“In alto mare”: il romanzo distopico del giovane Gianluca Giombi

Bookabook: una forma democratica di selezione culturale

Nell’era del digitale ognuno di noi può essere protagonista. Il copione e la scenografia non sono ancora chiari ma poco importa. In questo marasma individuale è necessario che si possa essere in vetrina anche per i motivi più disparati.

E se invece si cambiasse prospettiva? Se Internet potesse essere un’occasione per promuovere un prodotto e non un individuo? Se la si smettesse per un attimo di concentrarsi su chi sta mangiando cosa o su quale sia l’autoscatto migliore? Ebbene esiste un piccolo angolo remoto del cyberspazio che tenta di navigare in questa direzione.

Bookabook è un sito che promuove libri. Storie scritte da autori emergenti che cercano di essere pubblicate. Chiunque può inviare il proprio romanzo che sarà poi sottoposto ad una selezione sulla qualità dell’opera. Se l’esito dovesse essere positivo, il testo verrà inserito all’interno della piattaforma. A questo punto comincia la campagna!

Si hanno 180 giorni di tempo per raccogliere i fondi necessari per far sì che il romanzo venga editato e distribuito. Chiunque può sostenere un’opera tramite varie tipologie di offerta. È possibile scaricare un’anteprima gratuita e, eventualmente, effettuare il preordine per l’intera opera. Una forma democratica di selezione culturale. Una piattaforma anomala in un universo così carico di superficialità.

Naturalmente dietro ad ogni opera risiede un autore. È anche possibile prendere contatto con i vari scrittori per curiosità, riflessioni o anche solo per dei commenti. È qui che risiede il cambio di prospettiva. L’utente viene spinto dalla propria curiosità verso chi ha redatto l’opera che rimane al centro del progetto. Altro che selfie…

 

In alto mare” del ventiquattrenne Gianluca Giombi è un romanzo all’interno di questa piattaforma.

Un Paese – l’Italia – lacerato da un progresso tecnologico accompagnato da un inesorabile regresso umano e ambientale. Un muro posto a dividerne destini e fortuna.
La necessità di arginare il fenomeno migratorio prima, e il bisogno di selezionare i destinatari di un sempre più elitario benessere poi, ne hanno giustificato la costruzione.

Guardie armate ne sorvegliano l’intero perimetro. Tra queste, Giuseppe, un giovane idealista che spera ancora in un futuro migliore. Mauro, suo padre, ne condivide l’elevato spessore umano, offrendo le sue competenze mediche al San Camillo, l’ospedale del lato Sud, dove non si cura solo la malattia ma anche la disperazione.
La monotona routine che scandisce le giornate di Giuseppe è solo spezzata dall’incontro con Anna, incontro destinato a cambiargli per sempre la vita.
Anna e Giuseppe, fisicamente separati dalla presenza, fissa e immutabile, del muro, riscalderanno i loro cuori al fuoco di una (forse) salvifica passione clandestina. Anna per Giuseppe altro non è che il rifugio sicuro dove esiliarsi dall’ostilità del mondo esterno; è il caldo abbraccio dell’estate dopo mesi di gelido inverno. Il frutto del loro amore, quasi come una benedizione, costringerà i due, con l’aiuto di Mauro, a pianificare una fuga.
Riuscirà il loro amore a vincere l’odio e il pregiudizio?

In alto mare” racconta una storia corale di marginalità; non elegge un protagonista capace di elevarsi sopra gli altri, ma li posiziona tutti sullo stesso piano tanto da far sospettare che il vero protagonista della storia non sia altri che quel muro che divide di netto un paese e tutto ciò che in quel contesto storico rappresenta.
I personaggi di questo distopico romanzo altri non sono che testimoni del tempo, capaci di rappresentare un avamposto di resistenza, nell’ostilità circondante. Anche l’ecosistema, ormai esausto, presenta il proprio conto. Intense nevicate e piogge continue fanno da sfondo all’incedere del romanzo che, muovendo da un piovigginoso novembre, giunge fino al cuore della primavera. E non sembra casuale che il romanzo si chiuda prima dell’arrivo dell’estate.
L’autore lascia volutamente fuori fuoco l’esito di una vicenda che parla anche di speranza, poeticamente reificata in un «fiore in un giardino ricolmo di spine». O una rosa che sboccia in mezzo a una distesa di neve.

Se vuoi sostenere Gianluca ordina una copia di “In alto mare” su Bookabook!

 

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