Bernardo Bertolucci: ricordando l’ultimo regista del ‘900

Sono trascorsi poco meno di due mesi da quando il cinema italiano ha dovuto dire addio al Maestro Bernardo Bertolucci. Un grande regista noto non solo in Italia, ma anche all’estero. Bertolucci inizialmente sembra essere proiettato verso la carriera di poeta, proprio come il padre Attilio, iscrivendosi alla facoltà di Lettere, all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ben presto, Bernardo decide di abbandonare gli studi per inseguire il suo vero amore: il cinema. Muove i primi passi come assistente del grande Pier Paolo Pasolini, occupandosi in particolar modo della sceneggiatura. Dopo i primi contatti con il mondo del cinema, Bertolucci partecipa per la prima volta in maniera attiva alle riprese di un film. Si tratta del set di Accattone del 1961, sul quale conosce Adriana Asti, che diventerà la sua compagna per diverso tempo. Quando dirige il suo primo lungometraggio, La Commare Secca, decide di allontanarsi dal mondo di Pasolini per trovare una sua strada da seguire, basando la sua cinematografia su persone che ragionano individualmente e che si trovano davanti a dei cambiamenti radicali e improvvisi nel loro mondo.

I film che girerà tra la fine del 1960 e gli inizi del 1970 saranno incentrati sul percorso personale di questi individui e ruoteranno intorno all’ambiguità esistenziale e politica, come Il Partner (1968), Strategia del ragno e Il Conformista (1970). Il 1972 è un anno importante per Bertolucci, perché nelle sale cinematografiche di tutto il mondo esce Ultimo tango a Parigi con Marlon Brando e Maria Schneider insieme a Massimo Girotti, creando un vero caso a livello mondiale. Il film molto sensuale e provocatorio agisce come risposta al conformismo del mondo, e i protagonisti sono portati verso la deriva, trovando la trasgressione come unica via di fuga. Le scene presenti nel film suscitarono scalpore, soprattutto in Italia, tanto che la pellicola venne sequestrata quattro anni dopo l’uscita. Come se non bastasse, Bertolucci venne condannato per aver offeso il comune senso del pudore, privandolo per cinque anni dei diritti civili. Ad aggravare ancora di più la situazione, ci fu la dichiarazione di Maria Schneider durante un’intervista a Roger Ebert e al Daily Mail, in cui confermò di essere stata violentata da Brando durante la famosa scena del burro, in accordo proprio con il regista. Dopo lo scandalo e la cattiva pubblicità che distrusse – parzialmente – la carriera del regista, nel 1976 tornò dietro la macchina da presa con il film Novecento (1976), ambientato nelle campagne emiliane dai primi anni del secolo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Di seguito potete vedere una esclusiva infografica dedicata al regista, realizzata da Stampaprint.

Nonostante i problemi derivati dal film precedente, Bertolucci ebbe un cast d’eccellenza, composto da Robert De Niro, Gerard Depardieu, Donald Sutherland, Burt Lancaster, Stefania Sandrelli, Alida Valli e tanti altri grandi nomi del cinema italiano. Il film La tragedia di un uomo ridicolo (1981) con Ugo Tognazzi, inaugura quello che sarà un grande decennio per la carriera di Bertolucci. Nel 1987 con il film L’ultimo imperatore girato in Cina, riuscirà a portare a casa la bellezza di 9 premi Oscar, tra i quali miglior film e migliore regia. Dagli anni ’80 fino agli anni ’90, i suoi set saranno ambientati tutti all’estero come Il tè nel deserto (1990) in Marocco e Il Piccolo Buddha con Keanu Reeves, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti d’America. Gli ultimi film iniziano a distaccarsi dalla tematica raccontata precedentemente, lasciando il posto a storie più intimistiche che non riescono a convincere totalmente sia il pubblico sia la critica. A distanza di pochi anni esce, Io ballo da sola (1996), L’assedio (1998) e The DreamersI sognatori (2003) ripercorrendo le passioni politiche e sessuali di una coppia di ragazzi di Parigi ambientato nel 1968. Negli anni 2000, precisamente nel 2007 viene premiato con il Leone d’oro alla Carriera al Festival di Venezia e nel 2011 con la Palma d’Oro alla Carriera al Festival di Cannes. Dopo questi straordinari e meritati avvenimenti, la carriera e la vita di Bertolucci iniziano ad andare verso la via del tramonto, per problemi di salute. Un tumore e la vita trascorsa sulla sedia a rotelle a causa di alcune complicazioni dovute a diversi interventi alla schiena, sono state le cause che hanno portato alla dipartita del Maestro Bertolucci lo scorso 26 novembre 2018 all’età di 77 anni.

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