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CULTURAMA 05.10.2011 di ukizero

Alla ricerca della libertà

Il Re delle Alpi

 

E’ difficile immaginare l’immensità di un paesaggio magico, incontaminato, inviolato senza mai vederlo di persona.

Walter Bonatti, alpinista, esploratore e giornalista, ci ha regalato le sue immagini, le sue istantanee, racchiuse in pensieri carichi di concetti introspettivi derivanti dalle sue esperienze; ha permesso all’umanità “comune” di assaporare, anche se in minima parte, quella sensazione di libertà che nella quotidianità riscontriamo sempre meno e che solo nell’immensità della natura riusciamo a scorgere; ha dimostrato che il coraggio può sconfiggere qualsiasi paura se supportato da un’insaziabile sete di conoscenza, curiosità e avventura.

L’alpinista italiano, scomparso il 13 Settembre 2011, è stato artefice di gesta mitiche, sfidando freddo, gelo e intemperie di ogni sorta; il “Re delle Alpi” lascia a noi comuni mortali un’eredità che deve far riflettere. Oltre a i suoi innumerevoli libri e reportage, ci insegna, attraverso il superamento di prove estreme come sopravvivere una notte a -50°C nella “zona della morte” (K2) senza alcun tipo di attrezzatura per contrastare il freddo, riuscire a mettersi in salvo nella tragica discesa del Pilone Centrale del Freney (Monte Bianco) oppure nell’incredibile storia del Petit Dru (Monte Bianco), che l’uomo ha bisogno di allargare i propri orizzonti, intraprendere sempre nuove sfide e di misurarsi costantemente con se stesso.

Uno spirito, quello di Bonatti, forgiato dalle difficoltà della guerra e dalla passione per la montagna; spinto costantemente dalla continua necessità di conoscere i propri limiti tentando sempre di superarli attraverso la scalata in solitaria, riscoprendo se stesso respiro dopo respiro, sentire il proprio corpo in completa armonia, sincronizzandosi perfettamente con la natura circostante, quest’ultima a volte crudele e spietata con chi cerca di sfidarla.

Ascoltare la montagna rombare e stridere con il vento che batte sulla roccia dura e fredda, il gelo che torce i muscoli, dormire sospeso in parete per ore, sono esperienze che fanno sentire più vivo un essere umano: ricordiamo di esserlo solamente quando sconfiggiamo la morte.

Un uomo, un mito dell’alpinismo “tradizionale” che se ne è andato e con lui l’ultimo esempio italiano di questa suggestiva e romantica disciplina sportiva.

 

Andrea Della Momma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Walter Bonatti racconta: I miei ricordi (parte 1)

 

Walter Bonatti racconta: I miei ricordi (parte 2)

 


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5 Commenti
  • boigan000 dice

    un meravigioso sport per uomini eccezionali

  • fabiano dice

    eroe italiano ;)

  • derek155 dice

    nn avevo compreso la grandezza del personaggio!!! bell'articolo!

  • Denis dice

    grande personaggio! orgoglio nazionale

  • gagà dice

    voglio fare l'alpinista

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