Cesare Basile + IOSONOUNCANE @Villa Ada (Roma) – 07/2016

Direttamente dal palco di Villa Ada: si è passati dall'antico siciliano in onore degli 'ultimi', ad un artista che si è confermato ancora una volta uno dei più interessanti della scena musicale alternativa attuale

È una serata tutta isolana quella di mercoledì 6 luglio a Villa Ada: il palco grande ha ospitato il siciliano Cesare Basile e il sardo IOSONOUNCANE.

Ad aprire la serata è stato Filippo Dr. Panico che ha calcato il palco al lato del lago al tramonto.
Filippo presenta i brani dal suo ultimo lavoro “Tu sei pazza” alternandoli alla lettura delle poesie contenute nella raccolta “Una notte, poesie di femmine e bestemmie“. Se non l’avete ancora fatto, ascoltate Filippo e, soprattutto, accaparratevi uno dei fantastici kit allegati al suo disco; già solo per il fatto che il tutto è contenuto in una busta da lettere con tanto di francobollo, val la pena averne uno!

 

basile3Il primo a salire sul palco grande è Cesare Basile, coi suoi ritmi vorticosi scanditi e sottolineati dai tamburi e dalle tastiere.
Devo fare un mea culpa: conoscevo Cesare Basile molto poco, avevo seguito la vicenda legata al suo (legittimo e coerente) rifiuto della Targa Tenco in opposizione alla SIAE ma non avevo mai approfondito la sua musica né tanto meno l’avevo mai sentito dal vivo.

Dopo il concerto di Villa Ada mi sono letteralmente innamorata della sua voce ruvida, dei ritmi impazziti della sua chitarra, della forza delle sue parole. Proprio con le parole ho avuto un rapporto strano: Basile compone non di rado la sua musica in siciliano e, sebbene durante il live mi fosse stato difficile capire cosa dicesse, quelle parole, quell’insieme di sillabe e suoni, hanno avuto un fascino enorme su di me e così, una volta a casa, ho cercato i testi in dialetto, ho capito la poetica ed ho scoperto un cantautore tagliente, impegnato; che canta degli ultimi, dei dimenticati, di libertà, di anarchia. basileE lo fa attraverso il siciliano, dando un tocco moderno alla lingua antica, elevandola ad eternità.

Dopo un cambio palco che è sembrato eterno al pubblico più affezionato ma che ha permesso a moltissime persone di accalcarsi sotto palco, è stata la volta di IOSONOUNCANE.

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I musicisti hanno presentato i brani di “Die“, l’ultima fatica discografica acclamata all’unanimità ed assolutamente a ragione, come il miglior disco del 2015.
L’apertura del concerto è stata affidata a “Tanca” con il suo sapore sciamanico fatto di percussioni incessanti, campanelli vibranti e voci profonde; le luci strobo seguono il ritmo della musica, i corpi del pubblico ondeggiano e il live diventa un rito catartico.
Il concerto, che mischia molto bene brani di “Die” (“Buio“, “Carne“, “Stormi“, “Mandria“…) e da “La macarena su Roma” (“Il corpo del reato“, “Summer on a spiaggia affollata“, “Il corpo del reato“…), vede Jacopo in posizione decentrata sul lato del palco; forse per comodità per la strumentazione o forse per sottolineare la coralità della musicaiosonouncane3
L’esibizione prosegue dritta filata senza pause e senza bis, per un’ora o poco più che lascia il pubblico soddisfatto e ancora desideroso di ascoltare di IOSONOUNCANE; unica pecca della serata i fischi fastidiosi dalla strumentazione.

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L’ascolto dal vivo dell’artista non fa che confermare quanto IOSONOUNCANE sia uno degli artisti più interessanti della scena musicale alternativa attuale.

 

Giorgia Molinari

Foto: Sofia Bucci

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