Aspettando la Quaglia…

Tutte le notizie analizzate da un temibilissimo pennuto

Cari stagionati,
sono contento di esser tornato fra voi anche se sono certo che qualcuno romperà le palle chiedendomi di fargli toccare i buchi dei chiodi nelle mie mani. Sono resuscitato, non vi basta come notizia o volete per forza puntualizzare su ogni particolare?
Sono tornato e sono carichissimo.
No, scherzavo, non ho un cazzo di voglia di scrivere in questi giorni, e penso che finito questo primo pezzo andrò in letargo fino a Marzo.
Ho usato il termine “stagionati” perché è di stagione che si parla per i tre mesi da poco trascorsi almeno in gergo turistico, ed io sono un operatore turistico in quanto capo animatore, cioè sono stato pagato per fare il cazzaro, cosa che mi riesce piuttosto facile.
Beh, a parte il cazzaro, un capo animatore deve semplicemente organizzare il lavoro quotidiano di un intero staff, progettare gli eventi di una settimana, realizzare spettacoli, aprire e chiudere le giornate con i briefing, relazionare ogni settimana l’attività ai propri responsabili, interfacciarsi con lo staff dell’hotel, del Bagno, con gli ospiti, occuparsi della documentazione, motivare continuamente i propri colleghi, tappare i buchi, parlare al microfono per ore, pubblicare centinaia di foto sui social.
Poca roba, insomma.
Quello degli operatori turistici è un grande mistero, perché nessuno riesce a spiegare come mai si lavora per sessanta ore alla settimana e ne vengono pagate più o meno venti, ma credo che il mistero più grande sia l’esistenza stessa dello stipendio, perché secondo me sono i dipendenti a dover pagare i propri datori di lavoro.
Ma sì, certo, siamo noi a dover pagare chi ci da il lavoro, e basta con questa seccatura dello stipendio, che poi quando arriva la busta paga tanto non ci si capisce un cazzo.
Io che vedo lungo -ed è sempre stato così sin da quando da piccolo rubavo i poster di Patisy Kansit ai miei fratelli più grandi sapendo benissimo che ne avrei avuto bisogno da adolescente– credo che il colloquio di lavoro prima o poi si svolgerà con il datore che spiega al candidato in cosa consiste il posto offerto, e il dialogo avrà più o meno i seguenti toni:
– Beh, adesso sa in cosa consiste il lavoro che le offriamo, mi dice che tipo di stipendio vorrebbe corrisponderci?
– Mah, guardi, considerando che non percepisco reddito da sette anni, e che l’unico aiuto che mi arriva è quello di mia nonna con la sua pensione, potrei darle non più di trecento euro al mese..
– Ah, giovanotto, non si mortifichi così, lei è simpatico e sicuramente un ragazzo in gamba, lo vedo dal suo curriculum, secondo me dovrebbe darci almeno novecento euro.
– Beh, ma non so dove andarli a prendere.
– Ah non si preoccupi che il modo lo trova, e poi non faccia come tutti quelli che si lamentano perché non c’è lavoro e poi quando ne trovano uno lo rifiutano..
– Sì, ha ragione, allora va bene novecento. Dove devo firmare?
– Oh non si preoccupi della firma, abbiamo ripreso tutto con una videocamera, lei ha già stipulato con noi un contratto verbale unilaterale, le do il benvenuto nella nostra azienda.
– Grazie, lei è molto gentile.

Una bella pacca sulla spalla, e via.
Ehi ma la Quaglia non dovrebbe far ridere? Perché sto pezzo è così serio?
Ah è serio? E non ti fa ridere uno che cerca lavoro?

 

Comunque, non ho letto notiziari per quasi tre mesi, ed ero preoccupato di aver perso troppi eventi prima di tornare con la Quaglia, ma quando l’altro ieri ho acceso la tv ed ho visto il telegiornale ho tirato un sospiro di sollievo ed ho pensato “Wow, per fortuna non è cambiato un cazzo”, così mi sa che potrò riciclare qualche vecchia battuta.
Sì, amici miei, stare lontani dal mondo reale per un po’, mi aveva fatto dimenticare di essere governato da un criceto, ma pian piano la memoria mi sta tornando anche mentre scrivo, ed improvvisamente mi tornano in mente la Grecia e la sua infinita lotta fasulla contro l’Europa, immigrati sì immigrati no, Angela (per gli amici “Anghela”) Merkel, 80 euro di vaselina al mese, le pensioni d’oro, le bolle speculative americane, gli Illuminati che porca vacca non sanno tenere il segreto e si fanno scoprire tutti i secoli da qualcuno, Johnny Depp bruttissimo ma Mickey Rourke non lo batte nessuno, il fantascientifico vuoto legislativo sul mondo dello spettacolo e del turismo in Italia, la teoria delle stringhe che neanche chi l’ha elaborata la capisce più, la spazzatura per le strade, le sparatorie da far west, le guerre nel mondo, il Nesquik che qualcuno ha deciso di arricchire di vitamina d, ferro e zinco e adesso sa di latta, l’acqua pubblica per referendum in mano ancora ai privati, le alluvioni, la ricchezza folle dei calciatori, l’Expo di Milano che sta andando benissimo tanto nessuno controlla e comunque anche se va male i soldi ce li abbiamo messi noi, assicurazioni/case automobilistiche/commercianti di carburante/proprietari di autostrade/petrolieri tutti con gli stessi amministratori delegati, divieti di fare gavettoni…
E l’ultima è la più grave di tutte: divieto di fare i gavettoni in spiaggia a ferragosto.
Mi piange il cuore, quel giorno era fantastico, tutti bagnavano tutti, senza limiti di età, e l’intera riviera adriatica diventava una grande festa.
Adesso le spiagge sono morte, tutti in silenzio con lo stramaledetto cellulare in mano, la sera non si possono più accendere i falò, cantare e suonare, chiacchierare, prendersi sbronze e fare l’amore.
Sì, stare lontano dal mondo reale per un po’ mi ha regalato l’illusione di vivere in un mondo sano, ma di sano non c’è nulla, tranne la luce di speranza che solo un piccolo pennuto può regalare una volta alla settimana.
Signore e signori, bentornati al Giorno della Quaglia.

 

Roberto D’Izzia

 

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