3+Dead: carezze dark dall’omonimo album

La band, attiva dal 2017, combina nella sua ricerca espressiva i suoni oscuri ed elettronici del Dark con il lirismo onirico dello shoegaze

È molto facile per certi critici musicali dare il merito ad alcuni generi pop e rock, per aver avuto facilmente successo, grazie al fatto di essere arrivati all’orecchio di tanti in maniera diretta e spontanea. In questo caso specifico, il genere dei 3+Dead è erede assoluto di quelle sonorità oscure, ossessionate e malinconiche portate in auge da Robert Smith e compagni, Depeche Mode, Siouxie and the Banshees: il Dark ed il Post-Punk anglosassone.
Questo genere nel tempo si è evoluto, e dopo quarant’anni è cresciuto, ripetendosi in moto alternato. Le band Cold Wave, ancora più nello specifico, sono state ben ripagate da un largo ascolto attento, seppur undergound, dando vita ad un movimento vero e proprio sia in Italia che in tutta Europa.
3+Dead è un’altra di quelle band che attingono a piene mani al sound romantico, cupo ed esistenzialista, caratteristico di questo genere, ed entrano in questo panorama con un bel disco senza fronzoli, con semplicità e con tutte le carte in regola per affiancarsi alle band del genere.

l 3+Dead si formano nel 2017 a seguito dell’incontro tra Roberto Ruggeri (chitarra e synth), ideatore del nucleo del progetto, ed Elisa Pambianchi (voce), che collabora alla stesura delle melodie e compone i testi dei brani scritti in inglese. Alla formazione si aggiunge l’anno successivo Giuseppe Marino (basso), grazie al quale viene completata la struttura degli arrangiamenti.
La band ha già avuto modo di esibirsi nei maggiori locali di Roma assieme ad artisti del calibro di Winter Severity Index, Miro Sassolini (ex Diaframma) e Undertheskin.

La voce di Elisa Pambianchi, riempie gli spazi lasciati dagli intrecci di basso e chitarra sulla batteria programmata ed i synth. Un’alternarsi di colori che variano nei ritmi e nelle atmosfere, un miscuglio fra dark, shoegaze e dream pop, piacevoli richiami ai Cocteau Twins. Nove tracce che scivolano piacevolmente senza mai annoiare, su e giù su stati d’animo oscuri, dichiarazioni d’amore e di odio.
Un disco che contiene almeno tre singoli validi, su tutti “Snake of june“, “The thing that you call love” e la traccia finale “Rabbit hole“, sognante e psichedelica, con la parte finale che recita «Every time I fall, I fall from grace»… che chiude il disco. Compare pure una cover del Deutsch Amerikanische Freundschaft Kebab Träume, interpretata diversamente, con il carattere distinguibile della band e la voce femminile che cambia in toto l’approccio originale maschile.

In sostanza, gli amanti del genere riconosceranno qualcosa di molto familiare, considerando il debutto, posso affermare che è un grande inizio per affacciarsi alla scena emergente romana. Una linea disegnata a Roma dalle Winter Severity Index, ma anche dagli Hapax e dagli Eternal Decay, per citare alcune band italiane del genere. Una sorta di testimone, pieno di aspettative, dentro a questo mondo della musica indipendente oramai diventato invivibile, a corto soprattutto di spazi per poter fare esibire dal vivo queste nuove realtà.
3+Dead” album omonimo, è una piccola chicca, un gioiellino che non ti lascia senza almeno un sospiro, di quelli sognanti, colmi di quelle speranze intrise di malinconia e sofferenza ma che ti aprono le porte a domani, ad una nuova alba.

Evangelos Voutos

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TRACKLIST:

1. Snake Of June 05:03
2. Ocean Drift 04:05
3. Shine 04:51
4. November 03:53
5. Angitia 04:11
6. The Thing That You Call Love 03:47
7. Ghosts Generator 04:27
8. Kebabtraume 03:52
9. Rabbit Hole 03:52

Prossimi appuntamenti live:
20 febbraio Pentatonic Roma
6 marzo Lettere Caffè Roma
13 marzo do it yourself fest @ Scumm Pescara
28 marzo Punkrazio Pomezia (Rm)
23 aprile Klang Roma per Radio Elettrica

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