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CULTURAMA 30.03.2013 di ukizero

La menzogna di Pasqua..

Le festività pasquali provengono dai riti per l’equinozio di primavera, che simboleggiava il vivificarsi delle energie di risanamento fisico e spirituale… è lo spirito che risorge a nuova vita in fusione con l’Essere trascendentale

 

 

 

Siamo in prossimità della Pasqua, e oltre a provare ad indignarsi per il massacro di migliaia di poveri agnellini indifesi, come abbiamo fatto con il Natale (La menzogna di Natale), cerchiamo di capire cosa stiamo festeggiando davvero.

Con alcuni articoli precedenti (L’Ordine Divino Naturale e la religione perduta) ho cercato di descrivere alcuni insegnamenti, informazioni e teorie che dimostrerebbero di come le religioni correnti provengano da un’originale “religione madre” che aveva presupposti diversi e oramai totalmente rimossi dagli attuali testi ortodossi.

Abbiamo visto come oggi la scienza stia dando ragione alle antiche scuole misteriche e alle prime religioni panteiste riguardo la natura dell’universo. La scienza infatti ci spiega che tutto è vibrazione: da essa si genera la realtà. Gli antichi chiamavano lo stato primario dell’energia non manifestata: Essere, ciò che poi è stato identificato in Dio (vedi filosofie Orientali).

Ogni cosa compartecipa dei due elementi fondamentali: quello mascolino e quello femminino, che sono la forza di distensione (gravità) e contrazione (entropia) che nascono dall’Essere divino. È il “Solve” e “Coagula” degli alchimisti: l’unione che crea la sintesi. Inoltre secondo l’antica tradizione esoterica, tutte le leggi di natura sono l’espressione dell’Ordine Divino Naturale, tutta la realtà può essere infatti codificata attraverso la Numerologia sacra (vedi Pitagora o la Cabalà): ossia i rapporti numerici e le proporzioni geometriche esistenti in natura e che regolano ad esempio le stagioni, il moto degli astri, i solstizi e gli equinozi, ecc…

Fatta questa premessa, possiamo tornare alla Pasqua e comprendere meglio il significato che ne davano le antiche scuole misteriche. Seguendo l’Ordine Divino Naturale la Pasqua è fin dal principio stata fatta ricorrere, ancora oggi, alla prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Anche nel 325 d.C. il Concilio Cattolico di Nicea confermò questa cadenza, anche per “occupare” quel posto da secoli occupato da riti pagani ben precisi (da cui il cristianesimo deriva). Ebbene, prima abbiamo l’equinozio di primavera, poi il plenilunio successivo (che gli antichi festeggiavano per assorbire forza dalla luna e per ringraziare la Dea, l’elemento femmineo dell’Essere divino -vedi la dèa Iside), poi abbiamo il giorno stabilito per festeggiare la Pasqua.

In questa celebrazione si solennizzavano le energie degli opposti”, la dualità delle forze maschili e femminili rappresentate dal giorno e la notte che, nell’equinozio di primavera, hanno la stessa durata: producendo così l’equilibrio cosmico che garantiva vita e abbondanza. Questo significa anche che durante la Pasqua si celebrava la crescita e la vita sia degli uomini che della natura… e la loro evoluzione per mezzo delle forze della fertilità! Tra i simboli della fertilità ci sono il coniglio, i fiori e le uova. Ecco spiegate le uova di cioccolata che arricchiscono i produttori in questi giorni. Esse sono la rappresentazione della forza femminile (l’albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il guscio, fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide), congiunge e protegge i due elementi. Tutto ciò che vive ha origine dalle uova, mammiferi e esseri umani, ma anche le piante: infatti attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno), perpetua la vita vegetale.

Oltretutto, tornando alla nostra cultura, Pasqua significa “passaggio” e segna il passare dallo stato di schiavitù allo stato di libertà. La Pasqua ebraica infatti, che precede quella cristiana, ricorda la ricorrenza della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto. Ma prima che l’Ebraismo si inaridisse in una religione fatta solo di precetti e vicende funamboliche date per storicamente vere (come tutte le religioni attuali che hanno rimosso i loro insegnamenti misterici), la sua antica tradizione esoterica conosciuta oggi col nome di Cabalà, insegnava che nel significato spirituale questo concetto era legato al senso stesso di evoluzione, il cui obiettivo è risorgere: ossia spostarsi ad un altro livello di consapevolezza e di esistenza.

Questi concetti vennero argomentati dagli iniziati che per prima cosa studiarono la “resurrezione nella natura”, che fu sempre la loro “guida”. Di fatto essi afferrarono gli insegnamenti dell’Ordine Divino Naturale osservando la natura stessa: come la metamorfosi del bruco in farfalla, per dare un esempio, o del seme che deve “morire” per fruttificare… tutti esempi di “resurrezioni”.

Per il cattolicesimo invece, la celebrazione della Pasqua ricorda innanzitutto la Resurrezione di Gesù Cristo. La catechesi cattolica insegna che Gesù è stato inviato per prendere su di Sé i peccati del mondo e che Egli simboleggia il grande Mediatore tra noi e Dio –la maggioranza dei cattolici la pensano cosi. In questo modo, come molti “addetti ai lavori” sottolineano, Gesù finisce per essere un intermediario al fianco di un Dio esterno a noi, talvolta severo, seduto da qualche parte in un angolo dell’Universo chiamato Cielo. In verità, i grandi saggi iniziati ci insegnano che questo Cielo non si trova in alcun luogo se non nella nostra Coscienza. Originariamente la celebrazione della Pasqua, come quella del Natale, aveva un altro significato, più profondo, esoterico e in qualche modo personale (nel senso di vissuto con tutta la persona, stabilendo un legame diretto, reale di ognuno di noi con l’Essere). Infatti la celebrazione della Pasqua simboleggia in realtà la resurrezione della Coscienza Cristica in ogni coscienza umana. La “Coscienza Cristica” è uno stato elevato di coscienza caratterizzato dal legame diretto, ravvicinato, con Dio (l’Esseità trascendentale..), da una percezione globale ed obiettiva della realtà e da un infinito amore per tutto ciò che esiste. In senso esoterico: la Pasqua significa e mostra la resurrezione del grande maestro che ha dato l’esempio all’umanità di come liberarsi dalla servitù e dalle limitazioni materiali. Tutti gli dèi solari del passato a cui la figura di Cristo è ispirata, tramandavano esattamente questi insegnamenti.

Allora, secondo la tradizione esoterica, nell’Equinozio di Primavera ricorre il periodo migliore per le energie di risanamento fisico e spirituale. Il simbolo del “seme” -che non è altro che una forma pensiero, un proposito da noi fatto e depositato nella nostra mente e nel nostro cuore- piantato in noi nel Solstizio Invernale -che coincide con la festività del Natale- se ben protetto ed accudito, nel periodo dell’anno che va dal 21 marzo al 21 giugno potrà usufruire dell’energia solare primaverile che permette a questo seme, ormai divenuto piantina, di poter ricevere il massimo influsso di Energia Vitale propria dell’Essere cosmico (vale a dire di Dio).

Sempre in questo periodo dell’anno, dobbiamo cambiare polarità: dobbiamo passare dal polo positivo-maschile-attivo che fornisce l’energia necessaria per far schiudere il seme deposto in noi nel Solstizio Invernale, al polo negativo-femminile-passivo per poter ricevere e prendere appieno l’energia risanatrice del Sole che in questo periodo dell’anno sta volgendo al suo culmine. Una vera e propria resurrezione del corpo e dello Spirito!

Ecco perché è proprio in questo periodo che a volte ci sentiamo più stanchi, meno vitali e tutti i nostri “acciacchi” decidono di farsi sentire con maggior vigore! Il focus va messo proprio sull’inizio di questo ciclo che coincide con il Natale: se il seme non viene custodito con rispetto ed amore, non potrà ricevere appieno le energie di rinnovamento dell’Equinozio di Primavera.

La Pasqua è dunque un momento in cui l’energia vitale, dopo essere stata tenuta prigioniera per tutto l’inverno nell’oscurità della “materia”, risorge e passa ad una nuova vita. È la Natura che risorge: è la primavera dell’Essere che si evolve per un nuovo ciclo. Per questo motivo il significato della Pasqua simboleggia l’atto di “seminare nel modo giusto”, cioè lavorare consapevolmente su noi stessi ed essere pronti così a lasciar andare via il passato, morire ad esso, per risorgere ad una nuova vita piena di nuove qualità!

Perciò quest’anno, mentre donate un uovo ai vostri cari, fatelo per augurare a quella persona di rinascere a vita nuova… così come da un uovo nasce una nuova esistenza… affinché la vita segui sempre la sua natura…

 

 

Fatale

 


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12 Commenti
  • Ilaria dice

    in questo senso la pasqua è ancor più romantica…

  • magnum dice

    apperò,tutto torna! ;)

  • Carlo dice

    ora so cosa festeggiare!

  • Veronica dice

    molto interessante..

  • Rachele dice

    non si festeggia la resurrezione di un "uomo" (cosa contro-natura direi..), ma la "primavera" della natura: la rinascita di una nuova "presa di coscienza spirituale"…in concomitanza con il rifiorire dei colori e dei profumi della natura.
    ..mi sembra tutto più credibile…direi!

  • Usky dice

    vabbè allora dobbiamo tornare tutti agli albori a fare sacrifici umani!!!
    no, a parte gli scherzi…in effetti anche a me sembra una religione molto più "naturale" ed esistenziale! se non altro vive del contatto con la natura, della realtà! e non di dogmi ed apparenze!!!

  • Jova dice

    più che altro si tratterebbe di una religione positiva, e non negativa (sensi di colpa, peccato, costrizioni, precetti,ecc…)
    è una saggezza reale…una sapienza millenaria che va di pari passo con l'ecosistema della terra e dell'uomo!

    • Barbara dice

      purtroppo l'uomo moderno e ben lontano da questo tipo di spiritualità!

      • Sara456 dice

        ma infatti qui non si tratta di tornare sugli alberi,anzi, è esattamente l'opposto!
        si tratta di cambiare consapevolezza di vita. si tratta di capire che noi siamo dio perchè siamo della stessa sostanza,e perciò niente ci è precluso! si tratta di tornare a rispettare la sacralità della natura e della sinfonia che governa la vita intera.
        è l'istituzione della Chiesa, che oggi altro non è che Banca (ior), culti, pellegrinaggi,business,ecc… ad essere ben lontana dalla realtà! anche da dio, o meglio, dall'Esseità divina… come giustamente ci spiega l'articolo e tutti gli altri speciali sulla religione (l'ho letti tutti: sono davvero interessantissimi!)
        :)

  • Melog dice

    La disquisizione di Fatale sulla Pasqua non fa una piega ..corrisponde a tutta una corrente di pensiero che è stata in seguito formalizzata soprattutto da Renè Guenon e Julius Evola ..e sono proprio questi due personaggi a incutermi una sorta di ostilità. Ripeto, quello che afferma Fatale, non può essere contestato da nessun punto di vista esoterico o essoterico, ma la teoria che sia esistita una "religione" originaria che poi è decaduta nei vari "credo" sottintende, in parte, l'avvallo della esistenza degli Iperborei e da qui l'ipotesi della giustezza e verità della tradizione ariana ..non credo sia necessario che io vada oltre per giungere a dire dove poi si sia andati a finire.
    Quello che mi interessa e diverte approfondire è invece l'argomento Pasqua nella tradizione giudaica che, a differenza di quella cristiana, non celebra la rinascita di Jeshua il nazzareno, ma, attraverso la narrazione della fuga dall'Egitto, terra di schiavitù ed umiliazione, è un invito a non fermarsi nel viaggio verso l'ipotetico uomo nuovo, quello che in Esodo viene così definito "se seguirete queste regole sarete un popolo di santi come dei"
    l'Egitto era la superpotenze dell'epoca, dominatrice di molti popoli, e nella narrazione di Esodo, gli ebrei, che si definiscono come coloro che abbandonarono questo impero, preferirono l'azzardo di una vita nomade e la ricerca di regole nuove al dominio di un re o un faraone. Nei vari testi "storici" del passato o iscrizioni non compare nessun riferimento che possa essere messo in relazione a questo avvenimento e, come ho già accennato in altra sede, è ipotizzabile che vada collegato ad un movimento secessionistico che scoppiò a seguito della repressione messa in atto dal clero di Tebe contro i seguaci del faraone Eretico Akenathon.
    Questo atto di indipendenza, che probabilmente ha interessato un vasto numero di popolazione eterogenea, è stato codificato dopo la cattività babilonese con descrizioni, al limite del mitologico, per dare al racconto maggiore forza di coinvolgimento. Probabilmente parte del messaggio innovativo che era stato messo in pratica dopo il distacco dal potere centrale egiziano era stato dimenticato. In Esodo, che è il racconto in cui viene descritto il percorso di liberazione, dove il popolo coinvolto ha fatto esperienza di libertà e di un liberatore legislatore, viene messo in evidenza che il passaggio non contempla tanto un atto di fede cieca, ma di fiducia e fedeltà consapevole, in un certo senso della scoperta della propria intima natura. Quello che viene descritto è un percorso difficile, doloroso e pieno di insidie che comporta anche il rischio di ricadute e la stessa permanenza nel deserto di 40 anni altro non è che la dichiarazione esplicita che per poter approdare ad un nuovo stato ideale è necessario abbandonare totalmente tutti i legami col passato (la vita media era di 40 anni) .del resto anche lo stesso legislatore mitologico (Mosè) non avrà il permesso di entrarvi, ma dovrà accontentarsi, poco prima di morire, di osservare i suoi seguaci che vi fanno ingresso
    Nel libro “Esodo e rivoluzione” Michael Walzer mostra come la storia dell'uscita dell'Egitto sia servita da modello per l'idea di rivoluzione in tutta la storia dell'Occidente. Pèsah, ben al di là del mondo ebraico, è un simbolo ricchissimo di senso per tutta la civiltà occidentale, parla del diritto e del dovere di ribellarsi all'oppressione, della necessità di costituirsi come popolo che non si lascia opprimere e riemerge anche dalla più terribile oppressione. Tutta la simbologia che viene messa in atto nel corso del pasto della festa (Seder = regola) ribadisce l'idea che il cammino verso la libertà è un percorso di coscienza e di pensiero audace che è alla base di ogni moralità ..la consapevolezza che la vita è susseguirsi continuo di momenti di passaggio verso una nuova esistenza.

    • misfit dice

      molto interessante. tutti questi sottotesti storici e mitologici, ma soprattutto simbolici, nel senso di significato intrinseco delle religioni-mitologie, non fanno però che confermare il fatto che in principio le religioni, o meglio i miti, erano delle metafore simboliche di un percorso iniziatico spirituale… l’unico modo in effetti di essere un homus spiritualis, prima ancora che religioso. questa è la vera religione.

      • slevin dice

        anche perché ciò di cui parla melog, ma anche fatale se è per questo, era il vero significato esoterico dell'antica tradizione ebraica, ovvero la kabbalah

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