Archetipi (Part. 1): manuale per conoscere il mondo… ma non solo.

Ci sono ancora gli Archetipi? Esistono? I Massoni dicono di sì, è vero? E se esistono, dove diavolo sono? Possiamo vederli? Studiarli?

Mi fa piacere, devo ammettere, che in molti abbiano accolto quanto ho detto sugli Archetipi in modo positivo. Mi fa piacere anche vedere la vostra partecipazione al discorso, ho avuto modo di leggere quanto commentato e sono contento che qualcuno abbia un’idea abbastanza precisa di cosa si stia parlando. Colgo ora l’occasione per scusarmi del mio “silenzio stampa”, ma fra le mie fan che mi cadono ai piedi ed i giornalisti….
No, scherzo, però le scuse sono serie, sono una persona che senza fare nulla si ritrova molte cose da fare.

Detto questo vorrei sottolineare che io non voglio dimostrare l’esistenza degli Archetipi e nemmeno dimostrare il contrario, come al solito tento goffamente di pormi dalla parte della ragione sperando di dare un’idea dell’argomento, lasciando a voi le conclusioni. Reputo quindi opportuno ora andare ad osservare più da vicino i fatti storici, i fatti osservabili ed i fatti esoterici, facendo emergere le cose che non ci tornano.

Vorrei prima però sottolineare l’importanza che questo argomento ha per me e per gli studi che vorremo affrontare. Le scuole esoteriche, le sette ed alcune religioni, hanno approfondito questo argomento. Gli Archetipi sono fenomeni, immagini e simboli intrinsechi all’uomo, questo dice la teoria. Da quale parte della nostra psiche provengano non è chiaro, forse da una parte a sé stante, forse dall’inconscio, forse da tutt’e due.

Se l’esistenza di questi si potesse provare con certezza potremmo capire ogni sfaccettatura più oscura dell’uomo, potremmo non avere più misteri inerenti all’esistenza dell’essere umano. Si potrebbe evitare di avere un punto di vista sempre impreciso e relativo delle cose esistenti ma, finalmente, oggettivo e univoco per tutti (ma non era questo l’obiettivo della scienza?). Potremmo avere risposte chiare a domande chiare. Potremmo scoprire le capacità più nascoste dell’uomo.

C’è di certo che questi sono stati l’oggetto di studio di tutte le dottrine, da sempre. Vedremo allora in che modo si sono presentati nel corso della storia. Provate a seguirmi perché per quanto possa essere interessante può essere anche molto complicato.

Partiremo subito con i fatti storici perché alla fine a noi la storia ci piace.

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Abbiamo detto quindi che gli Archetipi sono, in poche parole, delle immagini intrinseche all’uomo che corrisponderebbero ad alcuni aspetti della realtà; queste immagini vengono poi riproiettate consciamente o inconsciamente dall’uomo nel mondo attraverso i simboli, poiché questi sono un linguaggio universale: l’immagine va oltre le parole.

Quando parlo di questo con le persone prendo ad esempio il “Libro dei Mutamenti“, forse più conosciuto come “I-Ching“, scritto da… Fu Hsi, o Xi (la stessa divinità da cui i massoni hanno ripreso le simbologie del compasso e della squadra), come vi pare. Si tratta di un antico libro cinese che spiegherebbe l’arte divinatoria. A noi questo aspetto stregonesco non interessa, piuttosto potremmo trovarne apprezzabile la metodologia.

Gli I Ching sono sessantaquattro esagrammi, a loro volta composti da due trigrammi. Cos’è un trigramma? Sono tre lineette una sopra all’altra che possono essere continue, spezzate o alternate, ecc… I trigrammi sono otto e indicano: Cielo, Terra, Tuono, Acqua, Monte, Vento, Fuoco e Lago. Due di questi, uniti, comporranno un esagramma che a sua volta avrà un significato, per esempio: Montagna (sotto) e Terra (sopra) fanno l’Umiltà.

Come si divina con questo metodo? Ve lo spiego in soldoni: si pone una questione e viene estratta, in un certo modo, la carta corrispondente. Oppure, e qui si fa curioso, si prende un esagramma che corrisponde ad una situazione esistente (ad esempio “La disgrazia”), si estrae un esagramma con un metodo casuale e l’incontro fra i due formerà un terzo esagramma che descriverà una situazione futura.

A noi però, come detto, questo aspetto non interessa più di tanto. Cosa è interessante? L’idea di base. Prendiamo la realtà come una torta e dividiamola in 64 (numero degli esagrammi). Questi 64 derivano da 8 trigrammi. Perfetto, ecco come abbiamo descritto tutta l’esistenza, ecco come la governeremo. Il “Libro dei Mutamenti“, scritto almeno nell’anno mille avanti Cristo, porta in sé una saggezza sconvolgente rispetto ai tempi. Dice infatti che i mutamenti, in sostanza, sono osservabili e comprensibili se si conosce la realtà e come questa agisce.

Soprattutto però tutto questo è possibile partendo da un presupposto, che i trigrammi siano all’interno di noi, quindi siamo noi a creare i mutamenti, solo che non sappiamo accorgercene per svariate motivazioni. Insomma, i cinesi non credono a stronzate di alcuna sorta, hanno creato un metodo esoterico pseudo-scientifico (vedi la prefazione di C.G Jung agli “I-Ching” per capire come la “sincronicità” di questo metodo possa davvero allinearsi ad una visione scientifica della realtà, soprattutto alla luce dell’attuale fisica quantistica) ed hanno dato dei confini alla realtà manifesta e non. Questo è il motivo per cui il Taoismo ancora oggi sopravvive, perché di quanto esiste nel mondo di più non si può dire.

Non ci importa che il metodo divinatorio funzioni, ci importa che così anticamente è stata pensata.

Gli Archetipi dunque altro non descriverebbero che la realtà. Prendiamo in esame l’immagine di Dio o della divinità, prendiamo in esempio Göbekli Tepe. Questo è il più antico tempio esistente al mondo, databile dal 11000 al 9500 a.C. circa. Essendo così antico, gli storici rimasero sbigottiti, tutte le loro credenze dovettero invertirsi.

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La storia prima del 1963 credeva fermamente che la religione fosse solamente una naturale conseguenza dell’aggregazione sociale: dobbiamo sopravvivere dalle tigri, ci mettiamo assieme, sopravviviamo, evviva il dio tigre, lui che ci fa tanta paura.

Invece no, pare proprio sia l’aggregazione sociale a provenire dalla religione. Infatti la costruzione di questo tempio ha impiegato centinaia di uomini (?) e una durata di cinque secoli circa. Numeri che fanno paura rapportati al tempo in cui è stato costruito, segno di una civiltà nutrita ed organizzata, uniti per un’unico credo.

Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University, ha detto a proposito del sito: «Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambia completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate. Le teorie sulla ‘rivoluzione del Neolitico’ hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà. Ma uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città e solo dopo i luoghi di culto. Ora, invece, sembra che la religione sia apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani; anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città».

Elettrizzante, davvero. Degli storici qui ci vengono incontro fra cui Klaus Schmidt, sostenendo che il mito dei monti di Du-Ku della cosmogonia sumera parlava proprio di questo antico tempio turco. In questi monti sarebbero esistite le prime divinità (non dotate di nomi individuali, ma semplici spiriti, retaggio degli spiriti sciamanici) e i Sumeri ritenevano che l’uomo vi avesse appreso l’agricoltura, l’allevamento e la tessitura.

Questo stesso fenomeno lo vediamo nella mitologia norrena: Odino arriva da Asgard con il suo popolo di giusti e conquista le terre in cui nacquero i vichinghi a sfavore degli indigeni. Pare che questo corrisponda ad una realtà storica. La penisola scandinava era originariamente abitata da una civiltà di cacciatori-raccoglitori (se vogliamo degli pseudo Lapponi) che venne soppiantata da una civiltà più solida ed avanzata, cacciando da queste terre i “selvaggi”.

Stessa storia della mitologia norrena anche nel mito del popolamento delle isole giapponesi, puri contro impuri che riproporrebbe la venuta dei popoli abitanti della penisola coreana in Giappone a sfavore degli Ainu, un popolo da sempre ritenuto malvagio.

I miti sono questo in sostanza, riproposizioni fantastiche di fatti reali, racconti storici, e vale per tutte quante le religioni/civiltà. Perché noi, però, le vediamo spesso e volentieri come fantasie, favolette o cavolate buttate là da qualche furbo? Perché non abbiamo idea di come interpretarle!

Questi racconti infatti si servono troppo troppo troppo spesso di quei simboli ermetici detti Archetipi. Se non sappiamo il vero significato di queste immagini, come possiamo credere di conoscere la religione? O l’arte? O altro, insomma?

I simboli dei quattro evangelisti altro non sono che i nomi delle costellazioni site nei quattro punti cardinali ai tempi dei Babilonesi. Perché? No, non vi so dare una risposta chiara, purtroppo so che nemmeno voi sapreste darla a me (a meno che non vi convincono le teorie riguardo l’origine di una “religione stellare“).

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La domanda più importante di tutte è: SE gli Archetipi sono un principio universale che ci è sempre appartenuto, SE questi servono a comprendere miti, leggende, superstizioni e religione scoprendone l’enorme significato, SE questi a noi servono per comprendere il mondo ed i suoi composti, SE comprenderli, domarli e conoscerli può renderci immagini divine come furono i costruttori di Göbekli Tepe per i Sumeri… ora, gli Archetipi, dove sono?

Ci sono ancora? Esistono? I Massoni dicono di sì, è vero? E se esistono, dove diavolo sono? Possiamo vederli? Studiarli?

Forse, forse no.

Lo vedremo presto..

Claudio Del Conte

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> ARCHETIPI (Part. 2)

 

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12 Comments

  • È ancora poco scientifico, non dico oggettivo, ma scientifico… come queste innate immagini naturali riescano ad imprimersi nella nostra mente pratica

    • Se ti tornano le equazioni della fisica quantistica secondo un epistemologia olistica, la risposta sta nella morfologia cosmica che, essendo tutto un unico sistema unitario , si trasmette nella morfologica genetica di ogni essere vivente .

        • qualche anno fa fecero una ricerca che dimostrava come i principi base della geometria sono innati nell’uomo, in quello studio persino i membri di una popolazione amazzonica a digiuno di qualsiasi formazione scolastica, risultavano essere migliori di adulti e bambini occidentali nella risoluzione di problemi geometrici semplici. quindi i fondamenti essenziali della geometria sono dentro di noi fin da bambini: non ci sarebbe bisogno neanche di studiarli
          l’uomo geometrizza l’ambiente circostante sotto la spinta adattiva,e può farlo perchè riconosce dentro di se, in modo, intuitivo, le proporzioni geometriche in natura…..Allo stesso modo i bambini intuiscono più facilmente la musica, su questo si sono intuiti e creati gli Archetipi… e perciò i mantra e quindi i mandala, i simboli, le scritture ideogrammatiche…..fino a tutta la filosofia ermeneutica basata sulla numerologia,ossia rapporti matematici estrapolati dalla morfologia geometrica della natura universale.

  • penso che la cosa migliore a parte gli Archetipi che non conosco sia conoscere le ragioni prime che spingono alcuni uomini a formare logge segrete di qualsiasi tipo. La cosa è assai semplice e come tutte le cose semplici non vengono considerate. Premetto che per non fare di tutte le erbe un fascio alcune di queste sono mosse semplicemente dalla paura di non avere un tozzo di pane per cui più o meno inconsapevolmente lo tolgono agli altri….vecchia storia!—Tutte le altre, assai più numerose sono composte da poveracci che per conquistare lembi di morbida pelle si riuniscono in anfratti più o meno muscosi gabellando a se stessi e agli adepti che quello è solo un mezzo e non un fine. Ovviamente è il contrario. Quello che però è disarmante è la concupiscenza delle femmine. Mi rifaccio come esempio a latere ad un fatto conosciuto anni fa quando non era stato scoperto il sexiviaggio. Una donna tedesca molto stimata per la sua moralità, ogni anno si recava in Marocco per una vacanza desertica e una amica molto ben informata disse che i beduini del luogo erano molto contenti d’accompagnarla nel suo girovagare fra dune e posti esotici…….Povera figlia, doveva pure sfogare le sue voglie in qualche modo e perchè non il deserto. Quindi ritornava a casa…casta come vergine del deserto. In questo caso ovviamente non si può parlare di aggregazione ma l’esempio in qualche modo calza. Il fatto truce è che questi poveracci aggregandosi e ricattandosi a vicenda provocano disastri nella società. 

  • tutto questo è il frutto marcio di come vengano sfruttate determinate conoscenze in primis proprio da queste sette segrete.
    interessante pero’ e’ il discorso di del Conte sulle origini delle speculazioni esoteriche. tutto parte dagli archetipi…..vero….. e mi ricollego con Miccia confermando che sempre piu’ ricerche dimostrano come le doti matematiche nei bambini, in eta’ pre-scolare, siano fortemente legate al loro innato e primitivo “senso del numero”, chiamato dai ricercatori “sistema numero approssimativo”.
    Il senso del numero e’ fondamentale per tutti gli animali……
    Noi umani lo utilizziamo ogni giorno per stimare con un colpo d’occhio il numero di posti liberi al cinema o quello delle persone in un incontro. Ed e’ una capacita’ misurabile, anche nei neonati
    Quindi, poiche’ la natura segue degli schemi geometrici, ovvio che anche la nostra natura (fisica e mentale) ne riprende il funzionamento….anche attraverso intuizioni innate quando entra in gioco il pensiero astratto (poi ancor di piu’ quello pratico) e il linguaggio.
    se si seguono queste innate immagini , salendo via via la scala verso l’alto, si troveranno immagini primordiali, nei pressi della cosmogonia ….. che a quanto pare sono state appunto usate per descrivere il mondo dai saggi antichi

  • gli i – ching sono uno straordinario strumento di conoscenza dell’universo . basta leggere la prefazione di jung per capire quanto rigoroso e accertata sia la loro validita’
    ci sono cose nell’ universo che girano in un certo modo da millenni …. sono cose immutabili, come la volta celeste , riferimento per i movimenti terrestri o le circumnavigazioni , allo stesso modo i mutamenti della vita possono essere slegati leggendoli attraverso la chiave di lettura di quei riferimenti eterni nell’ universo
    le religioni nascono da questo ……

  • ed ecco che è appunto la religione (o comunque un senso spirituale del trascendente), come scrive del conte, a fare la società …. nel bene e nel male

  • infatti se con Göbekli Tepe la religione è apparsa prima o insieme alla civiltà significa che quelle popolazioni sono nate già intorno ad un corpus di conoscenze spirituali ed esoteriche ben strutturate…..quindi o si crede all’intervento alieno, oppure nel Neolitico, attraverso le società gilaniche, i saggi asceti avevano già intuito le basi della geometria sacra del cosmo attraverso la meditazione trascendentale e la loro capacità di vedere tutte le dimensioni dell’universo (aiutati dalle piante psicotrope che rivelò la natura sostanzialmente energetica della realtà….e di come quelle frequenze si trasferivano nella materia -vedi la cimatica)….come riportano alcuni riferimenti scritti già qui su Uki da Fatale. interessante in questo senso è lo speciale sulle religioni, a partire da qui: http://www.ukizero.com/dio-e-un-fungo-allucinogeno/

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