Agricoltura Biologica: differenze tra Biodinamica e Naturale

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Questa RUBRICA parla di quel “consumo” incivile fatto da una società mercificata, la nostra; la stessa che qui prova a resistere con gesti locali e altre forme di autodeterminazione culturale (ispirati non di rado dal ‘mangiar e bere bene’)… mentre quel carrello della spesa si è smarrito in un momento di disattenzione del suo aguzzino

Il testo di legge arriva al Senato con il titolone di “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico” e “Norme in materia di produzione biologica” dovuto alla crescente richiesta di prodotti sani e certificati in Italia, e cito il testo: «per lo sviluppo di produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente e delle risorse naturali».
Il testo strambo così partorito ha avuto una gestazione lunghissima, e non accontenta nessuno, ma almeno integra, con la ricezione del testo originale della Commissione Europea del 2007, la prima legge del 2011 carente di tutta una serie di voci allora non prese in considerazione. Nella legge precedente si stabilivano quasi unicamente gli enti di certificazione e controllo del Ministero, della Regione e le autorizzazioni ai certificatori AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). Il testo attuale integra e amplia già il contenuto in aula dal 2013; vedrà forse la luce a maggio? Del 2019 forse (sebbene ad oggi non sia ancora entrato in commissione).
Il Moviemento 5Stelle ha già promesso modifiche, quindi forse se ne riparla fra un anno. Ma cosa dice il testo licenziato dalla Camera? E perché nessuno è d’accordo?

Partiamo dal caposaldo: cos’è e cosa s’intende per Agricoltura Biologica

Biologico è un sistema di coltura e allevamento, che tiene conto di indicazioni e sistemi con basso impatto ambientale, stabiliti da convenzioni tra un ente certificatore riconosciuto e il produttore. Non è assolutamente un sistema solo “naturale“, ma è un metodo controllato e certificato da aziende aderenti all’Aiab, con dei limiti piuttosto variabili, e la possibilità di usare determinati prodotti chimici a derivazione industriale purché certificati (o autocertificati – vedi il caso Fipronil).

Per meglio chiarire, suddividerei i metodi di Agricoltura come:
Convenzionale (cioè industriali): sistema chimico e intensivo, idrocultura e modificazioni genetiche (dei semi almeno, con un uso della chimica poco limitato).
Biologico, con trattamenti a basso o nullo impatto ambientale, e certificazioni adeguate, condivise di solito tra produttore e ente certificante.
Naturale: senza nessun tipo di trattamento eccetto metodi arcaici: acqua ramata, compost sterco e similari.
Biodinamico: un miscuglio tra il biologico e il naturale con l’aggiunta di riti/metodi esoterici e un po’ di astrologia. Consiste in pratiche descritte da Rudolf Steiner e portate avanti dalla multinazionale “Demeter”, che ne chiede la certificazione e metodi che applicano il calendario lunare, alcuni “preparati”, un corno, delle polpette si stabbio, ecc… (per saperne di più leggi il nostro approfondimento).
Organic: che è la stessa cosa del biodinamico ma senza pagare le royalties alla Demeter o simili.

La normativa in discussione

Il primo, fondamentale, aspetto della normativa riconosce l’Agricoltura Biologica come “attività di interesse nazionale”, in quanto attività “economica” basata: «sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali e sulla riduzione delle emissioni inquinanti»… la Co2 in particolare, visto il problema degli accordi internazionali.

In compenso fornisce gli strumenti finanziari per il sostegno della ricerca, per la realizzazione di campagne di informazione e di comunicazione istituzionale nonché per incentivare l’impiego di prodotti ottenuti negli enti pubblici e nelle istituzioni.
La normativa prevede inoltre che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali adotti un “piano d’azione nazionale” per l’agricoltura biologica, con gli obiettivi di: «Favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e agroalimentari. Rafforzare l’organizzazione della filiera con particolare attenzione al ruolo delle piccole aziende agricole. incentivare il consumo dei prodotti biologici attraverso iniziative di informazione, formazione ed educazione al consumo. migliorare il sistema di controllo e di certificazione a garanzia della qualità dei prodotti biologici».

Ci troviamo però di fronte un dettaglio strambo (in fondo dove arrivano i soldi nulla più mi stupisce): abbiamo un’ambigua comparazione tra agricoltura biologica e biodinamica. Si legge infatti nella relazione alla legge che: «Il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici, applicato nel rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, è equiparato al metodo di agricoltura biologica». Il che però è un falso! Se infatti guardate il link del regolamento, si parla solo di “preparati”, e quasi nessun Stato Membro ha intenzione di pagare la “Demeter” per il Biodinamico; mentre sarebbe stato leggermente più intelligente definire il sistema come Naturale o Organic, e se proprio volete comprarvi i corni di sterco fatelo ma senza pagare i diritti.

C’è da dire che la Biodinamica è un marchio registrato dalla Demeter International: non è una certificazione! Come è pure vero che anche il certificato Biologico è a pagamento, perciò se non pago non ci posso mettere la foglia sopra. Se voglio certificarmi devo attenermi ad un ente certificatore, acquistare prodotti da loro, e fidarmi del risultato, altrimenti, niente bollino.
Sinceramente preferisco i “non-metodi”, o il sistema naturale-arcaico, ma dovendo accedere a Fondi Pubblici è preferibile che sia attraverso un metodo scientifico approvato, in fondo non si possono concedere fondi a massoni tedeschi che praticano danze nel pleniluvio, seppelliscono corna di mucca o fanno polpette di stabbio. O meglio, nulla in contrario a chi semina danzando o se vuol fare la danza della pioggia, oltretutto per noi di Uki queste sono cose che contengono archetipi importanti per l’esistenza, semmai sono le royalties ai sedicenti eredi di Rudolf Steiner che non approvo. Per il resto la Biodinamica applica metodi ancestrali e non usa fitofarmaci, rispettando i cicli degli animali… nulla da eccepire.

Cosa saranno i distretti biologici

Un aspetto interessante sono i “Distretti Biologici“. Si tratta di aree geografiche dove tutto è interamente concepito come un Bio-distretto. Un metodo applicato già nel parco del Cilento dal 2009 dall’Aiab, che ha avuto un discreto successo. Si tratta di territori non contaminati da Ogm e con poche attività industriali che ora la legge definisce come “sistemi produttivi locali, a vocazione agricola” e nei quali sia presente: la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione e la preparazione alimentare e agro-industriale di prodotti biologici. Le produzioni e le metodologie colturali, d’allevamento e di trasformazione si rifanno alle usanze ancestrali tipiche locali.

Gli Strumenti Economici

Un fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica è stato istituito: «finalizzato al finanziamento di programmi per lo sviluppo dell’agricoltura biologica». Un sostegno alla ricerca tecnologica e applicata nel settore della produzione agricola e la stipulazione di contratti di rete tra le imprese della filiera biologica, al fine di «favorire l’aggregazione imprenditoriale e l’integrazione tra le diverse fasi della filiera dei prodotti biologici».

La libertà di coltivare

Sembra essersi risolto anche una controversia importante sull’Articolo 14: quello relativo alle semenze.
Il testo, indica che «Agli agricoltori che producono le varietà di sementi biologiche iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservazione, nei luoghi dove tali varietà hanno evoluto le loro proprietà caratteristiche, sono riconosciuti il diritto alla vendita diretta e il diritto al libero scambio», cosa che ad esempio è vietata negli Stati Uniti e in altri Paesi per i brevetti detenuti dalle multinazionali come Monsanto, Bayer e simili. Il concetto è quello che si possono produrre semenze in proprio, questo rende il contadino indipendente, e aumenta la biodiversità naturale.
A questo proposito c’è un bellissimo film “Food:Inc“, da noi “Il dilemma dell’Onnivoro”, che vi invito a vedere.

La nuova normativa nasce anche per tutelare il settore dai “falsi“. Sarà possibile un maggiore controllo. Ad oggi, visti gli alti costi di conversione dei terreni: i fondi comunitari che agevolano l’abbandono dei cultivar a favore dello scambio con Paesi terzi in “Area B”, la scarsa remunerazione dei produttori a favore della GDO e il mercato dei falsi biologici… ha avuto gioco facile; l’ultimo è stato a carico della TOP Agri di Roverchiara Verona, che mischiava prodotti di importazione convenzionali ad altri con basso contenuto di fitofarmaci falsificando le certificazioni, ingannando le ispezioni dei NAS, una truffa da 3milioni di Euro all’anno.

Nella legge infine manca tutto l’aspetto della conversione dei rifiuti organici, e quindi l’utilizzo delle risorse energetiche derivanti dall’allevamento come il bioetanolo, il metano, l’enatolo, i gas derivanti dallo sterco, le fitodepurazioni dell’acqua piovana, la bio-edilizia… tutte cose che verranno demandate ai Ministeri nel momento che questi capiranno che esistono. Come mancano pure i parametri per la tutela dei produttori onesti in loco, e che credo poco potranno contro i colossi internazionali. Approfondirò l’argomento Olio la prossima volta.

Intanto questo strano pasticcio avanza in Senato, e sinceramente è meglio del nulla che c’è. La prossima legislatura ricordate chi avete votato. E sopratutto se comprate Bio leggete bene le etichette.
Nel frattempo, non rimane che vedere come andrà a finire in Senato. Ma tranquilli ve lo racconterò..

 

Daniele De Sanctis

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9 Comments

  • che caciara! migliorano una cosa per incasinarne in altra. grazie Daniele che ci aggiorni sempre in modo impeccabile di come questi governanti decidono della nostra salute. speriamo bene …..

  • il biodinamico e’ finito nel campo del biologico. un altro segno dell’ impreparazione di chi fa le leggi. della suoerficialita’ con cui si affrontano certi argomenti che rendono poi le leggi sempre cosi’ inattuabili e scollate dalla realta’
    interessante post … grazie De Santis …

  • manca l’ aspetto della conversione dei rifiuti organici ….. ne sara’ felice la mafia !!!! altro vergognoso lascia passare ????
    :(((

    • più che altro non è chiaro perchè la co2 degli allevamenti venga conteggiata a parte, e non sia possibile ai consorsi o agli agricoltori auto prodursi l’energia senza dover passare per L’eni o simili. c’è tutto un meccanismo dietro che sfugge al controllo. se produco biodisel dalla colza, perchè poi non posso utilizzarlo ed eventualmente venderlo ? Ad esempio. se dallo stabbio produco gas naturale perchè devo cederlo e non posso tenerlo ? . cose così ed altre ancora. la mafia in questo caso c’entra poco per ora.

      • ah ecco, bene. quindi che lo compro a fare il biologico? tanto vale comprare le solite cose… oppure un minimo di genuinità in più si può trovare???

        • il Biologico garantisce l’impegno del produttore a farlo secondo metodi controllati. Ma come spiegavo qui è un ente certificatore che determina che le Procedure sono state seguite. Ora però facendo il caso del vino con la dicitura Biologico le maglie disciplinanti sono piuttosto larghe. Non uso alcuni prodotti , nei campi. ma ad esempio i lieviti sono “selezionati” i solfiti sono di origine naturale. qui mi è più facile da spiegare
          nel biologico i solfiti permessi vanno dai 30 ai 150 grammi per ETTOLITRO.
          nel convenzionale dai 100 ai 400
          nel naturale se non assenti fino a 30 grammi.
          per esempio le Birre non mi è chiaro come facciano a scrivere Biologico in quanto i lieviti sono sempre prodotti chimicamente … e via così. il convenzionale è comunque destinato a scomparire, è l’assenza di chimica che tarda ad arrivare, e di mezzo ci sono le imprese chimiche che vogliono mantenere lo stato attuale di primo settore mondiale per volume d’affari.
          quindi Biologico è meglio, ma non esattamente Naturale.

          • grazie davvero tanto Daniele. risposta chiara e perfetta!
            sei preziosissimo! questa Rubrica sta diventando indispensabile!

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