Alla riscoperta di “Medicus” (“The Physician”)

Il racconto di una storia sofferta, tra superstizioni, fede e verità scientifica

Medicus” di Philipp Stölzl, il film basato (liberamente) sull’omonimo romanzo storico di Noah Gordon, prende l’avvio nell’Inghilterra medievale dell’XI secolo, un luogo dove la medicina è regredita in maniera drammatica e dove le cure sanitarie vengono prestate da cerusici ambulanti, molto più simili a giocolieri da strada che non a veri dottori. Uno di questi cerusici è un uomo di nome Barber che si sposta di villaggio in villaggio con un carrozzone che funge da ambulatorio per praticare salassi, estrazioni di denti e cure fantasiose. Per attirare i futuri clienti, usa delle tecniche da imbonitore da fiera, lusingando le donne e promettendo guarigioni impossibili.
Tutte le conoscenze del passato sembrano essere state dimenticate e gli studi che permetterebbero di apprendere ed evolversi hanno subito una battuta di arresto. La pratica della dissezione dei cadaveri a scopo di studio è proibita dalla Chiesa, e nessuno osa contravvenire al divieto pena l’essere accusato di stregoneria e arso vivo.
In un misero villaggio avvolto nelle tenebre dell’alto Medioevo, in cui si lavora in miniera per un tozzo di pane e vige l’autorità di un clero oscurantista, un bambino di nome Rob Cole vede morire la propria madre di “mal di fianco” – la futura appendicite. Il bambino dopo la morte della madre si avvicina a Barber, che gli insegnerà le basi della medicina, oltre a diversi giochi di prestigio. I due instaurano un rapporto di affetto seguendo la più classica dinamica del vecchio errante solo e burbero e del giovane volenteroso che meriterà la fiducia del maestro salvandolo in più occasioni. Le loro strade si devono però dividere.
Col passare degli anni Rob capisce che vuole di più e divenire un medico a tutti gli effetti ma, per poter soddisfare il bisogno di conoscenza, deve rivolgere la sua attenzione allo studio dove la materia è più progredita: in Persia dal “Principe dei MediciIbn Sina (Avicenna, personaggio realmente esistito).
Rob decide di imbarcarsi per il Medio Oriente; ma in terra musulmana i cristiani vengono uccisi a vista, mentre gli ebrei sono tollerati. Così, al modico prezzo di un’autocirconcisione nel deserto, Rob imparerà con sorprendente velocità a vivere e comportarsi come un ebreo praticante.
Arriva nella città di Ispahan e accettato nella madrasa inizierà il suo viaggio verso la conoscenza.

 

Le vicissitudini di Rob Cole nel compiere il suo destino, vengono accompagnate da una parabola illuminista sul tema della ricerca della verità contro il dogma delle religioni.
Nel buio di una cantina siamo toccati dalla meraviglia di riscoprire al lume di candela come siamo fatti dentro.
All’Università di Ispanhan diviene l’allievo prediletto e l’assistente di Avicenna. L’arte di Rob Cole non ha rivali: la sua vita sarà una lotta contro la sofferenza e la morte.
Questo è solo uno dei temi affrontati, oltre a quello della tolleranza religiosa, dello scontro tra potere religioso e potere politico, della lotta per il bene comune, il tutto senza rinunciare a raccontare di un amore proibito e di una guerra civile.
Un viaggio decisivo e affascinante attraverso il mondo storico del Medioevo euroasiatico, per scoprire antiche e nuove pratiche mediche e il mondo etico dei valori umani.

 

Katia Valentini

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