrone hanno presentato il loro nuovo video del singoloAll Right, All Night”.

Lo scorso novembre a Londra i fratelli Alessandro, Bruno e Mirko sono stati invitati dal bassista degli Yardbirds Chris Dreja, membro fondatore della celebre band rock degli anni sessanta dove hanno suonato i tre chitarristi più rappresentativi della scena mondiale anni sessanta: Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page. Chris Dreja ha invitato la band Italiana proprio per la stima che nutre nei confronti dei tre fratelli.
Ad inizio 2018 la band ha subito raggiunto due grandi traguardi raggiungendo il primo posto nelle Top Charts più prestigiose del settore sia in Brasile che negli USA, ed in seguito a ciò la BBC ha invitato per ben tre volte i Cirrone ad esibirsi in acustico presso le loro sedi (vedi un estratto dell’intervista). Da più di un anno le canzoni dei due album sono trasmesse da decine di radio giornalmente da nord a sud degli UK, Scozia compresa. Tra le tante radio che hanno inserito nelle loro playlist i Cirrone, anche una delle più storiche emittenti private britanniche: Radio Caroline, la prima radio pirata inglese fondata nel 1964 per aggirare il monopolio delle trasmissioni di musica popolare nel Regno Unito e della BBC. È proprio la BBC a partire dal maggio scorso ha invitato la band nei loro studi per ben tre volte per interviste e live in acustico.
Tutto questo senza contare le numerose partecipazioni live in acustico ed elettrico a Rai Radio 1 e Rai Radio 2 (Roma e Milano – vedi una performance a RaiRadioDue), alla RNE 3 (radio nazionale Spagna, studi di Madrid) ed alle numerosissime radio americane e non solo.

Detto ciò ho avuto la fortuna di poter intervistare la band, ed ecco le mie domande e le loro risposte.

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Iniziamo con la prima domanda, una semplice di riscaldamento: andate d’accordo tra di voi, o come ogni buona fratellanza litigate per poi fare pace? Conosciamo molte band con fratelli litigiosi, ed aldilà della battuta, sono curioso di sapere se il processo creativo è di tipo simbiotico o più di confronto.

Sicuramente come in tutte le band formate da fratelli accade spesso che il confronto sia abbastanza acceso, specialmente durante le prove per i live ma una volta sul palco torna la pace e l’equilibrio.
La scrittura dei brani invece nasce quasi sempre da una fase di intima ispirazione in cui ognuno di noi mette giù le proprie idee in forma di demo, a volte utilizzando un semplice telefonino come registratore. Dopo questo primo step il brano viene ultimato insieme in maniera molto democratica, rifinendo arrangiamento, testo e armonie a tre voci. Comunque è tutto molto spontaneo e non ci sono delle vere regole.

 

È chiara la vostra ispirazione rivolta a band come i Beatles, in particolare l’uso delle voci doppiate. Così come è chiara l’ispirazione tratta da altri ambiti musicali. Potete dirci quali sono i vostri musicisti o gruppi preferiti, così da poter rintracciare le vostre radici?

Certamente i Beatles sono stati i nostri primi maestri e diciamo che la loro musica è custodita nei nostri file mentali ma è pur vero che sono state tante le nostre fonti di ispirazione, le prime che ci vengono in mente sono i Queen, David Bowie, Clash, Beach Boys, Led Zeppelin e poi i grandi chitarristi come Jimi Hendrix ed Eric Clapton. In linea di massima veniamo affascinati dagli tutti quegli artisti che hanno il dono di creare la magia attraverso la melodia, cosa che nella musica contemporanea non succede più tanto spesso. Ma allo stesso tempo non apparteniamo alla categoria dei musicisti nostalgici attaccati al passato. Ascoltiamo molta musica di generi diversi e apprezziamo artisti come Damon Albarn, front man dei Blur ed ideatore dei Gorillaz.

 

Abbiamo letto la vostra bio, ma la domanda è sempre la stessa: come avete fatto ad approdare in Uk? Autonomamente, oppure tramite contatti discografici o manageriali?

Tutto ha avuto inizio molti anni fa quando, ancora teenagers, partecipammo ad una selezione per suonare in un grande Festival nella città di Liverpool. Avevamo in programma circa quindici concerti nell’arco della settimana in diverse location della città ed il pubblico cresceva esibizione dopo esibizione. Non dimenticheremo mai l’emozione della prima volta in cui abbiamo suonato al Cavern Club a Mathew Street dove i Beatles hanno mosso i primi passi. L’atmosfera che si respira in quel locale è sempre elettrizzante. I concerti furono incredibili e anche il sindaco volle incontrarci per consegnarci una lettera di congratulazioni. Da allora abbiamo creato un link con l’Inghilterra suonando tantissime volte e partecipando ad eventi a Liverpool, Manchester, Londra, Bradford, Leeds, ecc…

 

Non amo parlare di disco 1, disco 2, disco 3, eccetera, ma di “idea musicale”. Ecco, quale è la vostra idea musicale, ovvero cosa volete dire a chi vi ascolta, cosa volete trasmettere?

La cosa principale crediamo sia trasmettere verità, onestà artistica e spontaneità, non stiamo molto a ragionarci su. Vogliamo soltanto che chi ci ascolta abbia un’idea di chi siamo noi attraverso l’ascolto delle nostre canzoni. Quando questo accade, è una magia che ci ripaga di tutti le fatiche affrontate. La cosa che ci sorprende sempre è veder cantare le nostre canzoni dal pubblico che assiste ai nostri concerti all’estero ed in Italia. Allora li ci fermiamo e pensiamo che tutto ciò è assolutamente incredibile!

 

Altra domanda molto classica. Avete potuto viaggiare molto. Quali differenze avvertite tra Italia e resto del mondo, a livello musicale?

Ti possiamo dire con certezza che in UK il pop, e la musica in generale viene presa molto sul serio. Fa parte della loro cultura. Giovani ed anziani conoscono quel linguaggio e capiscono all’istante cosa tu voglia dire a livello musicale. A New York, Londra o Madrid se suoni un tuo brano inedito si ha sempre la sensazione che sia percepita all’istante dal pubblico. C’è una grande attenzione verso chi propone musica propria. Questo avviene anche in Italia se suoni nei giusti ambiti o Festival.
Altra grande differenza invece la riscontriamo nell’aspetto tecnico. Dalla grande sala concerti al club più piccolo troverai sempre impianti audio di altissimo livello e tecnici di grande esperienza. Purtroppo questa cultura in Italia non è tanto diffusa. Suonando all’estero può anche capitarti che il tuo disco finisca nelle mani di Chris Dreja, bassista e fondatore degli Yardbirds, mitica band inglese della scena rock degli anni 60′. Chris è letteralmente diventato un nostro fan ed ha scritto di noi: Cirrone, band eccezionale che viene dalla Sicilia con voci incredibilmente belle e melodie orecchiabili… Magnifici!
Durante il tour dello scorso Novembre lo abbiamo incontrato nel suo studio di Fulham al sud di Londra, suonando con chitarre originali, ascoltando le esperienze personali vissute da Chris insieme a Jimmy Page, Eric Clapton, Jimi Hendrix, i Beatles, i Rolling Stones, Janis Joplin, solo per citarne alcuni ma anche l’esperienza di Sanremo nel 1966 quando Mike Bongiorno tradusse il loro nome e li presentò come i “Gallinacci”. Inoltre essendo Chris Dreja un fotografo professionista abbiamo avuto la possibilità di vedere tutti gli scatti originali fatti da Chris ai Led Zeppelin ed anche l’originale della storica foto del retro-copertina dell’album Led Zeppelin. Che dire… esperienze indimenticabili!

 

Nel brano “Loves Comes Again”, parlate di Kinks, eppure io ci sento molto Pink Floyd. Mi sbaglio?

“Love Comes Again” è una delle prime nostre composizioni e ci piaceva l’idea di ripescare questo brano ed inserirlo nel nuovo Ep. Sicuramente l’ispirazione è prettamente sixties e rispecchia un po’ quello che ascoltavamo tanti anni fa, Kinks, Beatles e Who. Poi dal vivo capitava spesso di improvvisare questa coda con l’assolo psichedelico di Mirko. In studio abbiamo voluto fissare quel tipo di atmosfera che si crea nei nostri live. E comunque sì, la parte finale di chitarra finale è un po’ Gilmour…

 

“All right, all night”, a mio parere, è il pezzo con il tiro più commerciale, e quindi più efficace. E’ una scelta voluta quella di creare un pezzo più moderno e quindi più appetibile, o era un vostro desiderio sperimentare qualcosa di moderno?

Come sempre niente è veramente voluto. Una grande lezione che abbiamo imparato dai Beatles è quella dell’ecletticità, cercare di non avere limiti dettati dal genere musicale e divertirsi a fare qualcosa di completamente diverso dal solito.
ll nostro singolo “All Right All Night” è stato infatti concepito in maniera differente dal nostro modo usuale di lavorare. Il brano in origine aveva un’altra melodia e anche un testo differente. Dunque abbiamo rimescolato le carte utilizzando la base per sviluppare un brano totalmente nuovo creato a “tre teste”. Lo spunto iniziale è partito da Alessandro improvvisando al microfono: “…Jimmy was a fella who could win and fight, waiting in the street in the dark of the night…”. Improvvisamente avevamo un personaggio ed un nome e da lì abbiamo iniziato a creare una storia, quasi guardassimo un film. In questo caso la musica dal sapore Rock Dance ha anche influenzato il testo.
Il brano infatti ruota intorno al protagonista che vive la notte e trova il suo momento di gloria nel mondo dei club.

 

Parlando sempre di “All right, all night”, la mia personale impressione è che possa essere il punto di svolta della band. Voi che ne pensate?

Come abbiamo detto in tante interviste questo Ep è una sorta di bridge verso il nuovo album che è in fase di lavorazione. “All right, All night” la vediamo come una delle tante facce del nostro stile compositivo, forse un altro paio di brani saranno simili a questo ma il resto del nuovo Lp lo percepiamo come una maturazione ed evoluzione dell’album precedente.

 

Mi avete confessato di essere in periodo di lavorazione di un nuovo disco che uscirà dopo l’estate. Potete dirci qualcosa al riguardo?

Per il prossimo album abbiamo scelto i nostri migliori 13 pezzi che sono stati scritti negli ultimi due anni. Per le persone che già ci conoscono possiamo dire che sarà l’evoluzione del nostro album precedente con un suono più compatto ed attuale. Dal nostro punto di vista pensiamo anche che sarà un disco più rock con brani freschi alternati da ballad, anche con qualche tocco di elettronica. Ancora una volta avremo al nostro fianco Todd Burke, famoso produttore e ormai nostro amico che ha base a Los Angeles e ha già curato i nostri lavori precedenti. Crediamo molto in questo lavoro e non vediamo l’ora di presentarlo al pubblico non appena sarà finito.

 

Avete spesso suonato alla Rai e spesso in BBC. Potete farci anche qui un confronto tra i due mondo audiovisivi?

Trattandosi di emittenti nazionali abbiamo sempre trovato grande professionalità ed organizzazione. Anche negli studi della RNE (Radio Nazionale Spagnola) abbiamo riscontrato grandissima preparazione.
Sapere di andare in onda a livello nazionale è sempre una grande emozione e spesso dobbiamo confessarti che ci rendiamo conto soltanto dopo che effettivamente sei entrato nelle case di migliaia di persone. E la gratificazione è ancora più grande quando realizzi che questo accade a livello internazionale. I nostri brani vengono tutt’oggi trasmessi in Inghilterra, Spagna, Brasile, America e tanti altri Paesi.

 

Potete anticiparci qualche news come concerti, uscite di singoli, videoclip, tour?

Al momento le nostre forze sono concentrate sul nuovo album. Ovviamente nel frattempo continueremo a suonare live e presto saremo nuovamente in UK questa estate per concerti e Festival.

 

Matteo Madafferi

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4 Comments

  • il singolo e’ una figata! bellissimo! non li conoscevo proprio eppure sono una realta’ nostrana importante…
    grazie Madafferi !

  • sono da paura! non li conoscevo. incredibile il successo che stanno ottenendo ed e’ una cosa bellissima
    grazie Matteo per questa segnalazione… un po di vintage rock non fa mai male!

  • bella intervista Matteo,complimenti!
    mi piace molto questa band, un orgoglio nazionale assolutamente da scoprire!

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