Beirut: la città delle meraviglie!

Report esistenziale dal Nero Califfato

Erano gli anni ’70: favolosi, magnifici, ricchi. Il Libano era il centro del Medio Oriente. Principi e star Occidentali, dignitari e aristocratici, Sceicchi e Yacht. Il paese dei cedri era l’attrazione e Beirut la Montecarlo Araba. Macchine di lusso e Champagne vista tramonto, hotel di lusso e passeggiate sulla promenade. Erano gli anni ’70 ed il mondo era in fermento, erano gli anni ’70 e si sperava ancora in un cambiamento. Cambiamento che avvenne…

 

Aprile 1975 la grande catena di alberghi di lussoHoliday Inn” inaugura un nuovo ed avveniristico hotel sulla via De Gaulle, la passeggiata lungo mare, di Beirut. Paese in espansione ed investimenti esteri che arrivavano puntuali. Tre giorni dopo il caos. Tre giorni dopo quel Libano cessò di esistere. Tre giorni dopo i colpi di mortaio impattarono sulla facciata dell’holiday Inn. Tre giorni dopo sono un’eternità, sono un passo indietro dell’umanità, sono la guerra civile.

Il fragile assetto politico, fatto di compromessi, su cui si reggeva il piccolo Stato Medio-Orientale andò in frantumi e le spinte furono tali da portare il Paese nell’incertezza della guerra. La convivenza tra Cristiani e Musulmani, tra sciiti e sunniti e tra bande familiari sfociò in violenze private e rappresaglie casa per casa. Dalle Ferrari alle autobombe corrono 72 ore. Il giorno prima godi il sole primaverile, il giorno dopo imbracci un Kalashnikov.

15 anni di guerra civile. 15 anni di violenze. 15 anni di morte e tragedie. Le madri a Beirut piangono ancora i figli. I padri a Beirut sono sepolti sotto le macerie. Religione, politica ed economia: il cocktail è servito.

 

Ed ora: cosa è rimasto del Libano? Un Paese che faticosamente sta cercando di ricostruirsi. Un Paese in cui convivono le “necessarie” contraddizioni post-guerra civile. Oggi la promenade è griffata Dolce&Gabbana e Louis Vuitton, gli Hotel sono grattacieli e le ragazze girano in shorts. Oggi giri l’angolo e la miseria è proporzionale. Il paese dei cedri, dove i cedri sono scomparsi, è una nuova Dubai. Il Medio-Oriente è in appalto: entrate e fate i soldi. Per chi ancora, e nonostante tutto, crede che gli unici affari siano legati al petrolio: il cemento è molto più fruttuoso e la diversificazione necessaria.

Ma cosa c’entra il Libano con la confusione della Siria e l’avanzata del califfato? Tutto e niente. Avete presente gli esperimenti in laboratorio? Quelli in cui si analizzano determinati dati, isolandoli dal contesto? Il Libano è anche questo. È la prova controfattuale di ciò che accade più in grande nel mondo Arabo. La sua eterogeneità è un mix di pressioni e forze che lavorano in senso opposto.

Da un po’ di tempo, proprio come successe nella seconda metà degli anni ’70 con i palestinesi, il Paese è stato nuovamente “invaso” da un esercito silenzioso, una folla di uomini, donne e bambini senza casa. Una massa indistinguibile di esseri umani si è riversata all’interno dei confini libanesi ed ancora una volta sembra che il piccolo Stato affacciato sul Mediterraneo stia per collassare.

 

I profughi dalla Siria sono già diverse centinaia di migliaia e l’Occidente ha nuovamente deciso di girarsi altrove. Se combattere una guerra sembra un tampone necessario nel breve… creare una progettualità fatta di aiuti concreti è più difficile. Al pane e all’acqua preferiamo ancora le armi ed ai banchi di scuola le mine. Il coraggio nasce dall’interrompere questa catena di violenza, creando, non distruggendo.

Davide Lemmi

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> Tutti Contro Tutti

 

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11 Comments

  • Per quanto riguarda la situazione dei rifugiati Siriani in Libano e del Libano in generale, questo puó aiutare a farsi un’idea. Il governo locale é debole e il 25% della popolazione é composta da rifugiati (e noi pivelli ci lamentiamo di molto meno dell’1%, con tutto che la Germania ogni anno accoglie il triplo dei rifugiati che accoglie l’Italia).

    http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/lebanon_baseline_information_october_2013.pdf

  • quello dei profughi e rifugiati è una delle maggiori piaghe della guerra.sembra come fosse una conseguenza mai presa in considerazione,ma mai come in questo periodo strumentalizzata!!!!!

    • concordo. quello che scrive Valerio è indicativo sulla realta’ dei fatti .
      Lemmi ha ragione poi nel paragonare la storia del Libano con il medio oriente ……….. uno spunto di riflessione rilevante in questo senso .
      Complimenti per questo coraggiosi reportage ..

  • si. suggestiva analisi su cio’ che era e cio’ che ne rimane oggi …..
    il medio oriente e’ un paese affascinante , sconvolto da guerre intestine ed interessi esterni . ormai centro di ogni geopolitica …. povera gente!
    complimenti a Lemme ………….

  • .. a pensare che negli anni ’50 è stata chiamata la Parigi del Medio Oriente, ha attirato Fenici, Alexandro…. e oggi trasformata in un cumulo di macerie dalle religioni che non passano altro che interessi e veicoli politici, mercanti d’armi e ipocrisia del mondo geopolitico! Non esiste più. Un abbraccio.

  • Il Libano è sempre stato un paese appetito anche per un’altra caratteristica, la coltivazione di piante da stupefacenti e la presenza di numerosi laboratori per la produzione degli stessi. Il “Libano” era il campo, Beirut il punto vendita. Mafia familiare prima di tutto. Agganci nel mondo occidentale, complicità. E poi a metà degli anni settanta quello che dice Lemmi…Il Libano sembra adesso un’entità separata dalla sua capitale. Come sempre, e come sempre lo scenario è sempre più confuso. Aspettando che le infiltrazioni dell’IS divengano un’invasione.

  • VALERIO: L’Italia non e’ la Germania, non deve diventare il libano e i rifugiati LE FAMIGLIE.. di siriani non sono maree di giovani UOMINI.. alti 2 m. non schedabili, probabili delinquenti avanzi di galera analfabeti senza scrupoli come i neri d Africa, clandestini in cerca di fortuna, divertimento e donne,capre,cavoli e galline da stuprare. E evidente che dietro c’e un disegno geo politico insano e va fermato, se non per noi “egoisti” almeno per amor di chi diede la vita in passato per le nostre colline mari fiumi campagne e citta’ Italiane.
    CRIMINALE SAREBBE LASCIARE CHE LVENGA TRASFORMATA IN PATTUMIERA DORMITORIO DA UNA MOLTITUDINE DI ESSERI POCO UMANI E MOLTO SCIMMIE “ANIMALI.” senza offesa x gli animali.

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